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Home arrow ZOOM arrow Il corso fluido delle idee. Renzo Piano e lo spettacolo degli edifici in movimento
Il corso fluido delle idee. Renzo Piano e lo spettacolo degli edifici in movimento
di Michele Cerruti But   

04_rp-pda_ph-studio-azzurro_full.pngI Magazzini del Sale, dietro la Basilica della Salute, sono un unico edificio diviso in nove ampie navate necessario all’economia della città per la conservazione, appunto del sale. Dismesso a inizio Novecento e ristrutturato solo agli inizi di questo secolo, è un luogo affascinante, in cui dietro a spesse facciate in mattoni e robuste capriate lignee si aprono mastodontici ed evocativi spazi. Una delle nove navate ospita la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova, con un progetto, a cura di Renzo Piano, amico di lunga data del pittore veneziano, che ripensa lo spazio di mostra come uno spazio dinamico, un archivio in divenire in cui un sistema di navette mobili e una struttura metallica conducono, a turno, le opere di Emilio Vedova al centro della stanza, con un alto grado di precisione e di sofisticata cura.

 

L’idea di quel dispositivo, che mette in discussione il modello statico di fruizione delle opere e pone il visitatore/lo spettatore al centro di una ‘messa in scena’, proviene da un progetto a cui Piano ha lavorato insieme a Emilio Vedova, nel 1984, per la costruzione di quello straordinario “spazio musicale” che era il teatro commissionato da Luigi Nono per l’esecuzione del suo Prometeo. Tragedia dell’ascolto. Là il giovane Piano aveva immaginato l’interno dello scafo di una nave, guscio sonoro in cui i cori, i musicisti e i solisti si muovevano sulle balconate mentre il pubblico, parte fondamentale dell’opera, assisteva a un unicum sonoro al centro dello spazio.

 

È quel progetto ad aprire la mostra Renzo Piano. Progetti d’acqua, a cura di Fabrizio Gazzarri e Studio Azzurro (per l’allestimento), ospitata proprio dalla Fondazione Vedova. Ed è quel progetto, insieme alla rilettura del restauro dei Magazzini per la Fondazione, con tutta la potenza tecnologica qui racchiusa, a fornire la chiave di interpretazione della stessa mostra: si tratta di sedici progetti, costruiti nel mondo dallo studio di Renzo Piano tra il 1960 e il 2017, legati tra loro dalla forte connessione con l’acqua.

 

Il display è costituito, ancora una volta, dall’ipertrofia tecnologica racchiusa nelle minimaliste navicelle mobili pensate per Emilio Vedova: si tratta di otto grandi schermi trasparenti sorretti da quel dispositivo su cui sono proiettati, in una messa in scena dinamica, i sedici progetti. Il lavoro di Piano si muove, senza plastici, senza disegni, senza le tradizionali forme dell’esposizione dell’Architettura, in un continuum scenico in cui modelli, disegni, visioni si succedono, come in uno spettacolo in cui i progetti si inseguono e aspettano il visitatore in una liquidità tutt’altro che allusiva.

 

 

«Renzo Piano. Progetti d’acqua»

Fino 25 novembre 2018

Fondazione Vedova, Magazzino del Sale, Zattere 266 - Venezia

www.fondazionevedova.org