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Il filo logico. King Crimson, contraddizione apparente
di F.D.S.   

king-crimson-press-2017-1024x575.jpgI King Crimson arrivano in Italia, e alla Fenice di Venezia, con due concerti, il 27 e 28 luglio, e una formazione eccentrica, che vede ben tre batteristi e il ritorno di Mel Collins (sax e flauto) che del gruppo fu membro dal 1970 al 1972. Alla chitarra ovviamente il padre-padrone del gruppo, quel Robert Fripp che da 50 anni dei King Crimson definisce strategie, cambiamenti, formazioni, musica.

 

Lo show di tre ore trae materiali da tutti i periodi della storia della mitica band, incluse sei tracce storiche che i King Crimson non hanno mai suonato live prima. Perché, come dice Fripp: «La musica è sempre nuova, in qualsiasi momento sia stata scritta». Sì, perché questa band rappresenta, insieme a Bob Dylan, l’esempio più affascinante non solo di longevità artistica, ma anche di autonomia creativa, di sdegnosa solitudine, di interpretazione rigorosa e coerente dei vari elementi che nell’ambito del rock hanno sempre definito l’eccellenza.

 

Innanzitutto, la cosa più strana è che loro sono da sempre considerati i padri del progressive, senza averlo mai realmente suonato: in realtà hanno sempre suonato un rock inflessibile e severo, mai stato di vertigine emozionale ma sempre discorso logico e di altissima qualità tecnica, con forti interazioni sia con il jazz - ritmi sincopati, impatto crudo e soprattutto coesistenza tra composizione e improvvisazione controllata - e con la musica classica - per una innata loro vocazione cameristica. Apparente contraddizione, in realtà elemento distintivo di questa maison musicale, da sempre difeso gelosamente da Robert Fripp: artista freddo (cui peraltro dobbiamo quel momento irripetibile nella storia del rock che è l’assolo di chitarra in Heroes di David Bowie), inflessibile, di rigorosa innovazione, votato da sempre a perpetuare il marchio dei King Crimson come guardiani e sacerdoti di una musica unica ed esclusiva, che si staglia solitaria nella galassia del rock.

 

In quasi cinquant’anni di attività, solo 13 sono stati gli album registrati dai King Crimson, alcuni dei quali risplendono come assoluti capolavori, a partire dal loro esordio nel 1969 In the court of the Crimson King, e poi Red e Discipline, rispettivamente del 1974 e del 1981. Gli storici del gruppo annoverano ben otto diverse incarnazioni del marchio King Crimson, e il loro ultimo disco originale è di 15 anni fa: non fa niente, il loro fascino è intatto, perché «La musica è sempre nuova, in qualsiasi momento sia stata scritta».

 

 

King Crimson

27, 28 luglio

Teatro La Fenice - Venezia

www.teatrolafenice.it