VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ART arrow Il cielo in una stanza. Il mondo magico di Freya Stark rinasce ad Asolo
Il cielo in una stanza. Il mondo magico di Freya Stark rinasce ad Asolo
Written by Fabio Marzari   

1b659110-71ae-4baa-bb66-be314fb2dfb8.pngIl borgo di Asolo ha voluto dedicare in via permanente a Freya Stark una stanza del locale Museo Civico, ricreando uno spazio-mondo interattivo in cui la viaggiatrice, esploratrice e scrittrice è presente attraverso i suoi disegni, libri, oggetti, taccuini di viaggio.

 

La stanza di Freya rappresenta un importante riconoscimento per colei che fu la prima occidentale a localizzare e mappare le Valli degli Assassini in Persia, ma anche la caposcuola del moderno travel writing, oltre che una donna libera, al di là di ogni cliché sociale e conformismo.

 

L’Amministrazione Comunale ha fortemente creduto nell’importanza del tributo all’illustre ‘concittadina’ Freya, favorendo l’armoniosa circolarità di pensiero e azione tra la raffinata e colta Annamaria Orsini, curatrice del progetto, e lo studio Corde Architetti Associati che ne ha seguito l’allestimento. Il risultato del loro lavoro è appunto questa nuova stanza, in cui ogni oggetto d’arredo è ‘parlante’: il grande armadio, la scrivania circolare e girevole, copia di quella progettata dalla stessa Freya, il baule, la porta.

 

Non è compito facile rimuovere la polvere, metaforica e non, del tempo, per riportare la complessità di un personaggio poliedrico, un vero mito soprattutto nella cultura anglosassone, che ha saputo rendere il viaggio una ragione di vita, credendo convintamente nelle indispensabili aperture e conoscenze delle complesse differenze che rendono variegato il nostro orizzonte spaziale.

 

Annamaria Orsini ha centrato il traguardo, riportando ‘in vita’ la modernità di Freya, aprendo i bauli e gli armadi, facendone uscire la fantasia e lo spirito libero di una donna curiosa della vita e attratta dalle dissonanze, pur mantenendo abitudini e comportamenti fieramente britannici. Nel passaporto di Freya è indicata la professione di “esploratrice e scrittrice”, ma fu anche fotografa, cartografa, diplomatica, archeologa e poliglotta.

 

Freya Stark ha scritto trenta libri e ha viaggiato per il mondo incessantemente per oltre cinquant’anni. Il suo primo viaggio da sola in Siria si svolse nel 1927, a 34 anni, era nata infatti nel 1893, mentre l’ultimo, all’età di 88 anni, lo fece a dorso di un mulo tibetano, sulle vette dell’Himalaya. Alta meno di un metro e sessanta, un fisico minuto, aggravato da un incidente che, ragazzina, le costò metà della capigliatura, un orecchio e la palpebra destra, lasciandole una cicatrice che le attraversava la testa e la necessità di complicati toupet e strategici cappellini, Freya Stark appartiene a quel mondo magico fra le due guerre in cui il viaggiare era ancora un piacere nonché un’arte e permetteva di unire il fascino del “diverso” con la puntigliosità dell’osservatore interessato.

 

 

«La stanza di Freya»
Da 12 maggio

Museo Civico di Asolo
www.museoasolo.it