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[SPECIALE VENICEMARATHON] I piedi sulla città
Written by Massimo Bran   

venice-run_980x571.jpgLa Venice Marathon tra tanti ha almeno due meriti di assoluta eccellenza tra di essi consequenziali: essere riuscita in trent’anni a comunicare un’idea meravigliosa di città da (per)correre a piedi con curiosità e stupore, essere riuscita ad attrarre in questa città maravilhosa (Rio può attendere..) un turismo che dire di qualità è poca cosa in relazione ai fiumi di gruppi stra-extra-large che invadono quotidianamente le tre strade del turismo lagunare. Praticamente un miracolo in rapporto alle ‘visioni’ (sic) strategiche delle istituzioni cittadine sulla massima industria della Serenissima. È quel turismo di cui tutti parlano, che tutti vorrebbero, ma che nei fatti pochissimi assecondano, di sicuro non il sistema-città, che non c’è.

 

È grazie quindi alla Venicemarathon, l’unico evento internazionale veneziano con la Biennale Arte e la Vogalonga che non delude le giustificate, altissime attese dei viaggiatori del mondo, se Venezia ancora sa regalare immagini, emozioni, scoperte, nuovi progetti attorno alla sua infinita bellezza diffusa.

 

È anche da questa persistenza crescente di una kermesse podistica spettacolare che sono nate e si sono sviluppate con progressivo successo delle iniziative turistiche legate alla corsa per tutte le possibilità, al fine di far conoscere le città nelle sue mille e più declinazioni.

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[SPECIALE VENICEMARATHON] Eventi nell'evento
Written by Redazioneweb2   

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EXPOSPORT
Il quartier generale della Venicemarathon, immerso nel verde di Parco San Giuliano, è una tappa obbligata per gli atleti che vi si recano per ritirare il pettorale e il pacco gara. La cittadella sportiva ospita anche il Venicemarathon Village, expo delle più rinomate aziende del settore, l’Area Eventi che accoglie presentazioni, dibattiti e workshop, il Coni Open Sport, e i tradizionali Pasta Party, momenti prediletti dai runner per assicurarsi un pieno di energia./ Racers will be needed to come collect their gear at Exposport, the sports town where the most famous brands will each have their stand. Events, debates, workshops, and traditional Pasta Party for runners to fill up on energy.
23 ottOct h. 10-20 / 24ottOct h. 9-20 Parco San Giuliano (Porta Blu)


 

 

coniopensport1.jpgCONI OPEN SPORT
Il Coni Open Sport è nato come iniziativa del Comitato Provinciale di Venezia con l’obiettivo principale di far crescere il numero dei praticanti, avvicinando giovani e non allo sport. All’interno dello spazio sarà possibile cimentarsi nella pratica delle diverse discipline grazie alle ‘isole sportive’: tante aree interattive gestite dalle Federazioni per far divertire adulti e bambini con lo Sport!/ Put yourself to the test in different sports thanks to interactive areas for children and grown-ups!
23 ottOct h. 10-20 / 24ottOct h. 9-20 Parco San Giuliano (Porta Blu)


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Thirty-years running
Written by Ketty Brocca   

runners-legs.jpgLook up and marvel at the Palladian masterpieces that decorate the Riviera del Brenta, run on the levy, hit the tarmac, pass through the largest urban park in Europe, feel surrounded by water while on the Ponte della Libertà on your way to the heart of Venice where a floating bridge will be laid on the Grand Canal to ease runners to the finish line. On Sunday, October 25th, this is what marathon runners will see, more than eight thousands of them.

 

This edition is a special one, the thirtieth, and will see the participation of Olympic athlete Alex Zanardi. One of the several events, on Saturday 24th, is the Venicemarathon Party at Russott Hotel, steps away from the Venicemarathon Village.

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Venice Fashion Night. Una notte di eventi per il Made in Veneto
Written by Redazioneweb   

foto_di_massimiliano_barbuni.jpgLa notte della moda a Venezia è sabato 24 ottobre: eventi, shooting, performance e la diretta su Instagram per promuovere la creatività veneziana e il Made in Veneto con stilisti, modelle, fotografi, blogger e Instagramer.


Organizzata da Venezia da Vivere, Venice Fashion Night giunge quest’anno alla terza edizione dopo il successo degli anni precedenti che hanno coinvolto oltre trentamila persone in più di 41 eventi diffusi in città, tra boutique, atelier, hotel e laboratori artigiani.
Una Fashion Walk, una passeggiata tra fotografi e Instagramer, racconta l’evento conducendo instagramer, blogger, fotografi e appassionati alla scoperta di nuove collezioni, location inedite, firme emergenti, capsule collection e nuovo design. La partecipazione alla Fashion Walk è gratuita con iscrizione alla mail This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it .

La mattina del 24 ottobre il Tavolo della Moda riunisce esperti, imprenditori, aziende, fashion designer, artigiani e giornalisti.
L'obiettivo del tavolo è la creazione di un’agenda comune per la valorizzazione del Made in Veneto e la promozione di Venezia come luogo universale da cui far partire iniziative di comunicazione internazionali. 

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Profumo di… libri! Raddoppia la MarcoPolo, nuova vita in Campo S. Margherita
Written by Chiara Sciascia   

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Fa sempre piacere poter dare una buona notizia, e se la buona notizia in questione è l’apertura di una nuova libreria nella nostra città, a Venezia, diventa davvero una gioia. Ebbene, dal 26 settembre scorso, giorno dell’inaugurazione, la Libreria MarcoPolo, già punto di riferimento per molti lettori con il negozio vicino al Teatro Malibran, ha ‘raddoppiato’ con una nuova sede in uno dei punti nevralgici della vita sociale e culturale veneziana, Campo Santa Margherita, cuore della zona universitaria e delle abitudini dei residenti.

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Sound Convention. A San Giorgio gli stati generali della musicologia
Written by Redazioneweb2   

unnamed.jpgDa oggi e fino all’1 ottobre l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini ospita sull’Isola di San Giorgio Maggiore il Convegno annuale del Comitato Italiano dell’International Council for Traditional Music, l’organizzazione più autorevole e rappresentativa a livello internazionale per lo studio dell’etnomusicologia, che vedrà molti interessanti appuntamenti aperti al pubblico.

 

Stasera alle 18:30 si terrà il concerto di musica tradizionale sarda con Vanni Masala e Andrea Pisu, con un repertorio di musiche di accompagnamento alla danza, che costituiscono la parte più ricca e articolata del repertorio tradizionale della Sardegna. Da secoli, nella parte meridionale dell’isola il ballo è affidato al suono del triplo clarinetto di canna conosciuto col nome di launeddas: i due giovani musicisti sono riconosciuti come maestri di questi strumenti, apprezzati per la piena padronanza del repertorio tradizionale.

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Foto-grafia. L’arte dell’immagine secondo Enrico Gusella
Written by Redazioneweb2   

gusella.jpgConsiderato uno dei più acuti studiosi della fotografia, ma anche curatore, critico e storico del medium Enrico Gusella presenta il prossimo 30 settembre alle 17:45 a Ca’ Sagredo e il suo libro Sulla fotografia e oltre (Allemandi & C.) nella suggestiva Sala della Musica in Campo Santa Sofia, con l’intervento di Gianluca Amadori, Presidente dell'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

 

Il libro di Gusella è un viaggio affascinante e coinvolgente dentro e oltre l'immagine fotografica, una narrazione visiva in cui il lettore ha la possibilità di immergersi. L’autore esplora la vita e l'opera di alcuni tra i fotografi che più hanno contribuito a rendere interessante e compiuta l'arte fotografica nel nostro tempo. Gusella, infatti, nella sua analisi scandaglia discipline e generi a cui i fotografi sono legati, fornendoci una panoramica approfondita sia della loro poetica che del loro modo di intendere il mezzo fotografico.

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TRACCE | Ora et labora. La regola benedettina, oggi.
Written by Mariachiara Marzari e Fabio Marzari   

praglia.jpgUn incontro di quelli che lasciano il segno, nella quiete della magnifica Abbazia benedettina di Praglia (Pd), in una giornata di quelle perfette, con la luce giusta e con i colori che sembrano messi apposta per porsi qualche domanda sul creato. Ospiti dell’Abate, padre Norberto Villa, abbiamo avuto il privilegio di vedere da vicino la vita dei monaci, seguendo per qualche ora il loro fitto calendario giornaliero, fatto di momenti di preghiera e di lavoro, una fede vissuta naturalmente, senza ostentazioni ed eccessi, misurata nella profonda intensità spirituale, senza creare distacco tra l’interlocutore, laico e agnostico, e la calorosa umanità e lungimiranza del Padre Abate, uomo di solide credenze religiose, ma vicino ai temi della contemporaneità.

 

L’Abate Norberto Villa, lombardo, laureato in economia alla Bocconi, vive da 39 anni a Praglia e regge anche un altro luogo di puro incanto: l’Abbazia di San Giorgio Maggiore nell’isola omonima a Venezia.

 

Fautore dell’incontro è stato Carmelo Grasso, direttore della Benedicti Claustra onlus, un giovane e appassionato interprete della migliore sintesi tra importanti, anche dal punto di vista artistico e architettonico, luoghi di fede e l’arte contemporanea e non solo.

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SUMMER MUSIC FESTIVALS | Tutti i suoni di un'estate live!
Written by Redazioneweb2   

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A.M.A. MUSIC SUMMER FESTIVAL
Parco Comunale, Asolo (Tv)
25-30 agosto
www.amamusicfestival.com

La musica incontra uno dei borghi più belli d’Italia, chiamato non a caso “città dai 100 orizzonti”. Niente di più facile che allargare questa definizione anche all’ambito musicale, dopo una rapida scorsa ai concerti in programma. I Gogol Bordello il 25 rappresentano un biglietto da visita impareggiabile, Skardy Vs Furio e Universal Sex Arena vanno giù lisci come acqua fresca, in buona compagnia dei Bud Spencer Blues Explosion. Marky Ramone il 30 di agosto ci ricorda quanto sia necessario il rock in questo mondo, mentre gli Africa Unite ribadiscono il proprio ruolo di reggae ambassador nel panorama nazionale ed internazionale, distribuendo good vibes in una delle tante serate ad ingresso gratuito, per puntare decisi sulle emozioni e le vibrazioni che soltanto la musica può dare.

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BASSANO IN JAZZ
Vari luoghi a Bassano del Grappa (Vi)
9-22 luglio
www.operaestate.it

Una musica che ha rivoluzionato la storia di quest’arte e che ancora adesso si conferma fucina e banco di prova di giovani talenti. Sull’estate jazz non manca la firma di Operaestate, con un progetto che dà spazio proprio ai giovani talenti in una tre giorni (9-11/7) dedicata al progetto europeo E.M.A.Y.T. (Europe Music Award for Young Talent). Comincia lo Steffani Septet con Originals& Standards, seguito l’11 luglio dal Pasquale Paterra 5tet. Il 10 tocca invece a Saverio Tasca & AlterArco, prima della pacifica invasione del 22 luglio, quando decine di formazioni musicali trasformano la città del Ponte di legno in una vera e propria City of Jazz.

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2015 | I volti, i luoghi...
Written by Redazioneweb2   

SabSat 11 luglioJuly

 

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Evento di inaugurazione
h. 20 Punta della Dogana
ILHAN ERSAHIN’S ISTANBUL SESSIONS

 

 

 

 

dimitrigrechiespinoza.jpgMerWed 15 luglioJuly

 

h. 19 Chiesa della Pietà
DIMITRI GRECHI ESPINOZA
Dimitri Grechi Espinoza sax
Aperitivo e concerto 5 €

 

 

h. 20 Conservatorio Benedetto Marcello-Palazzo Pisani
DAL TANGO AL JAZZ
Annamaria Musajo voce
Arrigo Cappelletti pianoforte
Biglietti 10 €
In collaborazione con Associazione Sestiere della Musica nell’ambito della rassegna Maree Sonore

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VENEZIA JAZZ FESTIVAL 2015 | Note city. Venezia Jazz Festival 2015
Written by Giuseppe Mormile   

utelemper_1.jpgContaminationis what counts. The eighth edition of the Venice Jazz Festival lights up the most beautiful venues around town with the notes of Mediterranean music. It takes quite the skill to invent something new for Venice, where everything is an adventure in one way or another. This year, tango will do its magic. Diva of auteur music Ute Lemper will sing tango in different languages at Fenice theatre.

 

The show will start just outside the theatre with impromptu tangueros performing in the square. Art and music play along in concerts at Guggenheim’s, Teatrino Grassi, Punta della Dogana, Chiesa della Pietà, and Palazzo Pisani. Russian musician Dimitri Grechi Espinoza will make his sax talk to the sacred at Chiesa della Pietà on July 15th. On the 17th, Oren Lavie, a soft, whispering voice will fill the futuristic spaces of Teatrino Grassi. You may know Lavie for his stop-motion video of Her morning elegance, check it out on YouTube.

 

Vincent Peirani and Emile Parisien interpret songs by Sidney Bechet and Duke Ellington on July 22nd at Guggenheim’s. Redi Hasa & Maria Mazzotta will unite cello and Mediterranean voices at Teatrino Grassi on July 23rd. Venice does have a skyline and you want to see it from the Hilton at Mulino Stucky or from Starhotel Splendid Venice, music by Rotem Sivan (23rd) and Heloisa Lourenço (25th). And don’t mind a jazz- and bossanovaloaded boat around town, that’s the Bacaro Jazz on Board. Participants to the E.M.A.Y.T. Project will play at Benedetto Marcello conservatory on July 20th and 24th. In Chioggia, south of Venice, Summer Jazz Workshop will call students from all over the world for a New York New School for Jazz & Contemporary Music-sponsored round of workshops.

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World of excellence. A Milano il meglio del made in Veneto
Written by Redazioneweb2   

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In piazza Gae Aulenti, simbolo della nuova Milano, un’immersione di 15 minuti nella bellezza italiana con lo straordinario contributo degli splendori veneti. Le bellezze naturali ed artistiche del Veneto sono in mostra a Milano, città di Expo 2015, grazie a Panorama, video installazione curata da Davide Rampello che racconta le meraviglie italiane e che a sole tre settimane dal suo debutto è stata già visitata da oltre 25mila persone.

Panorama è un viaggio unico tra i più grandi capolavori d’arte italiani, tra i dettagli più ricercati di gioielli e pezzi d’artigianato del nostro paese, tra le passarelle più famose, tra i cibi più prelibati e i filari di vigne secolari, in cui lo spettatore si sente parte integrante del racconto, grazie al maxi schermo circolare alto 5 metri.

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Memoria: maneggiare con cura
Written by Davide Carbone   

forte.jpgConcetto difficile da descrivere, quello di ‘memoria’. Può essere personale o collettiva, utilizzata come fonte di ispirazione o come monito per fare in modo che cose accadute non si ripetano mai più. Può essere tutte queste cose assieme. Può essere un oggetto splendido e delicato, che tutti vogliono toccare e magari da far passare di mano in mano senza mai perderlo con lo sguardo, come quando da bambini capitava di prestare il giocattolo preferito, che tutti volevano possedere, anche solo per pochi secondi. Nel caso di cui parlo, però, a tutto potrebbe somigliare la memoria, tranne che ad un giocattolo.

 

Perché al centro dei ricordi sta la Grande Guerra, il primo conflitto mondiale che dal 1914 al 1918 rivoluzionò il mondo e con esso la storia dell’uomo. Il luogo è quanto di più emblematico si possa trovare, la Polveriera Austriaca del mestrino Forte Marghera. Si tratta di una struttura storica costruita dopo il 1814 caratterizzata da una volta a botte, muri pieni spessi quasi 2 metri e tetto progettato per essere riempito da uno strato di terra, in grado di resistere all'urto delle palle sparate dai cannoni. Attualmente è uno dei luoghi più suggestivi di Forte Marghera, con pavimento originale in legno e mattoni a vista e viene usato principalmente per piccoli spettacoli di teatro, performance e mostre fotografiche.

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Un Coach, il Basket. Intervista a Charlie Recalcati
Written by Massimo Bran   

ciamillo.jpgChi avrebbe previsto lo scorso settembre che la Reyer di patron Brugnaro e coach Recalcati, nonché del d.s. Casarin, si sarebbe trovata addirittura a un passo da giocarsi il titolo nazionale di basket sarebbe stato visto un po’ come un mattocchio, niente di più, niente di meno. Sì, perché va bene che la Reyer è davvero un gran progetto, con solide fondamenta e grande coinvolgimento della città, con uno straordinario vivaio, va bene che il mercato sin dall’inizio si è caratterizzato con scelte oculatissime, fuori dalla logica da album raccolta di belle figurine, a partire dal “gruppo Siena” di Tomas Ress & co., va bene che, seppur reduce dalla sfortunata esperienza di Montegranaro, coach Recalcati, la nuova scelta in panchina per una stagione rifondativa, è uno dei fari indiscussi del basket tricolore, va bene, insomma, tutto questo e di più, però da qui ad arrivare a recitare niente di meno che, incrociando le dita, il ruolo di primo sfidante al titolo della regina Milano, con addirittura la concreta possibilità di approdare in Eurolega (!), beh, ce ne vuole assai! Dei meriti societari si parla da anni con piena consapevolezza.

 

La Reyer storicamente ha sempre rappresentato il cuore sportivo vero della città, molto più che il calcio. Per anni, però, come del resto molte altre gloriose piazze italiane, era finita ai margini del sistema, resistendo come settore giovanile ma fuori da qualsiasi giro che contasse davvero. Bisogna quindi dar atto a Luigi Brugnaro di aver costruito davvero un qualche cosa di straordinario a partire proprio dal movimento orizzontale che ha creato, con centinaia di giovani coinvolti. Però competere ai livelli massimi significa investire molto denaro e bene, ma soprattutto avere la pazienza di costruire un percorso nel tempo. Quindi massimo merito del presente successo alla società e a chi l’ha così trasformata. E’ però vero che per fare un salto di qualità verso le massime sfere servono anche dei fuoriclasse, a partire dalla conduzione del gruppo.

 

La scelta di coach Recalcati in questo senso è stata davvero una grande mossa, non tanto o non solo per il suo palmares, quanto per la sua riconosciuta capacità di gestire gruppi e individui i più diversi, i più complessi. Su tutti basterebbe ricordare il suo capolavoro a Varese con la banda Pozzecco, non esattamente il più facile giocatore da gestire..., lo scudetto dei leggendari “tiri ignoranti”, o ancor di più lo straordinario argento olimpico di Atene 2004, con l’ossatura formata sempre da quegli allegri ragazzacci un tempo di Varese, così apparentemente antitetici dalla mitezza e compostezza di questo grande allenatore lombardo. Un vincente a livello mentale e progettuale. Non a caso la prima scelta da lui suggerita è stata quella di portare a Venezia il nocciolo duro della grande Mens Sana in liquidazione, quella Siena dove lui prima di Pianigiani inaugurò il clamoroso filotto di otto scudetti in 10 anni.  Sorpresa sì, quindi, per le dimensioni del successo di questa stagione, comunque vada, ma, ci si passi l’ossimoro, mai così programmata. A questo punto nessun sogno è precluso.

 

Per capire chi è davvero Charlie Recalcati abbiamo cercato però di andare oltre l’attualità, scavando nelle sue radici, nella sua storia profonda che coincide anagraficamente con la grande storia moderna del basket italiano ed europeo. Perché mai come in questo caso per capire le ragioni di un successo presente è necessario fare un tuffo nei fondamentali di chi di questo successo ne è il massimo artefice sul campo, o meglio, a bordo campo.


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Un equilibrio sopra la follia. A Venezia, tra politica e poetica
Written by Redazioneweb2   

logo_fdm2015.jpgLa sesta edizione del Festival dei Matti propone il tema politiche/poetiche esprimendo la consapevolezza che per sottrarre la Follia alle sue segregazioni sono necessari varchi e vie d’uscita. Se da una parte le Politiche si traducono in mera amministrazione, le Poetiche si limitano a descrivere un mondo sospeso e confuso. La giusta fusione tra Politiche e Poetiche porterebbe a quell’“utopia della realtà” auspicata da Basaglia. Tra gli eventi in programma, la presentazione del libro Vivi. Ultime notizie dal signor Luciano D. di Nicoletta Bidoia e, a seguire al Teatro Malibran l’incontro di approfondimento in collaborazione con Ca’ Foscari, in apertura di festival.

 

Al Teatrino di Palazzo Grassi una sezione dedicata alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, e una seconda sulle buone pratiche in Salute Mentale; e l’incontro Fumo di carta. Normalità e follia in punta di matita con Sergio Staino e Massimo Cirri. Il Teatrino Groggia ospita la sezione Franco Basaglia e dintorni. Le storie che ne vengono con la presentazione dei volumi di Alberta Basaglia, Giovanna Del Giudice e Piero Cipriano.

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[Speciale Elezioni 2015] Intervista a Francesca Zaccariotto
Written by Redazioneweb2   

zaccariotto.jpgVenezia è riconosciuta nel mondo come uno degli epicentri culturali fondamentali dei nostri tempi, non solo per il suo impareggiabile patrimonio storico. La Biennale Arte dimostra quanto il contemporaneo in chiave artistica sia qui di casa come momento principe del pianeta, dimostrando al contempo quanto però la città non ne sia nei fatti consapevole. Non si spiegherebbe altrimenti il livello provinciale a cui sono ormai decaduti molti altri eventi culturali di respiro internazionale. È evidente lo scollamento totale esistente tra il livello del mondo che attraversa la città con progetti ed interessi contemporanei e il livello degli interlocutori locali che dovrebbero raffrontarsi con questo stesso mondo. Come intende erodere questa divaricazione? Come in sostanza intende elevare il livello dell'industria culturale, e conseguentemente turistica, della città?
Il problema di Venezia è oggi quello della sua massificazione, della sua incapacità di gestire in primo luogo i flussi turistici. Venezia è una delle poche città al mondo che non ha bisogno di fare promozione turistica; è un magnete naturale, anche se questo vantaggio competitivo ha portato con sé anche un risvolto negativo, ossia il fatto che nessuno si è mai preoccupato di pianificare, di progettare alcunché. Ogni valutazione della risorsa turismo si riduce al mero ritorno economico e visto che questo dipende dai numeri il tutto va a scapito della qualità. Per riportare Venezia a livelli di qualità è necessario dare al Comune una governance politica, che a Venezia non c’è più da almeno trent’anni. Realizzare un piano di gestione dei flussi turistici che consenta di diversificare l’offerta di servizi e degli accessi a seconda che si tratti di turisti o escursionisti. Capacità di innovare i format dei grandi eventi che hanno segnato la storia culturale di Venezia. Eventi che nella loro sostanziale ripetitività e immutabilità hanno perso gran parte della loro capacità di attrazione in un mondo che sforna in questo settore novità a ciclo continuo. Non esiste più un primato culturale indiscusso di Venezia, dell’Italia, del Vecchio Continente, ma noi abbiamo la possibilità di recuperare il tempo perduto perché partiamo da basi solide e da una città che, per fortuna, rimane unica al mondo.

Spesso le inadeguatezze della città e della sua classe dirigente sono talmente inspiegabili che induce molti a guardare, per darsi una spiegazione plausibile, in mille altrove, senza accorgersi che “la banalità del male” è di fronte ai nostri occhi. È un male italiano che in una città così particolare, piccola da un lato, enorme dall'altro, quindi con una società forse non più adeguata a rispondere da sola a mille aspettative di milioni di persone che qui si riversano ogni giorno, si accresce ancora di più. Noi è da anni che crediamo che almeno per certi settori non sia per niente assurdo prevedere di coinvolgere, ad esempio nel turismo e nella cultura, manager ed esperti che abbiano consumato la loro esperienza in teatri metropolitani europei, americani, asiatici. Crediamo ci sia una necessità proprio vitale di coinvolgere il di fuori, diciamo così. Che scelte intende fare in questo senso?

 Il problema non è quello dei manager della cultura o del turismo, ma dei manager della politica. È la politica che determina gli indirizzi, che può effettuare scelte che possono o meno favorire la cultura. Negli ultimi 25 anni Venezia ha eletto filosofi, docenti universitari, avvocati, persone di fama riconosciuta, sicuramente esperte nelle loro materie, ma del tutto inadeguate a governare le complessità di un’entità quale un Comune dell’importanza di Venezia. Non hanno saputo prevedere la mercificazione di ogni valore storico, culturale e artistico della città. Non hanno saputo attrezzare la città rispetto alle invasioni di turisti determinatesi a partire dalla apertura delle frontiere e dalla globalizzazione. Hanno sempre pensato di vivere in un mondo composto da élite politiche e culturali. Nell’epoca della globalizzazione la classe politica veneziana è rimasta ancorata ai modelli della prima metà del ‘900. Dai una governance politica moderna e avrai anche una diversa e innovativa proposta culturale che amplierà gli spazi degli eventi storici.

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[Speciale Elezioni 2015] Intervista a Felice Casson
Written by Redazioneweb2   

felice-casson.jpgVenezia è riconosciuta nel mondo come uno degli epicentri culturali fondamentali dei nostri tempi, non solo per il suo impareggiabile patrimonio storico. La Biennale Arte dimostra quanto il contemporaneo in chiave artistica sia qui di casa come momento principe del pianeta, dimostrando al contempo quanto però la città non ne sia nei fatti consapevole. Non si spiegherebbe altrimenti il livello provinciale a cui sono ormai decaduti molti altri eventi culturali di respiro internazionale. È evidente lo scollamento totale esistente tra il livello del mondo che attraversa la città con progetti ed interessi contemporanei e il livello degli interlocutori locali che dovrebbero raffrontarsi con questo stesso mondo. Come intende erodere questa divaricazione? Come in sostanza intende elevare il livello dell'industria culturale, e conseguentemente turistica, della città?

Il valore culturale di Venezia risiede nella forma urbis, nella città stessa, con la sua storia, il suo ambiente.

 

La presenza di grandi istituzioni culturali, autonome nelle loro iniziative, rappresenta un importante valore aggiunto. E non mi riferisco solo alla Biennale; vi sono la Guggenheim, la Fondazione Pinault ed altre Fondazioni magari più piccole, ma di indiscussa dimensione internazionale, che si occupano di temi topici, vedi Palazzetto Bru Zane per la musica ad esempio. Esistono inoltre realtà culturali espressioni del tessuto cittadino, alcune ormai secolari come l’Ateneo Veneto, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, la Querini Stampalia, che si rivolgono direttamente alla città e ai suoi abitanti, oltre che ai visitatori. È fondamentale tener conto che Venezia ospita un numero di presenze turistiche annuali elevatissimo, superiore ai 20 milioni. Questa domanda del mondo di visitare una città incredibilmente a misura d'uomo ricade sulle nostre spalle: dobbiamo impegnarci nel qualificare questa visita, offrire servizi e prodotti di qualità commisurati al loro costo, combattendo l'illegalità e promuovendo la qualità. L’offerta deve essere tale da vedere prolungata la presenza media dei visitatori da 2,3 notti a 3 notti. L’Amministrazione si deve poi impegnare a spendere il ricavato dal turismo per la manutenzione e la qualità della visita dei monumenti. Dobbiamo trasformare la quantità in occasione di crescita qualitativa, ovviamente con il contributo e l'aiuto di tutte le categorie legali di settore. Al Sindaco e all'Amministrazione spetta il compito di elevare l’immagine della città, considerando centrale il settore della cultura. Spetta loro l’opera di miglioramento della gestione degli organismi culturali che governano direttamente, riducendone gli sprechi, e di lavorare attivamente agli indirizzi delle Istituzioni alle quali partecipa. L’Amministrazione deve poi promuovere e sostenere, laddove le risorse lo permettano, le associazioni, i movimenti, singole individualità che stanno esprimendo una vitalità sorprendente, anche e soprattutto nella città di terraferma. Per quanto riguarda gli eventi storici, della tradizione, un riferimento al Carnevale non può qui mancare. Mi piace ricordare che fu nei primi anni ‘80 che questa tradizione risorse per volontà dei veneziani e attraverso il coinvolgimento dei teatri e degli artisti. Quello che è successo poi è a conoscenza di tutti. Ora è necessario riqualificare il Carnevale pubblico. Da certi errori si può solo imparare. Anche questo è un processo culturale.


Spesso le inadeguatezze della città e della sua classe dirigente sono talmente inspiegabili che induce molti a guardare, per darsi una spiegazione plausibile, in mille altrove, senza accorgersi che “la banalità del male” è di fronte ai nostri occhi. È un male italiano che in una città così particolare, piccola da un lato, enorme dall'altro, quindi con una società forse non più adeguata a rispondere da sola a mille aspettative di milioni di persone che qui si riversano ogni giorno, si accresce ancora di più. Noi è da anni che crediamo che almeno per certi settori non sia per niente assurdo prevedere di coinvolgere, ad esempio nel turismo e nella cultura, manager ed esperti che abbiano consumato la loro esperienza in teatri metropolitani europei, americani, asiatici. Crediamo ci sia una necessità proprio vitale di coinvolgere il di fuori, diciamo così. Che scelte intende fare in questo senso?

Ogni realtà ha le sue specificità. Non esistono modelli universali. E Venezia è, come dice lei, una città piccola e al contempo enorme, per la sua fama e il suo richiamo internazionali. Questo richiamo ha sempre attratto artisti, organizzatori e manager culturali che hanno studiato con attenzione e rispetto l'oggetto prezioso. Non si tratta di un laboratorio asettico, bensì di un organismo vivo e delicato. La collaborazione e il lavoro fatto insieme a chi in questa città vive e opera è irrinunciabile. Un'ottica esclusivamente esterna rischierebbe di schiacciarlo, di metterne in pericolo la sopravvivenza. Stiamo parlando di cultura, arte, spettacolo, ma il parallelo con l'ambiente poco rispettato e violato da atteggiamenti falsamente neutrali viene naturale e spontaneo. A mio giudizio va enfatizzato un nuovo impegno sulla trasparenza della spesa in restauro e produzione culturale. Per Palazzo Ducale, che non è del Comune ma è del Demanio, la convenzione parla di margini dei biglietti reinvestiti in manutenzione. Dobbiamo impegnarci a rendicontare al mondo, perché se non ce la dovessimo fare chiederemo finanziamenti: faremo un appello e lo lanceremo sulla base di una certificazione dei nostri impegni mantenuti; cresceranno gli amici della città, poiché Venezia è di chi la sogna. L'unicità di Venezia non è solo estetica: esiste ancora - per quanto stremata dallo spopolamento - un'aura che solo i veneziani riescono a interpretare, e per veneziani intendo coloro che vivono e amano la città, non semplicemente i ‘nativi’. Chi governa e rappresenta Venezia non può e non deve dimenticarlo mai.

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[Speciale Elezioni 2015] Intervista a Luigi Brugnaro
Written by Redazioneweb2   

brugnaro.jpgVenezia è riconosciuta nel mondo come uno degli epicentri culturali fondamentali dei nostri tempi, non solo per il suo impareggiabile patrimonio storico. La Biennale Arte dimostra quanto il contemporaneo in chiave artistica sia qui di casa come momento principe del pianeta, dimostrando al contempo quanto però la città non ne sia nei fatti consapevole. Non si spiegherebbe altrimenti il livello provinciale a cui sono ormai decaduti molti altri eventi culturali di respiro internazionale. È evidente lo scollamento totale esistente tra il livello del mondo che attraversa la città con progetti ed interessi contemporanei e il livello degli interlocutori locali che dovrebbero raffrontarsi con questo stesso mondo. Come intende erodere questa divaricazione? Come in sostanza intende elevare il livello dell'industria culturale, e conseguentemente turistica, della città?
La Biennale è nata proprio dalla volontà cittadina di incontrare il mondo e valorizzare le proprie eccellenze. Nel corso degli anni si è però allontanata dalla vita popolare, segnando un distacco tra la propria attività e il quotidiano dei veneziani, diventando un fortino anziché il luogo aperto che ne aveva ispirato l’ideazione.

 

Questo rapporto deve assolutamente essere recuperato, per fare in modo che la città si apra al mondo in maniera non provinciale, non subalterna. A partecipare devono essere le persone in carne e ossa che vivono Venezia giorno per giorno. Dobbiamo riannodare questo filo conduttore; è paradossale che giovani artisti locali non riescano mai a trovare spazio nei grandi contenitori culturali della nostra città. Penso che la partecipazione possa e debba vivere anche di gesti concreti, come magari l’esposizione durante la Biennale di opere ed installazioni nelle piazze delle nostre municipalità, a Mestre, a Favaro, a Zelarino, a Dese... Tutti devono sapere che la Biennale c’è ed è qui, tra la gente. L’arte e la bellezza devono invadere il territorio. Sarà la bellezza a far rinascere questa città, ne sono assolutamente convinto. Quando ti senti provinciale, diventi provinciale. Quanto ti senti passivo, diventi passivo. È la mentalità vincente il mattone fondamentale su cui basare ogni progetto futuro. Invece siamo portati a ragionare come parassiti, aspettando la legge speciale di turno che ci permetta di tirare avanti stancamente, senza nessuna prospettiva.

Spesso le inadeguatezze della città e della sua classe dirigente sono talmente inspiegabili che induce molti a guardare, per darsi una spiegazione plausibile, in mille altrove, senza accorgersi che “la banalità del male” è di fronte ai nostri occhi. È un male italiano che in una città così particolare, piccola da un lato, enorme dall'altro, quindi con una società forse non più adeguata a rispondere da sola a mille aspettative di milioni di persone che qui si riversano ogni giorno, si accresce ancora di più. Noi è da anni che crediamo che almeno per certi settori non sia per niente assurdo prevedere di coinvolgere, ad esempio nel turismo e nella cultura, manager ed esperti che abbiano consumato la loro esperienza in teatri metropolitani europei, americani, asiatici. Crediamo ci sia una necessità proprio vitale di coinvolgere il di fuori, diciamo così. Che scelte intende fare in questo senso?

 Di fatto, stiamo parlando della capacità di attrarre talenti, in un contesto che vede i giovani veneziani decisi a lasciare queste terre, scoraggiati dalla prospettiva di diventare al massimo dei guardiasala, con tutto il rispetto per questo lavoro, s’intende. La cultura ci può aiutare ad intercettare milioni di turisti, nonché una svariata teoria di soggetti, siano essi singoli individui o società, disposti ad investire in questo territorio. La verità è che un vero e proprio piano strategico per la città manca dai tempi di Giuseppe Volpi. Ci vuole il coraggio di mettersi in gioco,ponendo in pratica un programma in cui si vince o si perde tutti assieme, senza favoritismi o distinzioni, sviluppando un sistema in cui la differenza non sia fatta dalla tessera di partito custodita nel portafoglio. Le condizioni devono essere uguali per tutti. È la cultura a trasmetterci questo insegnamento, invitandoci ad aprire la mente, facendo entrare aria fresca e nuova nelle stanze delle nostre istituzioni. L’arte e la musica, proprio come le idee, non hanno confini. Un discorso del genere è valido a maggior ragione per Venezia, città che ha la fortuna di ricevere il mondo a domicilio, basandosi sull’amore e sulla bellezza. Proprio dall’amore e dalla bellezza noi ripartiamo per sognare il futuro. La ricchezza dovrà essere necessariamente il rapporto tra le persone, su scala nazionale come internazionale, assieme alla convinzione che il talento possa emergere a prescindere dalle preferenze politiche o dalle condizioni economiche.

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Sweet dreams. San Servolo, isola di tesori
Written by Davide Carbone   

teatrino_gastrocomico.jpg«Sweet dreams are made of this, who am I to disagree? I travel the world and the seven seas, everybody’s looking for something…» (I sogni dolci sono fatti di questo/ Chi sono io per smentirlo? Viaggio per il mondo e per i Sette Mari/ Tutti sono alla ricerca di qualcosa). Così cantavano nel 1983 gli Eurythmics in Sweet Dreams (are Made Of This), pietra miliare della new wave che Dave Stewart ed Annie Lennox hanno regalato ai posteri assieme ad una intro inconfondibile. Che ci crediate o meno, è proprio questa canzone a passare in radio nel momento esatto in cui chi vi scrive viene informato dell’iniziativa che vedrà protagonista l’Isola di San Servolo il prossimo 16 maggio.

 

Ed è venuto davvero naturale considerare come il testo del capolavoro degli Eurythmics possa adattarsi in più di un punto alla Festa di Primavera che davvero si promette di soddisfare ogni tipo di esigenza, dando per scontato come “tutti siano alla ricerca di qualcosa”.

 

L’apertura dei festeggiamenti sarà affidata a giocolieri e trampolieri, che fin dal pomeriggio prenderanno pacificamente possesso del grande parco dell'isola, accogliendo il pubblico di grandi e piccini e accompagnando i partecipanti al momento conclusivo del Festival della Letteratura Libro che Gira Libro che Leggi. Una zucca gigantesca sul prato racconterà storie di paura a piccoli gruppi che ‘oseranno’ entrarci e un Ju-Books sarà a disposizione per chi avesse voglia, con una moneta, di scegliersi una storia e farsela leggere per un tu per tu davvero speciale.

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Mental preview Expo 2015: il tema, la geopolitica, le eredità
Written by Paolo Lucchetta   

2.jpgFino a questo momento di veramente straordinaria intorno all’Expo c’è stata la generale attenzione nei confronti delle date e delle modalità di ultimazione dei lavori, anticipata da numerose polemiche spesso legate all’idea stessa che abbiamo dell’Italia. Meno si è parlato dei contenuti e dei valori che il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, rivelando il suo ruolo decisivo, sottopone all’attenzione dei visitatori di tutto il mondo: almeno da questo punto di vista nel campo della nutrizione possiamo dire che l’Italia sia il posto giusto per il tema giusto. E se la Guida del Tema si chiede se sia: «[…] possibile assicurare a tutta l’umanità un’alimentazione buona, sana, sufficiente sostenibile? Uno degli elementi più innovativi di Expo 2015 è quello legato all’approccio concettuale al tema. Se il tema della riflessione è la nutrizione, in primo luogo umana, il titolo scelto per l’esposizione pone al centro dell’attenzione non solo il nutrimento dell’uomo, ma anche quello del pianeta in cui esso vive, ovvero l’origine stessa del cibo dell’uomo».

 

Le parole di Carlo Petrini sembrano a questo proposito le più autorevoli ed efficaci: «Il nervo scoperto che oggi sta mettendo in ginocchio milioni di contadini ha un nome conosciuto: si chiama libero mercato, che applicato al cibo sta generando uno sconquasso di proporzioni bibliche. E questo sia a casa nostra sia nel resto del mondo».

 

Sarà questo il senso della Carta di Milano, prima grande eredità e anima di questa Esposizione universale, un protocollo che vedrà protagonisti, per la prima volta, cittadini, istituzioni, imprese, associazioni, mondo accademico e l’intero sistema delle organizzazioni internazionali. «Con quale spirito andiamo verso Expo? Non possiamo concentrarci - prosegue Petrini - solamente sui milioni di turisti che arriveranno a Milano, ma dobbiamo occuparci di quei contadini e allevatori che vivono in sofferenza, del land grabbing che in Africa distrugge le vite di migliaia di contadini scacciandoli dalla loro terra, complici i governi canaglia. È sacrosanta la battaglia del made in Italy, ma dobbiamo aprire gli occhi al mondo, perché ci sono eccellenze in ogni angolo del pianeta. Questa è la visione che l’Expo deve fare propria». E continua con un auspicio: «Vorrei un’Expo più sobria, meno attenta ai grandi padiglioni, alla grande kermesse, ma che abbia anche il coraggio di dire le cose come stanno, che si apra ai contadini. Che accolga a braccia aperte anche gli umili, i poveri, perché loro più di altri hanno il diritto di venire all’Expo. Facciamola finita con questa separazione tra scienza ufficiale e saperi tradizionali: solo con il dialogo supereremo queste divisioni e costruiremo una prospettiva condivisa che ci farà uscire da questa situazione. Se non si cambia il sistema, ben difficilmente consegneremo alle prossime generazioni una speranza di vita degna. Quindi, che la Carta di Milano non sia un mero documento, ma un vero inizio». A queste parole di Carlo Petrini sarà sempre necessario riferirsi nelle nostre visite al sito e nelle nostre valutazioni.

 

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