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Home arrow ARTE arrow Le regole del caso. La Casa dei Tre Oci rende omaggio a Willy Ronis
Le regole del caso. La Casa dei Tre Oci rende omaggio a Willy Ronis
di Mariachiara Marzari   

willy_ronis.jpg«Le mie sono fotografie che potrebbero fare tutti. Io sono un uomo qualunque che va in giro e fissa il riflesso dello spettacolo della strada».

Le parole del francese Willy Ronis (1910–2009) rendono perfettamente lo stile inconfondibile di uno dei maggiori interpreti della fotografia del Novecento: un misto di presentimento e di imprevisto, di tecnica e di istinto. Dal 6 settembre, la Casa dei Tre Oci gli dedica la più completa retrospettiva in Italia, 120 immagini vintage, tra cui una decina di inedite dedicate a Venezia, e documenti, libri e lettere mai esposti prima d’ora.

 

 

L’esposizione è curata da Matthieu Rivallin, coprodotta dal Jeu de Paume di Parigi e dalla Médiathèque de l’architecture et du patrimoine, il Ministero della Cultura francese, con la partecipazione della Fondazione di Venezia, organizzata da Civita Tre Venezie.

Immagine dopo immagine viene ricostruita l’intera carriera di Ronis. Nato a Parigi nel 1910, con Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau, Brassaï, Gilles Caron, Raymond Depardon, Izis, André Kertész, Jacques-Henri Lartigue e Marc Riboud, Ronis ha avviato il movimento dei «fotografi umanisti», movimento non codificato da un manifesto programmatico, che dimostrava l’interesse verso la condizione umana e la quotidianità più semplice e umile, per scoprirvi un significato esistenziale e universale. Numerosi sono stati i riconoscimenti e le mostre che lo hanno celebrato. Morto l’11 settembre del 2009, Ronis con il suo lavoro ha attraversato buona parte del Novecento, secolo che ha raccontato da un originale punto di vista.

Attraverso le sue fotografie infatti, Ronis sviluppa una sorta di micro-racconti costruiti partendo dai personaggi e dalle situazioni tratte dalla strada e dalla vita di tutti i giorni, che lo portano a estasiarsi davanti alla realtà e a osservare la fraternità dei popoli. Se è vero che le sue fotografie corrispondono, in una certa misura, a una visione ottimista della condizione umana, Ronis non ne cela l’ingiustizia sociale e s’interessa alle classi più povere. La sua sensibilità nei confronti delle lotte quotidiane per la sopravvivenza in un contesto professionale, familiare e sociale precario, rivela che le sue convinzioni politiche, militante comunista, lo conducevano a un impegno attivo, attraverso la produzione e la circolazione di immagini della condizione e delle lotte operaie.

I suoi scatti e i suoi testi raccontano un artista desideroso prima di tutto di esplorare il mondo, spiandolo in segreto, aspettando pazientemente che esso sveli i suoi misteri. Ai suoi occhi è più importante ricevere le immagini che andarle a cercare, assorbire il mondo esteriore piuttosto che coglierlo e, da qui, costruire la sua storia.

 

 

«Willy Ronis. Fotografie 1934–1998»

6 settembre- 6 gennaio 2019 Casa dei Tre Oci Giudecca

www.treoci.org