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Le infinite variazioni dell’ombra. Martha Fiennes e Salma Hayek presentano Yugen
di Fabio Marzari   

yugen.jpgForte curiosità e grande attesa suscita l’ultimo progetto creativo della scrittrice, artista e soprattutto regista Martha Fiennes, Yugen, proiettato in anteprima il primo settembre alla Scuola Grande San Rocco e solo il 2 e 3 settembre al Teatrino di Palazzo Grassi.

Il titolo rimanda alla filosofia estetica giapponese e concerne la capacità di avere profonda consapevolezza dell’universo e dei suoi misteri imperscrutabili. Benché il termine possa essere tradotto letteralmente come “leggermente scuro”, esso non serve solamente a descrivere il fascino delle cose in penombra di cui non si riesce a conoscere del tutto i limiti e i particolari, ma viene usato anche con senso più ampio, per indicare ciò che, essendo oscuro, è insondabile, misterioso e imperscrutabile.

 

Yugen è un film painting realizzato con un sofisticatissimo e finora inedito sistema informatico, frutto della collaborazione tra Martha Fiennes e il compositore Magnus Fiennes, autore delle musiche, con Salma Hayek, centro visivo della scena, che muta in continuazione secondo un algoritmo meccanicamente controllato da un computer. Lo Sloimage è un complesso sistema messo a punto da Martha Fiennes con l’aiuto del produttore Peter Muggleston, grazie al quale le immagini possono letteralmente “prendere vita”. I toni generalmente scuri di Yugen, che da sempre ricorrono nella cinematografia di Martha Fiennes, accentuano il misticismo della visione. Un’esperienza che è oltremodo amplificata dal suono: la musica assume un potere ipnotico, seduce la mente dello spettatore calandolo nelle immagini stesse. Lo Sloimage diviene un’esperienza molto più prossima a quella della pittura. L’opera è libera da una narrativa prescrittiva senza inizio, centro o fine. Di conseguenza ogni esperienza di visione è personale e unica. Yugen propone un nuovo processo filmico che sfida le regole del cinema convenzionale sovrapponendo pittura, fotografia e movimento in un risultato visivamente ipnotico. Salma Hayek diviene la personificazione di realtà alternative, è immersa in un paesaggio di fondo in costante mutamento: lo spettatore si trova di fronte a scenari alternativi ed è trascinato in un viaggio di esistenze parallele. Il rapporto col tempo è quello della fruizione di un dipinto, perché è lo spettatore a scegliere quanto tempo trascorrere davanti allo schermo, consapevole che non esiste una storia, un prima e un poi, ma è nel mezzo di una cosmogonia continua. Il progetto è stato prodotto da Tendercapital, società creata da Moreno Zani con la profonda convinzione che la combinazione di talento, integrità e innovazione possa fare la differenza rispetto al mondo della finanza tradizionale.

 

 

«Marte Fiennes. Yugen»

1 settembre Scuola Grande di San Rocco (premiere)

2, 3 settembre Teatrino di Palazzo Grassi, San Samuele

www.tendertoart.com