VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ART arrow Quando Dio era donna. Idoli, un nuovo capitolo di una serie millenaria
Quando Dio era donna. Idoli, un nuovo capitolo di una serie millenaria
Written by Fabio Marzari   
idoli.jpgLa Fondazione Giancarlo Ligabue ha saputo colmare un importante gap nel panorama delle mostre scientifiche, svelando, in maniera autorevole e parimenti accessibile ai non esperti della materia, aspetti poco noti della storia dell’umanità, riportando al contempo un’idea di mecenatismo contemporaneo non tronfio e auto-riferito, ma in grado di produrre cultura e suscitare curiosità da parte di un pubblico sempre più vasto. Inti Ligabue con coraggio e tenacia è riuscito in pochissimi anni a trasformare un Sancta Sanctorum inaccessibile ai più, in un agile strumento di divulgazione, producendo in proprio e realizzando mostre di ineguagliabile fascino, che riportano a Venezia il piacere di un’indagine antropologica sul nostro passato, al di là e oltre l’archeologia esibita in maniera asettica o sensazionalistica.

Un nuovo capitolo si apre dal 15 settembre a Palazzo Loredan, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, con Idoli. Il potere dell’immagine. A introdurre il tema, le parole di Giancarlo Ligabue, in uno dei suoi ultimi scritti: «L’ipotesi che il Dio padre di tutte le religioni monoteiste fosse stato in origine una Dea Madre iniziò a delinearsi dopo la scoperta delle prime veneri paleolitiche, dove il corpo femminile era sentito come centro di forza divina. Proprio in quel momento, tra Paleolitico Medio e Superiore, si pensa si siano verificati nello spirito e nella coscienza dell’uomo, determinati mutamenti di struttura della psiche. Alla fase dell’inconsapevolezza si contrappone una sorta di pulsione che gli specialisti oggi attribuiscono a un rapido evolvere della coscienza. Nasce un concetto di religiosità. L’uomo aveva scoperto di avere un’anima».

 

In mostra, gli albori della cultura figurativa antropomorfa, i miti fondativi dell’umanità, la rappresentazione del potere, sia esso di fecondazione, divino o eroico.

Un percorso alle origini delle raffigurazioni del corpo umano: dalle prime immagini, ancora ambigue e di dubbia interpretazione nell’Età Neolitica, alla loro evoluzione nell’Età del Bronzo.

Un viaggio che, valicando montagne, superando steppe e deserti, attraversando mari e oceani, rivela connessioni trasversali, comunanze di sentire e contatti in territori distantissimi. Oltre 100 opere tra Occidente e Oriente, dalla Penisola Iberica alla Valle dell’Indo, dalle porte dell’Atlantico fino ai remoti confini dell’Estremo Oriente, dal 4.000 al 2.000 a. C., l’alba della civiltà. Fin dalla preistoria l’uomo ha avvertito l’esigenza di rappresentare la figura umana: con i graffiti e le pitture murali, ma anche in forma tridimensionale. Da quei lontanissimi tempi, fin dall’Età Paleolitica, è giunta una grande quantità di statuette realizzate in diversi materiali riproducenti tratti umani. Quale fosse il loro significato – valore simbolico, religioso o di testimonianza, espressione di concetti metafisici, funzione rituale o “politica” – e quali soggetti realmente rappresentassero, rimane ancora un mistero.

 

La mostra, curata da Annie Caubet, conservatrice onoraria del Museo del Louvre, propone un centinaio di straordinari reperti – alcuni eccezionali per l’importanza storica e scientifica e per la loro rarità – testimoniano misteriose rappresentazioni della figura umana, quattordici appartengono alla Collezione Ligabue, altri provengono da collezioni private internazionali e da importanti musei europei. Dapprima si trattava quasi esclusivamente di figure femminili, poi con l’affermarsi di società sempre più strutturate, sono gli uomini a divenire protagonisti: dei, sovrani, eroi.

La mostra prende in esame gli idoli da un punto di vista estetico, a partire tuttavia da una solida base storica e archeologica, che si amplia ulteriormente nel catalogo dell’esposizione edito da Skira, grazie al contributo di esperti di levatura internazionale.

 

 

«Idoli. Il potere dell’immagine»
15 settembre-20 gennaio 2019

Palazzo Loredan, Campo Santo Stefano

www.fondazioneligabue.it