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Home arrow CINEMA arrow Venezia75 | Intervista a Michele Riondino, "padrino" della Mostra 2018
Venezia75 | Intervista a Michele Riondino, "padrino" della Mostra 2018
di Marisa Santin   

43807-arrivals_michele_riondino_-_michele_riondino____la_biennale_di_venezia-foto_asac__27_.jpgMichele Riondino ha portato avanti una sua precisa idea di cinema, di certo poco mainstream. Vederlo impegnato in un’occasione come quella della Mostra anche nella veste di presentatore è per me la conferma migliore di una delle tendenze del cinema di oggi, ossia la necessità di omaggiare gli interpreti della ribalta del grande cinema attraverso persone che a quest’arte danno del tu in maniera raffinata, coerente e originale. (Alberto Barbera)

 

 

Passaggio di testimone

L’anno scorso io e Alessandro (Borghi) ci siamo incontrati qui. Presentavo La ragazza del mondo di Marco Danieli per le Giornate degli Autori. L’ho visto molto a suo agio e questo fa stare anche me abbastanza sereno. Cercherò di occupare il mio spazio nel cerimoniale parlando del mio mestiere, di quanto e cosa mi ha dato la recitazione sul piano umano e professionale, a livello di studio e disciplina, proseguendo idealmente quello che è stato il discorso di Alessandro l’anno scorso.

 

Fan

Amo molto Guillermo del Toro, non vedo l’ora di stringergli la mano e scambiare qualche chiacchiera con lui. Sono molto impaziente di vedere Suspiria del nostro Luca Guadagnino. Da bambino ho amato molto il film di Dario Argento. Mi incuriosisce anche A Star is Born con Bradley Cooper e Lady Gaga, mi piace molto vedere attori cimentarsi in sfide che vanno oltre la recitazione.

 

Progetti futuri

A proposito di sfide, a metà settembre, subito dopo la Mostra, sarò anch’io impegnato in un musical per la regia di Marco Danieli. Nel frattempo sto preparando uno spettacolo teatrale tratto da Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov.

 

Il libro

Non può che essere proprio IL MAESTRO E MARGHERITA di Bulgakov. Si tratta di un libro che ho letto in età più avanzata rispetto all’adolescenza, ma che ovviamente adesso ha acquisito un valore ancora più profondo per la mia vita personale e professionale. Credo tra le altre cose che ci sia una forte identità tra il mio ruolo e la funzione stessa del cinema: proprio come il diavolo a volte il cinema è falso professore che affabula e inganna, unito alla ricerca di fama e successo da parte dell’attore stesso.

 

L’artista

Come nessun altro, EDWARD HOPPER riesce a raffigurare personaggi che reagiscono a qualcosa che si trova fuori dal dipinto stesso, ed è in fondo ciò che fa anche l’attore, osservando quello che avviene nella realtà e reinterpretandolo attraverso la finzione.

 

Il regista

Un cinema che mi fa riflettere sempre è quello di MARIO MONICELLI e di tutti i registi che hanno creato la commedia all’italiana. Sono stati unici nel rileggere la realtà senza darne un giudizio e nel far ridere gli italiani di se stessi.

 

La città

Inevitabilmente TARANTO, la mia città. Quando si parla di una città il pensiero va immediatamente lì, al dramma e al disincanto che ogni giorno Taranto vive per fatti e misfatti collegati praticamente ad ogni colore e schieramento politico. Città bella e maledetta, Taranto possiede una cronaca di avvenimenti in continuo aggiornamento, con episodi che mettono in luce negativa un posto dalle opportunità turistiche e culturali davvero incredibili, come ci sforziamo di far vedere attraverso il concerto del Primo Maggio, che mi sento onorato di poter curare, o attraverso altre iniziative come il Cinzella Festival, dedicato alla musica e al cinema e che premia una città capace di andare oltre la bruttezza. Non la “città dell’acciaio”, ma la “città della Magna Grecia”.

 

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