VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow MUSICA arrow The times they are a-changin'... | A Padova, cronache da una rivoluzione
The times they are a-changin'... | A Padova, cronache da una rivoluzione
di F.D.S.   

pearl_jam_promo_248ed78b6649d6cda0fcadc1ac9bc23e.jpgVerso la metà degli anni ‘80 il dio del rock prese un’importante decisione: la prossima “scena” musicale - dopo rock’n’roll, classic rock, folk rock, country, bluesrock, glam, prog, l’heavy, l’hard rock, il metal, il punk, la new wave, la no-wave e il post-punk - avrebbe avuto un unico luogo ove nascere, svilupparsi e morire. E questo luogo sarebbe stato Seattle, la città della Boeing, della Microsoft e di Starbucks, la città “frontiera della frontiera”, simbolo della periferia virtuosa e progressista degli Stati Uniti, la “città smeraldo” immersa nella bellezza dei paesaggi incontaminati del Pacific North West.

 

Questa scena si sarebbe chiamata grunge (“sporco, sudicio”) e non si sarebbe caratterizzata per una visione di cambiamento, di una voglia di ribaltare il mondo - come furono punk e new wave -, tutt’altro: sarebbe stata la declinazione oscura, oppiacea e contro-rivoluzionaria di due generi precedenti, cioè il punk e il metal; sarebbe stata il distillato crudele e velenoso di generi già consolidati e tramontati. Inoltre, e fu la decisione più tremenda da prendere, il grunge sarebbe stato l’ultimo dei generi musicali del rock ad avere valenza planetaria, l’ultimo capitolo di una storia di quasi mezzo secolo in cui il rock era la musica popolare del mondo, legata alle aspirazioni, visioni, sogni delle giovani generazioni.

 

Dopo, ci sarebbe stata l’implosione in mille rivoli identitari, in mille sotto-generi, ciascuno con una sua bandiera, ciascuno con una sua parola d’ordine per entrare.

 

E fu così: per una manciata di anni (per convenzione diciamo, dal 1988, uscita di Rehab Doll dei Green River, al 1997, scioglimento dei Soundgarden) il grunge bruciò come un roveto ardente nella sua folgorante diversità fatta di luoghi comuni e contraddizioni elevati a rappresentazione della condizione esistenziale della X Generation. Il grunge fu soprattutto il luogo in cui si rappresentavano i contrasti di una società che aveva già fatto le sue scelte epocali di passaggio dall’economia industriale a quella digitale, dalla dimensione della comunità a quella dell’individualismo, e venne stritolato da queste contraddizioni.eus323-002-mf.jpg

 

All’interno di una scena che il dio del rock volle assolutamente proliferante (decine di gruppi, tutti da Seattle o da cittadine del Pacific North West) e incestuosa (tutti hanno suonato con tutti), quattro gruppi emersero a ricevere l’adorazione del mondo. Due di essi formarono l’asse della tragica impotenza, della totale possessione da parte dei demoni: furono ovviamente i Nirvana, e la geniale immaturità del loro leader, e gli Alice in Chains, ovverosia la condanna a rappresentare passivamente la sofferenza e il dolore, a urlare una richiesta di aiuto che non arriverà mai a destinazione. Altri due formarono l’asse della faticosa consapevolezza e della liberazione dai luoghi oscuri: i Soundgarden (anche se il suicidio l’anno scorso del loro ex leader Chris Cornell dimostra tuttavia che la liberazione è sempre provvisoria...) e i Pearl Jam, gli illuminati, i gloriosi combattenti che hanno saputo ritrovare la via per tornare alla loro Itaca.

 

Troviamo Pearl Jam e Alice in Chains sul palco a Padova, a distanza di appena quattro giorni, allo Stadio Euganeo e appena fuori dal suo rettangolo. Questo fu il grunge, la musica che amai più di ogni altra.

 

 

Pearl Jam

24 giugno - Stadio Euganeo, Padova

 

Alice in Chains

28 giugno - Park Nord Stadio Euganeo, Padova

www.zedlive.com