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Home arrow ARTE arrow Incredibilmente forte, molto vicino. Due mostre per un Festival dedicato alla Cina
Incredibilmente forte, molto vicino. Due mostre per un Festival dedicato alla Cina
di Mariachiara Marzari   

fitwidth.php.jpgUna serie di mostre concepite come capitoli di una stessa storia e di una stessa cultura che, senza barriere ideologiche, dalla tradizione ha varcato le soglie del contemporaneo aprendosi ancor più al mondo e al sentire unico che connota l’opera degli artisti di oggi.

 

Il Chinese Art Festival, in corso alla Fondazione Querini Stampalia con Splendors of the Sun and the Moon, mostra collettiva ospitata nell’area Scarpa fino al 22 luglio, e la successiva Just Now – Contemporary Images and Ink Painting Conception, personale dell’artista Cai Guangbin al terzo piano della Fondazione dal 22 luglio al 22 settembre, offre una visione privilegiata sulla Cina e sul suo fervore artistico che negli ultimi anni ha caratterizzato la scena internazionale.

 

L’alternanza fra il sole e la luna, la salita e la discesa, evocata dal titolo della prima mostra, è l’assunto simbolico della Cina di oggi, più che mai sospesa tra il tramonto della tradizione e l’ascesa delle innovazioni contemporanee, tema molto controverso e alle volte doloroso per la cultura cinese.

 

Le opere degli artisti analizzano la realtà diventando manifesti di questa dicotomia in un percorso tortuoso, che ancora oggi non trova soluzioni, dalle mille sfumature diverse e personali. Proprio gli artisti, a fronte di un notevole sviluppo creativo volto alla ricerca e alla sperimentazione di nuove tecniche e tecnologie, si sono posti in rottura con la tradizione, abbandonando la secolare tecnica dell’inchiostro, reputata forse troppo tradizionale per essere riproposta oggigiorno, salvo solo attraverso la videoarte che ha saputo applicarla a nuovi supporti digitali.

 

In questo contesto si inserisce Cai Guangbin, uno dei più importanti artisti contemporanei cinesi, che in Just Now ritorna all’antichissima tecnica dell’inchiostro, lasciandosi solo parte della tradizione alle spalle e applicando la tecnica ad aspetti che fanno parte della Cina del Ventunesimo secolo. L’artista propone da una parte una nuova espressione della cultura cinese, dall’altra una profonda riflessione privata e intima sulla realtà che lo circonda, mettendo in discussione i suoi valori e la sua comprensione e interpretazione del mondo in cui vive. Le nuove tecnologie, i nuovi social e la psicologia umana si intrecciano nei tratti densi di inchiostro che non cambia la sua composizione materica nel tempo, ma esprime nuovi aspetti della vita quotidiana che arrivano a toccare profondamente le emozioni e i sentimenti del visitatore.

 

 

«Chinese Art Festival»

Fino 22 settembre

Fondazione Querini Stampalia

www.querinistampalia.org