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Home arrow CINEMA arrow Venezia75 | Intervista a Ciro D'Emilio che presenta in Orizzonti "If Live Gives You Lemons"
Venezia75 | Intervista a Ciro D'Emilio che presenta in Orizzonti "If Live Gives You Lemons"
di Fabio Marzari, Andrea Falco   

un_giorno_allimprovviso.jpgCiro D’Emilio ha lavorato a lungo come assistente alla regia per serie televisive nazionali di primo piano. Ha diretto videoclip per musicisti italiani e quattro cortometraggi su temi di alto interesse sociale che gli sono cari: la xenofobia, il servizio militare, i conflitti familiari, il suo Sud. Un giorno all’improvviso è il suo primo lungometraggio.

 

Sinossi:

Il diciassettenne Antonio vive nella provincia campana con la madre. Il padre li ha abbandonati anni prima e lei, donna amorevole ma piena di problemi, darebbe qualsiasi cosa per ricostruire una famiglia. Anche Antonio ha un sogno: diventare calciatore professionista. Il sogno sembra presto prendere forma in Michele, talent scout del Parma. Presto, però, madre e figlio scopriranno che nella vita reale anche i sogni si pagano.

 

 

Un giorno all’improvviso, suo primo lungometraggio, racconta il rapporto tra madre e figlio. Come ha delineato i protagonisti della vicenda?

Volevamo raccontare una storia il più possibile aderente alla vita vera, lontana da ogni forma di compromesso e che potesse anche parlare del Sud in maniera diversa dal solito. I personaggi sono il riflesso di questa scelta e per questo motivo si voleva approfondire il rapporto esclusivo che può venirsi a creare tra madre e figlio. A questa tematica si è poi associata la volontà di raccontare il mondo del calcio, abbiamo studiato questo aspetto grazie a vicende emblematiche come quella di Antonio Cassano, che negli anni ha più volte parlato di quanta importanza abbia rivestito il rapporto con la madre durante un’infanzia difficile e disagiata. Ci siamo occupati poi delle derive patologiche che possono interessare questo rapporto: Anna Foglietta è Miriam, donna quasi quarantenne che ricerca la figura maschile in maniera ossessiva. Suo figlio Antonio, di contro, sembra quasi annullare del tutto il proprio ego in nome della felicità della madre.

 

Una storia di riscatto sociale in cui non c’è spazio per l ’autocommiserazione. Emerge invece la voglia dei personaggi di migliorare concretamente la propria vita.

Miriam è un personaggio straordinario e Anna Foglietta si conferma attrice altrettanto straordinaria, in grado di restituirne le innumerevoli sfumature e contraddizioni: Miriam è capace di lavorare instancabilmente la terra che coltiva assieme al figlio, salvo poi arrivare alla sera con sbalzi d’umore che le impediscono anche solo di preparare la cena. Lavorando la terra Antonio e Miriam vivono al massimo il rapporto tra madre e figlio, che si stravolge violentemente quando lo stesso Antonio è costretto a fare da padre a Miriam, rimediando ai suoi errori e ai problemi provocati dal suo carattere instabile. Antonio vive le emozioni di questo rapporto come un bambino di 8 anni, ma ne affronta i problemi come un uomo di 40.

 

Il Festival di Venezia come platea del primo lungometraggio. Quali le emozioni?

Non potevamo sognare un battesimo migliore per questa avventura, iniziata con l’incontro con Andrea Calbucci e Maurizio Piazza di Lungta Film. Da gennaio il progetto ha vissuto un’accelerazione vertiginosa che ci ha portato a girare ad aprile e ultimare il montaggio a metà maggio, per consegnare una copia per Venezia in tempi da record. Probabilmente non ho ancora del tutto realizzato di trovarmi nel gruppo di registi della selezione ufficiale di Orizzonti, ma vivo felice in questa fantastica ‘bolla’ assieme a tutte le persone che si sono impegnate oltre i propri limiti per confezionare un lavoro che spero davvero possa lasciare qualcosa al pubblico.

 

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