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Ritratti di storie. LI.R.E. apre le porte del suo patrimonio artistico mobile
di M.M.   

mostra-i-volti-della-pietas-veneziana-2.jpgNelle sale al secondo piano nobile di Palazzo Contarini del Bovolo si svelano al grande pubblico I volti della pietas veneziana, prima selezione di dipinti per lo più inediti – corredati da fonti documentarie (antiche pergamene, planimetrie del XVI e XVII secolo) – legati alla storia di tre celebri “luoghi pii” di Venezia: il complesso dei Derelitti (vulgo “Ospedaletto”) ai Santi Giovanni e Paolo, il complesso delle Penitenti a San Giobbe e quello delle Zitelle alla Giudecca.

 

Tre luoghi oggi tutelati e gestiti dall’I.R.E. di Venezia (Istituzioni di Ricovero e di Educazione) – che promuove questa prima apertura del suo patrimonio artistico mobile –, ente pubblico che si occupa di assistenza alle categorie più deboli della popolazione cittadina, proprietario di un importante patrimonio monumentale e di una nutrita collezione di opere d’arte, frutto di donazioni che si sono succedute nei secoli.

La mostra offre una galleria di ritratti dei più insigni fondatori, governatori, presidenti e benefattori di queste prestigiose Istituzioni veneziane che dal XV alla fine del XVIII secolo mutarono profondamente il sistema assistenziale cittadino, offrendo riparo, ospitalità, istruzione a quelle fasce di popolazione ritenute più deboli o comunque fragili. Opere pittoriche di rilievo i artisti quali il veneziano Giovanni Antonio Pellegrini, il carnico Nicola Grassi, Alessandro Longhi, figlio del più celebre Pietro, Carlo Ceresa, e altri ancora.

 

Ognuno dei ritratti selezionati apre una ‘finestra’ su una storia, trasportando il visitatore nella Venezia del passato per conoscere le vicende che portarono, nella prima metà del Cinquecento, alla nascita dell’Ospedale dei Derelitti – uno dei quattro “Ospedali Maggiori” di Venezia – e della sua chiesa dedicata alla Vergine, alla cui progettazione sono legati i nomi dei grandi architetti Andrea Palladio e Baldassare Longhena. Alla fine del XVI secolo risale invece la fondazione del complesso delle Zitelle destinato ad accogliere giovani fanciulle che per la loro avvenenza e per le loro condizioni sociali disagiate avrebbero rischiato di ‘cadere’ in una vita poco onesta. L’origine delle “Penitenti” si colloca invece all’inizio del Settecento per volontà dell’allora patriarca di Venezia Giovanni Badoer. Accettando uno stile di vita assai simile alla clausura, le ragazze intraprendevano un cammino di pentimento e di redenzione.

 

La mostra è un primo affascinante capitolo di un “patrimonio di storie”.

 

 

«I volti della pietas veneziana»

Fino 31 dicembre

Palazzo Scala Contarini del Bovolo, San Marco 4301 - Venezia

www.gioiellinascostidivenezia.it