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Home arrow ZOOM arrow Speciale Regata Storica | C'eravamo tanto odiati
Speciale Regata Storica | C'eravamo tanto odiati
di Massimo Bran   
regata_storica_benedizione.jpgPrima di produrci in mille distinguo, in altrettanti «Sì, ma…», in insopportabili quanto ossessivi «Ohh, come era più vero e bello un tempo…», sgomberiamo il campo da qualsiasi visione alternativa: la Regata Storica è a tutt’oggi uno spettacolo strepitoso. Punto. No, perché a star lì a misurare col bilancino quanto si è perso e cosa si è guadagnato in quasi 180 anni di storia di questa fascinosa sfilata e gara di voga alla veneta sul Canal Grande si finisce per cadere in un quaquaraquà tedioso e sterile. Chiunque di noi inviterebbe degli amici a vedere questa grande, unica rappresentazione storica sull’acqua, con l’acme in una vera, vibrante sfida tra campioni del remo in laguna, come migliore rappresentazione delle radici di questa città senza eguali!

Già, perché le regate non nascono certo “solo” 180 anni fa, visto che già nel 1200-1300 le cronache veneziane parlano di fastosissime regate, in primis quella per la Festa delle Marie. Il solo fatto che il termine regata sia veneziano dice poi tutto della profondità storica di questa competizione a suggello di una qualche ricorrenza o di una qualche specialissima visita “regale”, vedi quella in onore di Enrico III futuro re di Francia nel 1574… Diciamo, ecco, che dal 1841 più o meno regolarmente, a parte qualche interruzione altrettanto storica tipo quella del 1848 in seguito all’insurrezione contro gli Asburgo guidata da Daniele Manin, queste regate, che si svolgevano prevalentemente in laguna e solo sporadicamente in Canal Grande in occasione di speciali eventi o di visite di Stato, trovano nell’arteria d’acqua regale della città il loro massimo suggello.

Da allora la Regata Storica sarà teatro di sfide esaltanti tra i migliori regatanti della laguna, generalmente gondolieri o comunque barcaioli di trasporto provenienti spesso dalle isole più lontane dal centro storico, in primis Burano, Sant’Erasmo, Pellestrina, abituati da sempre a portare carichi e carichi per chilometri e chilometri.

L'appellativo Stbarche_regata_storica.jpgorica fu coniato e introdotto solo nel 1899, su proposta del sindaco di allora, Filippo Grimani, che inserì la regata nel contesto delle manifestazioni della terza Biennale. Nello stesso anno venne proposto anche il corteo storico di apertura, costituito da imbarcazioni da parata ricostruite sulla base di disegni e stampe d'epoca. Che è poi il motivo principe per vedere la Regata per chi ami le grandi rappresentazioni storiche, qui davvero di indiscutibile livello, tra gondole o bissone (Querini, Rezzonico, Floreale, Nettuno, ecc.) che restituiscono davvero nella loro maestosità i fasti della Serenissima Repubblica. Ma poi è gara, con rivalità storiche che si rigenerano di generazioni in generazione, tra sportività, colpi bassi, colpi di scena, polemiche infinite… La Regata, come il Palio di Siena, ha un pantheon popolato da figure leggendarie, in realtà, a differenza del Palio, perlopiù conosciute e vissute con travolgente trasporto solamente qui in laguna. Da Ciaci a Strigheta, da Crea ai Fongher, alcuni di questi gli unici a fregiarsi del titolo di campione del remo il cui conseguimento è reso possibile solamente dalla vittoria in 5 regate consecutive, è tutto un mondo di imprese, aneddoti, intrighi che nel loro insieme restituiscono una straordinaria, quanto unica, epica popolare. E proprio qui, se proprio vogliamo, ci si potrebbe agganciare ai distinguo di cui in apertura. Perché se è vero come è vero che la Regata rimane uno straordinario spettacolo di tradizione, oggi ben più mediatico di un tempo, è altrettanto vero, ahinoi, che la sua cifra popolare, il suo coinvolgimento vivo di veneziani di tutti gli strati sociali e di tutti i sestieri e le isole, che faceva sì che sino a trenta, quaranta anni fa il Canal Grande fosse intasato in entrambi i suoi lati di barchini, barconi, gondolini zeppi all’inverosimile di veneziani e isolani vocianti e rapiti da rivalità viscerali, si siano andati sempre più spegnendo, fino a quasi a dissolversi in una faccenda tra nicchie alle volte sin troppo irose. E questo è un vero peccato, che a nostro avviso non può spiegarsi solo, anche se sicuramente è un dato fondante del declino di questa cifra tradizionale, con lo spopolamento ormai inarrestabile della città. Qualcosa per rivitalizzare questo lato popolare, vitale della Regata ci si potrebbe inventare, agevolando di più chi ancora vive di questa cultura secolare non solo come addetto ai lavori, ma anche come appassionato, anche in potenza. Chissà se la clamorosa, “nuova” coppia tra i fino a ieri acerrimi nemici, più che rivali, Giampaolo D’Este detto “Superdeste” e Rudi Vignotto, dominatori il primo con il buon Ivo Redolfi Tezzat, il secondo con il cugino Igor, costretto al ritiro per motivi fisici e livido per il tradimento incontemplabile consumato dal buon Rudi, riuscirà a risvegliare l’anima ormai sopita di una cittadinanza sempre più apatica? Perché, secondo voi, un Superdeste o un Strigheta che fu non valgono un Aceto o un Trecciolino?

 

 

Regata Storica
2 settembre h. 16 Canal Grande
www.regatastoricavenezia.it