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ARTE
Il potere della vulnerabilità. Adriano Berengo e WonderGlass, il vetro al centro del contemporaneo
di Redazioneweb   
giovedì 22 luglio 2021

Ancora una volta la parola per definire il nuovo capitolo dedicato al vetro messo in forma espositiva da Adriano Berengo con WonderGlass è sorprendente. GLASS to GLASS, questo è il titolo, indaga l’incontro tra il mondo dell’arte contemporanea e il mondo del design d’avanguardia che trovano nel medium del vetro il loro comune denominatore. Presso la Fondazione Berengo Art Space a Murano, una vecchia e tradizionale fornace trasformata in spazio museale contemporaneo di incredibile forza, e la Berengo Collection a Venezia, la bellissima galleria a San Marco, una della più antiche farmacie della città, viene esposta una selezione di opere ideate da artisti e designer di fama internazionale in collaborazione con i maestri vetrai muranesi.

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Punti di vista. Giandomenico Romanelli e Pascaline Vatin raccontano la Venezia Panoramica di Biasin
di Mariachiara Marzari   
mercoledì 21 luglio 2021

In un periodo in cui Venezia appare in bilico tra oblio e rinascita, Giandomenico Romanelli e Pascaline Vatin ci offrono un magnifico viaggio al centro esatto della città. Venezia panoramica. La scoperta dell’orizzonte infinito, costruita ad hoc per gli spazi della Fondazione Querini Stampalia, è infatti una mostra perfetta per contenuto e forma, capace di raccontare un tema originale, sorprendentemente non così trattato, in modo lineare ma mai piatto, ricco di sfumature, particolari, curiosità, a volte sorprendenti, come l’evidenza che le immagini in movimento e la realtà immersiva erano cose già d’altri tempi. Fulcro della mostra è un’incredibile tempera su tela di 22 metri di lunghezza per un metro e settanta di altezza, una veduta di Venezia realizzata da Giovanni Biasin nel 1887.

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"Un’esperienza immersiva ante litteram tra gondole, battelli a vapore con i loro pennacchi di fumo, omnibus d’acqua, divise militari, veneziani a passeggio e il grande suggestivo verde dei Giardini...

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Ritorno a casa. Tutte le Biennali del Presidente Paolo Baratta
di Fabio Marzari   
giovedì 08 luglio 2021
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Se la Biennale è tornata ad essere al centro delle arti e della cultura del Pianeta Terra lo si deve in gran parte a Paolo Baratta, dominus incontrastato della più importante istituzione culturale del Paese, di cui è stato presidente illuminato e visionario per oltre 20 anni. Nessuno meglio di Baratta ha saputo interpretare l'esigenza di aprire nuovi spazi della città alla Cultura, favorendo una crescita importante e qualitativamente significativa di Venezia, un modello vincente anche dal punto di vista economico e nettamente in contrasto con le immagini dell'overtourism pre pandemia che hanno rischiato di affossare la reputazione di Venezia nel mondo.

 

La città secondo la visione di Paolo Baratta

La Venezia di Baratta è quella in cui la cultura genera profitto migliorando sempre l'offerta, una fabbrica di innovazione e progettualità, uno strumento vivo che opera nel tessuto di una città viva, in grado di contrastare la deriva della città a misura di turista-vandalo. Il 13 luglio a Cà Giustinian rappresenta un ritorno a casa per il "Presidente" Baratta in occasione della presentazione del suo libro: Il Giardino e l'Arsenale, edito da Marsilio.

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Nauman in città. Punta della Dogana oltre i confini dello spazio espositivo
di Redazioneweb   
mercoledì 07 luglio 2021

Un legame speciale lega Bruce Nauman a Venezia e in particolare alle sue Università Iuav e Ca’ Foscari: nel 2009, infatti, quest’ultime sono state protagoniste di due mostre correlate a Topological Gardens, progetto dell’artista americano per il Padiglione USA alla 58. Biennale Arte, poi vincitore del Leone d’Oro come migliore Partecipazione nazionale. Nello stesso anno, lo Iuav ha conferito a Nauman la laurea honoris causa in Progettazione e produzione delle Arti visive.

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Rincontrarsi a Venezia... allo Spazio Berlendis!
di Redazioneweb   
lunedì 31 maggio 2021

Un nuovo spazio dedicato all’arte nelle sue molteplici forme e declinazioni si apre in città. È lo Spazio Berlendis nel sestiere di Cannaregio, a ridosso delle Fondamenta Nuove e a pochi passi dalla Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Un ex falegnameria, facente parte del complesso dello Squero Fassi (detto Squero Vecio), tra i più antichi di Venezia, sapientemente recuperato nel 2019 dalla volontà di Emanuela Fadalti e Matilde Cadenti, che da sempre si occupano con competenza e passione di arte e di architettura, in particolare con la loro attivissima galleria Marignana Arte a Dorsoduro.

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Romanzo etrusco. La "pagana felicità" di Massimo Campigli a Palazzo Franchetti
di Redazioneweb   
venerdì 28 maggio 2021

«[...] Nei miei quadri entrò una pagana felicità tanto nello spirito dei soggetti che nello spirito del lavoro che si fece più libero e lirico».
É con queste parole che Massimo Campigli descrive la visita al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma nel 1928, attribuendole una valenza fondamentale per lo sviluppo della fase più matura della sua produzione artistica. Ed è a partire da queste parole che prende forma la mostra Massimo Campigli e gli Etruschi. Una pagana felicità, curata da Martina Corgnati, dal 22 maggio nelle sale del piano nobile di ACP – Palazzo Franchetti.

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Ultima chiamata. La mostra di Taloi Havini ad Ocean Space
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

L’artista poliedrica – spazia dalla scultura alla cinematografia e fotografia, fino alle instal-lazioni immersive – Taloi Havini, nata nella Regione Autonoma di Bougainville nell’Oceano Pacifico sud-occidentale, alla fine del 2020 ha preso parte a un viaggio di ricerca per la mappatura del fondale della Grande barriera corallina australiana assieme allo Schmidt Ocean Institute.

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L’architettura di una Community. La formula della Collezione Guggenheim per un museo di successo
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

Come si costruisce un museo di successo? Da molti anni punto di riferimento in Italia è sicuramente la Collezione Peggy Guggenheim, che ha saputo costruire una vera e propria architettura perfetta, costruita su fondamenta solide, responsabili e consapevoli. Certamente sono elementi fondamentali il carisma e la visionarietà di Peggy Guggenheim, l’insieme di capolavori moderni di una collezione come poche al mondo, un palazzo non finito che è diventato iconico, ma soprattutto il costante lavoro di ridisegno di questi stessi elementi attraverso attività di interazione con il pubblico, in cui la qualità, l’inclusione e l’accessibilità sono caratteristiche imprescindibili.

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Fiat Lux. Georg Baselitz in mostra alla Fondazione Vedova
di Fabio Marzari   
martedì 18 maggio 2021

Vedova accendi la luce è il titolo scherzoso, colmo di affetto e per nulla dissacrante della nuova mostra al Magazzino del Sale ideata dalla Fondazione Emilio e Annabianca Vedova. Lo spazio sempre strabiliante concepito da Renzo Piano alle Zattere risplende in maniera assai giocosa, dopo la sosta forzata causa pandemia, grazie ad alcune opere realizzate ad hoc nel 2020 da Georg Baselitz dedicate alla moglie Elke e al suo grande amico Emilio Vedova.

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Sulle tracce del Bianconiglio... Fondation Valmont si trasforma nel “paese delle meraviglie”
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

Fondation Valmont torna a immergersi in un mondo di fiaba. Dopo Hansel & Gretel – White Traces in Search of Your Self (2019) e Beauty and the Beast (2017), in occasione della 17. Biennale Architettura i curatori Luca Berta e Francesca Giubilei presentano Alice in Doomedland dal 22 maggio al 27 febbraio a Palazzo Bonvicini. La terza mostra tematica di Fondation Valmont riunisce in un proget-to collaborativo Didier Guillon, la coppia di artisti Isao e Stephanie Blake e Silvano Rubino, oltre agli allievi dell’organizzazione non profit newyorkese Publicolor, ai quali è stato chiesto di sviluppare un lavoro ispirato a uno dei più celebri passaggi del racconto, ovvero il tea-party del Cappellaio Matto.

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Panoramica infinita. La Venezia di Giovanni Biasin, un magnifico organismo urbano
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

Nelle sue indagini artistiche, le cui conseguenti mostre sono seguite come le puntate di un noto Commissario, Giandomenico Romanelli, con Pascaline Vatin, ci riserva sempre delle sorprese. Non sono grandi mostre, quelle le ha già fatte il Professore negli anni passati, ma veri e propri regali inaspettati, come dei bauli che vengono aperti per la prima volta e permettono di scoprire dei veri tesori. È il caso della mostra Venezia panoramica. La scoperta dell’orizzonte infinito, aperta dal 14 maggio alla Fondazione Querini Stampalia, costruita attorno alla più grande veduta di Venezia mai realizzata, quella dipinta nel 1887 dal pittore e decoratore veneziano Giovanni Biasin, conservata nelle collezioni dell’antica e prestigiosa Accademia dei Concordi di Rovigo, che viene esposta per la prima volta alla Fondazione Querini Stampalia dopo il recentissimo restauro conservativo.

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I dubbi dell’artista. Fondazione Prada apre alla narrazione di Peter Fischli
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

«Lo spettro che riappare continuamente per narrare la storia della fine della pittura è un problema fantasma? E in caso affermativo, i fantasmi possono essere reali?». Questi sono stati i dubbi che hanno guidato Peter Fischli nel processo di concezione della sua nuova mostra per Fondazione Prada, Stop Painting, che apre a Ca’ Corner della Regina il 22 maggio. Nel tentativo di rispondere a queste e altre domande aperte, ha identificato cinque rotture radicali nella storia della pittura degli ultimi 150 anni, in relazione alla comparsa di nuovi fattori sociali e valori culturali, che corrispondono a mutamenti di paradigma nell’arte attraverso il rifiuto e la reinvenzione della pittura: la diffusione della fotografia, l’invenzione del ready-made e del collage, la “morte dell’autore”, la critica della pittura come bene di consumo e la crisi della critica nella società tardocapitalista.

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Alle radici del bello. La Fondazione dell’Albero d’Oro riapre le porte di Palazzo Vendramin Grimani
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

La Fondazione dell’Albero d’Oro, istituzione culturale senza fini di lucro, nasce nel 2019 con l’obiettivo di restituire vita e anima a Palazzo Vendramin Grimani, già noto come Palazzo Grimani Marcello, dalla candida facciata in stile rinascimentale interamente ricoperta in pietra d’Istria e impreziosita da dettagli scultorei e inserti di porfido rosso egiziano, di marmo verde antico di Tessaglia e di cipollino rosso iassense. Questa dimora sul Canal Grande torna a vivere attraverso la riscoperta della storia delle illustri famiglie che l’hanno abitata e grazie allo studio delle collezioni d’arte disperse, frutto di un’accurata ricerca tuttora in corso e futuro progetto esositivo.

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Animali da esposizione. Le Stanze del Vetro ai nastri di partenza
di Redazioneweb   
giovedì 22 aprile 2021

Il 26 aprile è il D-day, o almeno viene percepito come tale, il giorno in cui ha inizio l'attacco assolutamente pacifico, attesissimo e entusiasmante delle mostre e della cultura dal vivo!
Ai nastri di partenza Le Stanze del Vetro che proprio il 26 aprile inaugurano sull’Isola di San Giorgio Maggiore, dopo lunga attesa, la mostra L’Arca di vetro. La collezione di animali di Pierre Rosenberg, a cura di Giordana Naccari e Cristina Beltrami. Una straordinaria collezione, messa insieme in trent’anni d’assidua frequentazione di Venezia, che ripercorre in modo originale e coinvolgente la storia del vetro muranese del Novecento attraverso un’angolazione inedita: l’animale di vetro. Quando questo genere di produzione vetraria era ancora relegato all’ambito del souvenir o considerata come una sorta di divertissement da fornace, Pierre Rosenberg, storico Direttore del Museo del Louvre di Parigi, ha dimostrato una passione autentica, svincolata dalle mode, e ha creato una collezione quanto mai originale e vasta, della quale questa mostra, con più di 750 pezzi, dà parzialmente conto!
 

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Un Novecento molto contemporaneo M9 adotta un’innovativa piattaforma software museale
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

Continua il processo di trasformazione e di innovazione del Museo del ‘900 di Mestre. Con la nuova piattaforma tecnologica, M9 si afferma come museo all’avanguardia per un sistema di servizi efficienti ed efficaci non solo ai fini della gestione, ma anche in grado di guidare la riorganizzazione dei contenuti in risposta ai comportamenti di visita.EMMA (Electronic Museum Management Analytics) e il suo modulo SIMPA (Sensor Intelligent Museum Positioning Analytics), progettata da RnB4Culture, fornisce un servizio digitale integrato per la biglietteria, le prenotazioni, la gestione dei servizi e la costruzione di analytics dei visitatori e dell’esperienza di visita del museo.

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Lo Schermo dell'Arte Film Festival torna al Teatrino di Palazzo Grassi
di Redazioneweb   
venerdì 28 maggio 2021

Per l’ottavo anno consecutivo, Palazzo Grassi ospita al Teatrino dal 27 al 30 maggio Lo schermo dell’arte Film Festival, progetto unico dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte contemporanea, con un programma di quindici film, firmati da importanti video-artisti e registi internazionali, selezionati tra i video presentati nell’edizione 2020 del Festival fiorentino, nato nel 2008 e diretto da Silvia Lucchesi.
In ogni giornata, infatti, saranno a disposizione quattro sessioni di proiezioni, che permetteranno di assistere ai film in programma nel corso della mattinata oppure nel pomeriggio.

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Tutti i film sono a ingresso libero su prenotazione obbligatoria.

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L’esploratore di mondi vicini e lontani. Omaggio a Mario De Biasi, testimone della storia del '900
di M.M.   
giovedì 06 maggio 2021

mario_de_biasi_brigitte_bardot_venezia_19571.jpgÈ un'Italia lontanissima, a tinte neorealiste, in parte nostalgica, quella che emerge in maniera incisiva dalle fotografie di Mario De Biasi (1947–2003) nell’ampia retrospettiva fermamente voluta da Casa dei Tre Oci e Fondazione di Venezia, che riapre finalmente al pubblico il 13 maggio.
Molti gli scatti iconici in mostra, a partire dalla sua fotografia più celebre e probabilmente più amata, Gli Italiani si voltano, realizzata nel 1954 per il settimanale di fotoromanzi Bolero Film e scelta da Germano Celant come immagine-guida della sua mostra al Guggenheim Museum di New York The Italian Metamorphosis 1943-1968, con una splendida Moira Orfei vestita di bianco che passeggia per il centro di Milano attirando lo sguardo di un gruppo di uomini. Molte le immagini che restituiscono un’Italia devastata dalla guerra, dove si coglie, tuttavia, la voglia di rinascita e di ricostruzione. Sono brani visivi «di un Novecento che oggi appare lontano – annota Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci – ma che non smette di muovere curiosità».

 

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Lo spazio e il corpo. Bruce Nauman prima di Bruce Nauman
di Redazioneweb   
giovedì 15 aprile 2021

Lo spazio geometrico e mentale della pratica artistica indagato attraverso una telecamera fissa. Bruce Nauman: Contrapposto Studies, dal 23 maggio a Punta della Dogana, mette in mostra l'evoluzione del linguaggio dell'opera di una delle personalità più significative del panorama artistico contemporaneo internazionale.

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Appuntamento in vetrina. Nuove modalità e forme dell’arte in città
di Redazioneweb   
giovedì 08 aprile 2021
È primavera e come da tradizione è tempo di rinascita, che in questo particolare momento diventa un mantra quotidiano, una spinta a uscire mentalmente dagli schemi del nostro passato. La parola “rinascita” assume oggi come quasi mai prima il significato profondo di trasformazione personale e collettiva.
La capacità di adattamento legata alla propensione alla creatività sono gli ingredienti fondamentali per un recupero della normalità e non è un caso che sia proprio l'arte a indicarci come l'esigenza di manifestarsi sia incontenibile. I segnali di risveglio in città passano infatti attraverso nuove modalità di fruizione dell'arte: i musei sono ancora chiusi? Bene, ecco aalora che le vetrine si trasformano in veri e propri display di bellezza e di energia e le gallerie catturano in maniera diretta e vivida le voci e i gesti degli artisti. Venezia è vuota, ma non di idee, provate a leggere!


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La Via Crucis da fermi. Giandomenico Tiepolo nella Chiesa di San Polo
di Franca Lugato   
mercoledì 31 marzo 2021

L'iconografia, che ora chiameremmo più comunemente “storytelling”, ci permette di penetrare più in profondità nella mente dell'artista ma soprattutto nel vivo della storia. È il viaggio “da fermi” che vi proponiamo per Pasqua. La meta? Naturalmente Venezia e la sua incredibile stratigrafia di capolavori, la maggior parte dei quali notissimi ma nascosti.

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25 marzo 421. La fondazione di Venezia e l'origine del culto mariano
di Franca Lugato   
giovedì 25 marzo 2021

Tra i miti fondativi di Venezia sicuramente il più celebre è quello dell’origine mariana della città. Sin dai tempi antichi i veneziani vollero che la loro città fosse stata fondata nel giorno in cui l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria una nuova era di amore, speranza e salvezza dell’umanità. Dunque quel 25 marzo, nove mesi esatti prima della nascita di Gesù, del 421 divenne per i veneziani una data simbolicamente importante che poteva allacciare la fondazione della loro città ad un profondo messaggio salvifico oltre che spirituale. Si tramanda che proprio il 25 marzo del 421 venne decretato l’avvio della costruzione della prima e più antica chiesa di Venezia, San Giacometo a Rialto. Lungo il corso dei secoli diffusissima diverrà l’immagine dell’Annunciazione, in luoghi esterni e interni della città, in ambito civile e religioso, di grandi e piccole dimensioni e con varie tecniche artistiche. Immagini adatte alla devozione pubblica, ma altresì opere di utilizzo per una devozione privata più intima e riservata, che accrescono quel culto per Maria come la più amata e onorata Protettrice della città. Tra le più conosciute quella nella cattedrale di Torcello, nella basilica di San Marco, sul ponte di Rialto, fino all’Angelo annunciante che svetta sulla cuspide del campanile di San Marco o ancora alla famosa iscrizione Unde origo, inde salus (da Maria nacque Venezia, da Maria venne la salvezza) al centro del pavimento della chiesa della Salute per chiedere a Maria la protezione in uno dei periodi più difficili per la città, quello della Peste del 1630.

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Sedici secoli di bellezza. Venezia e le sue istituzioni per una festa all'insegna dell'arte
di Mariachiara Marzari   
giovedì 25 marzo 2021

Un anniversario che non passa inosservato e che ha spinto alcune tra le più importanti istituzioni culturali a inchinarsi alla storia per trovare le radici del presente. Il 25 marzo 2021, giorno del leggendario compleanno di Venezia, segna la ri-ripartenza ideale del mondo culturale della città, che vede fatalmente concentrare le prime azioni a Dorsoduro: da un lato l'Accademia di Belle Arti e dall'altro le Gallerie dell'Accademia, Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim, Punta della Dogana, scesi in campo uniti sotto il segno del Museum Mile.

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Un mondo dentro il Palazzo. La dimora del doge Pietro Grimani aprirà al pubblico
di Redazioneweb   
giovedì 11 marzo 2021

Ritrovare tra le righe di un comunicato e attraverso alcune magnifiche immagini lo spirito autentico di cosa è questa città, apparentemente vittima di se stessa, porta a tutti noi un'iniezione di energia e di fiducia verso il futuro. La notizia infatti che dopo importanti lavori di restauro e rifunzionalizzazione, una nuova istituzione internazionale ha donato nuova vita a un prestigioso edificio cinquecentesco affacciato sul Canal Grande, segna un deciso punto a favore di quanti continuano fermamente a sostenere Venezia nel ruolo indiscusso di Capitale mondiale della cultura.

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Del frammento e della forma. Egle Renata Trincanato e la fotografia in architettura
di Redazioneweb   
giovedì 11 marzo 2021
ritratto_di_egle_renata_trincanato_a_chioggia_1939.jpgLa relazione tra Egle Renata Trincanato e la fotografia entra di diritto nella cultura visiva dell’architettura contemporanea. Una serie di scatti accessibili online presso l'Archivio Progetti dello IUAV, dove il fondo documentario Trincanato è conservato dal 2004, offrono a Teresita Scalco, curatrice della selezione, l'occasione per ridare nuova prospettiva a Lo sguardo di Egle Renata Trincanato (1910-1998), prima donna laureata nel 1938 al Regio Istituto Superiore di Architettura di Venezia, docente di disegno e restauro presso lo IUAV, capo della divisione tecnico artistica del Comune di Venezia e direttrice di Palazzo Ducale, progettista indipendente o al fianco di Giuseppe Samonà, pioniera dei moderni studi sul problema della casa e sulla pianificazione urbanistica di Venezia.
Sin dagli anni della formazione, Egle Renata Trincanato coltiva una solida attenzione verso la fotografia, sia essa autografa o fonte iconografica altrui, che utilizza come strumento di studio, ricerca, documentazione e progettazione architettonica, editoriale e per i propri progetti espositivi.
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Kandinsky "sotto la lente". I capolavori della Collezione Guggenheim come non li avete mai visti
di Mariachiara Marzari   
giovedì 11 marzo 2021

«Non demordiamo e andiamo avanti con le nostre attività online, fiduciosi che presto il pubblico potrà tornare a visitare le sale del museo». Karole Vail, Direttrice della Collezione Peggy Guggenheim, all'indomani della nuova forzata chiusura dei musei, invita con sincero ottimismo alla condivisione del bello dell'arte come terapia per gli occhi e per l'anima, un faro di luce nel mare in tempesta della pandemia.

 

Come speciale guida ci ha invitato infatti sabato 7 e domenica 8 marzo con una visita virtuale nelle sale della Casa di Peggy per raccontare l'incredibile Collezione messa insieme negli anni dalla nonna, mantenedo vivo il fuoco della scoperta di capolavori unici, che il tempo ha reso immortali.
Nelle sale di Palazzo Venier dei Leoni, Karole Vail ci ha accompagnato tra le forme fluttuanti di Alexander Calder, i colori accesi di Tancredi, le scomposizioni cubiste di Pablo Picasso, le astrazioni di Vasily Kandinsky, le linee rigorose di Piet Mondrian, le immagini enigmatiche di René Magritte, i segni possenti di Jackson Pollock e Emilio Vedova.
«L’arte, a nostro avviso, deve essere considerato un bene primario e in quanto tale accessibile a tutti, anche a museo chiuso» (K.V.).

 

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Aspettando l’istante. La fotografia di De Biasi ci mette di fronte allo specchio
di Davide Carbone   
giovedì 11 marzo 2021
Attraverso le migliaia di fotografie che ne hanno riempito gli spazi, la Casa dei Tre Oci è luogo sospeso tra presente, passato e futuro, che proprio in questi giorni sta vivendo momenti cruciali per il proprio domani, protagonista riconosciuta tra i punti d’incontro culturali cruciali che la città di Venezia offre e offrirà al mondo quando tutto ripartirà.

Infatti è notizia ormai certa la vendita dello storico Palazzo da parte della Fondazione di Venezia al gruppo Berggruen Institute, think tank indipendente e no profit, “attivo sui temi delle politiche internazionali e delle sfide globali del XXI secolo”, per la creazione di un luogo capace di ospitare simposi, vertici, workshops e convegni destinati ad accogliere ospiti, studiosi e policy makers di calibro internazionale. Un passo strategico della Fondazione di Venezia che permetterà alla città di mantenere uno spazio da destinare all’organizzazione e alla sponsorizzazione di mostre legate alla fotografia, all’arte e all’architettura, anche in partnership con grandi musei ed enti internazionali.  

 

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Non che ora lo spazio della Giudecca sia fermo, anzi: pur rimandando l’apertura al pubblico inizialmente prevista proprio per il 12 marzo a tempi migliori, la Casa dei Tre Oci sta ultimando l’allestimento dell’ampia retrospettiva Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003, dedicata a uno dei più grandi fotografi italiani, instancabile narratore del mondo. La rassegna, che ripercorre l’intera produzione del fotoreporter bellunese nato nel 1923 e scomparso nel 2013, dagli esordi della sua collaborazione con la rivista «Epoca» fino agli ultimi lavori, è curata da Enrica Viganò, in collaborazione con l’Archivio Mario De Biasi, organizzata da Civita Tre Venezie con Admira e promossa dalla Fondazione di Venezia.

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QueriniLive. Visite guidate in diretta streaming per guardare la Fondazione con nuovi occhi
di Redazioneweb   
giovedì 25 febbraio 2021

4_canaletto_def_1.jpgSuggestioni digitali in quattro atti, fra storia e contemporaneità, per raccontare la bellezza che ci è mancata, ma che ci siamo resi conto deve continuare ad essere parte integrante delle nostre vite. Quattro occasioni – 25 febbraio, 4, 11 e 25 marzo 2021, ore 17 – per vivere, in diretta, la Fondazione Querini Stampalia.


Un punto di vista insolito quello proposto dalla guida esperta Luisella Romeo, un viaggio attraverso i ‘dettagli’ di dipinti, oggetti, architetture, che solo un occhio attento può cogliere. Un viaggio affascinante nel tempo, in cui storia e contemporaneità sono posti in dialogo fitto e multiforme. Una Venezia inaspettata che si offre come anteprima virtuale dell'esperienza unica di visita di persona, un racconto che suggerisce emozioni e visioni da sviluppare poi direttamente, in un futuro molto prossimo speriamo, tra gli spazi della Querini Stampalia e della città.
I quattro appuntamenti in diretta streaming vogliono proprio restituire questo spirito di scoperta, in cui il virtuale offre un contesto perfetto per trasmettere l'affasciante sensazione di sospensione tra reale e immaginario.

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On Being Present, gli Uffizi online per il Black History Month Florence
di Marisa Santin   
giovedì 25 febbraio 2021

Nato su iniziativa dello storico ed educatore Carter G. Woodson negli anni ‘20 del secolo scorso, il Black History Month è una ricorrenza annuale che promuove la diffusione delle informazioni sulla storia degli afroamericani e ne celebra i raggiungimenti in diversi ambiti artistici. Sebbene venga osservata principalmente negli Stati Uniti e in Canada (in febbraio) e nel Regno Unito (in ottobre), in anni recenti la commemorazione ha preso vita anche in molti altri paesi del mondo.

In Italia se ne occupa l’artista e facilitatore culturale Justin Randolph Thompson. Dal 2016 Thomson è co-fondatore e direttore del Black History Month Florence, una rete istituzionale trasversale per la produzione culturale Black che celebra la diversità delle culture afro-discendenti nel contesto italiano. Il BHMF coordina e promuove annualmente più di cinquanta eventi attraverso un’organizzazione supportata da Comune, fondazioni, istituzioni, scuole, associazioni culturali, musei e spazi dedicati all’arte e alla musica.  

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Architettura di luce. Le scale di Venezia, monumenti originali e unici
di Mariachiara Marzari   
giovedì 25 febbraio 2021

Torna la luce, non sappiamo se è quella in fondo al tunnel di questo momento di incertezza, ma certamente quella dell’imminente primavera e di un inverno quasi alle spalle. Luce come chiarore, capace di trasformare l’invisibile in visibile. Venezia è luce, ovunque: nei bagliori dei riflessi del sole sull’acqua, nell’intensità della pietra bianca dei palazzi e dei ponti, nella diffusione della nebbia e nella cangiante varietà dei profili del cielo nelle diverse ore del giorno. Una luce che fa emergere con nitidezza linee, ombre, chiaroscuri, lumeggiature, forme, movimenti, pieni e vuoti, portando alla vista una architettura pura.
In questa varietà di elementi architettonici di cui si compone il DNA della città, uno spazio particolare e originalissimo lo occupano le scale poste fuori e dentro palazzi, scuole grandi e a volte conventi di Venezia. Scale “pubbliche” e scale “private”, monumentali e originalissime, gotiche, rinascimentali e barocche, decorate ed essenziali, sono moltissimi gli esempi, molti dei quali oggi visitabili. Veri e propri monumenti a sé stante, che architetti e artisti hanno reso immortali spingendo all'estremo la funzionalità di collegamento verticale tra piani.

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Collezione di versi. Cinque poeti esplorano la Fondazione Querini Stampalia
di Redazioneweb   
giovedì 18 febbraio 2021
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Sorprende a ogni stanza e a ogni piano, confondendo arti e generi, stili ed epoche, forme e contenuti, passato e presente in un insieme misteriosamente armonioso. Luogo di molti luoghi, luogo delle mille differenze – si leggono nella sua storia, nelle sue architetture, nella varietà delle sue attività – la Fondazione Querini Stampalia è un patrimonio storico e museale in movimento, attento alla conservazione e teso alla contemporaneità. Parola chiave: mettere in dialogo l'arte, la letteratura, la poesia, il teatro, la danza, il design, la grafica, la scuola con la storia e gli spazi della Fondazione, ridisegnando sempre nuove linee di indagine e di confronto. Una vitale produzione di energia creativa che confluisce ora nel nuovissimo progetto Querini in versi a cura di Shaul Bassi e Tiziano Scarpa, che vede protagonisti cinque poeti, Maria Grazia Calandrone, Samir Galal Mohamed, Giovanna Rosadini, Luigi Socci e lo stesso Tiziano Scarpa, nell'esplorazione personalissima della Fondazione Querini Stampalia.

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