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Que viva Mexico! Santana, fenomeno incontrollabile
di Cesare Stradaioli   

santana.jpgComunicazione di servizio: chiunque avesse intenzione di andare al concerto di Carlos Santana il 29 giugno all’Arena Live di Padova sappia che a causa della musica che verrà suonata e del pathos che ne seguirà, risulterà impossibile rimanere seduti sulle proprie sedie e che sangue latino verrà profuso a piene mani a irrorare tutta la platea, costringendo gli spettatori ad alzarsi e farsi investire da un caleidoscopio di suoni e fantasie musicali.

 

Due anni fa, a Cividale, un tremendo nubifragio lo costrinse a chiudere baracca e burattini alla fine del primo bis, ma nonostante la pioggia battente fosse cominciata a metà concerto, non un solo spettatore aveva lasciato il prato, anzi a centinaia si erano avvicinati al palco, inzuppati come pulcini, come a cercare nella sua musica riparo e conforto dal meteo avverso. Semplicemente, non si poteva andare via.

 

Ancora adesso il maestro di origine messicana, ma musicalmente cittadino del mondo come pochi, ha la forza e la grinta di stare su un palco. Lo sappiamo bene, quello che di nuovo doveva suonare l’ha già suonato e la sua personale impronta l’ha già impressa diverso tempo fa e ora il suo mestiere di musicista lo porta inevitabilmente a rifare se stesso. Ma c’è modo e maniera: e se ha ragione Brian De Palma, quando dice che un artista il meglio di sé lo esprime fino ai 40 anni, va anche detto che un conto è ripetere e altro è rielaborare. E nel caso di Santana, non può essere solo ripetizione, basta ascoltarlo; si può discutere la serie di svolte che il suo percorso artistico ha di volta in volta imboccato (peraltro Zappa diceva che un musicista non può e neanche deve sempre piacere a tutti, l’importante è che sia onesto e sincero), ma la sua forza espressiva, accompagnata dalla formidabile batteria di fiati e percussioni, che da generazioni di musicisti, insieme alla sua Gibson, costituisce la sua cifra musicale, riesce a coinvolgere e ad appassionare oggi come agli inizi. Se mai, nel corso degli anni, durante i concerti Santana tende a farsi visivamente un po’ da parte, come se non volesse sovraesporsi, o fare ombra al suo gruppo capace dal vivo, allo stesso tempo, di seguirlo passo passo e di svariare strumentalmente o vocalmente nel corso dello stesso brano.

 

Carlos Santana, che è sopravvissuto all’eroina e al folle guru che l’hanno quasi ucciso, e che a 70 anni compiuti ha ancora la voglia non solo di suonare, ma di avere accanto a sé musicisti di generazioni successive, di trasmettere e insegnare la passione ai più giovani, come solo i grandi artisti sanno e possono fare. Quelli come lui saranno pure delle vecchie lenze, ma accidenti...sono le ‘nostre’ vecchie lenze!

 

 

Carlos Santana

29 giugno - Arena Live-Padova

www.zedlive.com