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MUSICA
Qui e in ogni luogo. Un bosco elettronico alla Foresta M9
di Davide Carbone   
giovedì 08 aprile 2021
Una foresta temporanea nel cuore di M9; un luogo emotivo ed essenziale; un’oasi di pace in un periodo difficile per tutti; un paesaggio evocativo; un’esperienza fatta di sensi e conoscenza.

A cura di Luca Molinari e Claudio Bertorelli, Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro è un’installazione unica nel suo genere: 180 alberi, alti fino a 4 metri, che sovrastano con la loro chioma la variegata vegetazione sottostante, tipica da sottobosco, suggellando da un lato l’emblematico significato di risveglio, ripresa e rinascita, e celebrando dall’altro il forte legame con le radici della città lagunare e il territorio che le fa da cornice.

Fino al 24 aprile questo spazio si conferma luogo in cui poter inoltre ospitare installazioni e performance, assieme a letture per bambini o concerti, tutti trasmessi dai canali social di M9. Grazie a una selezione di performance sonore e dj-set originali, il terzo piano si trasforma in un luogo di ascolto unico e in un dancefloor della diversità sostenibile, uno spazio fecondo dove linguaggi e stili musicali difformi si ibridano e si potenziano a vicenda. Tra i protagonisti delle performance musicali di Forest Sounds, Giovanni Dinello e Riccardo Sellan per il neonato spazio di produzione Cosmo, che abbiamo intervistato.

foresta_m9_cosmo_dinello_sellan.jpg
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È scritto nell’acqua. Memorie di Atlantide, cancellarle è impossibile
di Davide Carbone   
giovedì 25 marzo 2021
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Che il nostro corpo sia composto d’acqua per più della metà è una verità ormai conclamata. Come altrettanto vero è che difficilmente si può resistere all’infinito ad un richiamo. Quando a chiamarti, poi, è l’acqua, opporre resistenza è inutile. In Memorie di Atlantide, album appena reso fruibile su Spotify, in 13 canzoni e 48 minuti circa Giovanni Dell’Olivo e il Collettivo di Lagunaria danno concretezza a questi assunti grazie ad un’esperienza di oltre dieci anni di musica popolare veneziana in chiave di contaminazione con generi differenti, provenienti dal bacino mediterraneo.

 

Fin dalla prima traccia, Introduzione-Catabasi, l’impressione vivida è quella di immergere i piedi in acqua dopo tanto tempo, quando si rivive di nuovo una sensazione che sembrava svanita per sempre nelle scorie fisiche e mentali della stagione autunnale e invernale, incapaci però di farci dimenticare del tutto un’esperienza a cui eternamente, invece, ritorniamo.

 

Dal live allo studio 

La stessa formazione dello spettacolo portato in scena nel 2019, prima che l’imponderabile diventasse reale, è presente in questo lavoro in studio di registrazione, nel quale l’autore ha voluto mantenere il più possibile intatta la fragranza del sound dell’esibizione dal vivo: Giovanni Dell’Olivo alla chitarra classica, bouzouki, voce cantante e narrante, Alvise Seggi al contrabbasso, Stefano Ottogalli alla chitarra classica, Walter Lucherini alla fisarmonica e Serena Catullo voce, in un’edizione che si arricchisce di due artisti d’eccezione come l’attrice di cinema, performer teatrale e vocalist Arianna Moro e il noto prestigiatore e regista di spettacoli musicali newyorkese Vito Lupo, americano di origini italiane.

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[BREATHING] Kendrick Lamar. Almost Alright
di Marisa Santin   
domenica 26 luglio 2020

lamar.png"Wouldn’t you know
We been hurt, been down before
Nigga, when our pride was low
Lookin’ at the world like, “Where do we go?”
Nigga, and we hate po-po
Wanna kill us dead in the street fo sho’
Nigga, I’m at the preacher’s door
My knees gettin’ weak, and my gun might blow
But we gon’ be alright

Che lo dico a fare
Siamo stati feriti, siamo stati giù prima d’ora
Negro, l’orgoglio a terraGuardando il mondo tipo “adesso dove andiamo?”
Negro, e odiamo la polizia
Ci vogliono uccidere sulla strada, questo è sicuro
Negro, sono alla porta del predicatore
Mi tremano le ginocchia e la mia pistola potrebbe sparare
Ma staremo bene.

 

(Da Alright di Kendrick Lamar)

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Scenes from a Memory. Il Centro d'Arte si guarda dentro
di RedazioneWeb3   
sabato 14 novembre 2020
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A volte l'impossibilità di guardare avanti può offrire la paradossale opportunità di guardarsi dietro e dentro, alla ricerca di stimoli perduti e prospettive per il futuro. In questo tempo sospeso e difficile per la produzione e la circolazione della cultura il Centro d’Arte di Padova propone un’iniziativa nata dall’esigenza di mettere in dialogo il presente e il recente passato della musica attuale. Nasce così From the Archive, rassegna online che segue la fortunata serie Musica da Camera – diario di creatività quotidiana – che dalla scorsa primavera fino all’estate ha ospitato sui canali del Centro d’Arte oltre quaranta video creati in esclusiva per la rassegna.

 

Nella sua pluridecennale attività il Centro d’Arte ha iniziato relativamente tardi a raccogliere e conservare in modo sistematico una documentazione sonora dei propri cartelloni.

 

Ciò non toglie, però, che buona parte dei concerti degli ultimi cinquant’anni siano stati registrati con apparecchiature professionali, archiviati e, nel caso delle registrazioni analogiche anteriori al 1990, riversati in digitale.

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In arte Mogol. Al Padiglione Venezia, la versione di Giulio
di RedazioneWeb3   
giovedì 22 ottobre 2020
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Un ponte virtuale con la Biennale Architettura 2021, ma anche un’opportunità per immaginare e plasmare un mondo diverso e invitare i giovani a credere in questo futuro prossimo, apparentemente così incerto. Sono queste le radici di Aperture Straordinarie, il progetto voluto dal Comune di Venezia che non ha così rinunciato all’apertura del proprio Padiglione nei Giardini della Biennale, decidendo di dare voce e spazio gratuitamente alle realtà culturali che negli ultimi mesi hanno attraversato una profonda crisi allestendo un salotto con i tessuti creati da designer e artigiani locali.

 

L’inaugurazione del 29 agosto ha visto ospitare un omaggio a Ennio Morricone: filo conduttore le musiche della Venice Chamber Orchestra, composta da 20 giovani orchestrali del conservatorio del Veneto e le colonne sonore di C’era una Volta l’America e Nuovo Cinema Paradiso. Alle note del compositore sono seguite quelle di Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini.

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Baffi, graffi. Al Lido, la musica di Paolo Conte
di Cesare Stradaioli   
sabato 29 agosto 2020
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E pensare che alla soglia dei quarant’anni, pur vantando un nome di rilievo nel panorama della musica italiana, stava per mollare tutto e dedicarsi definitivamente alla carriera forense, seguendo le orme del padre, presso lo studio di famiglia: una carriera assicurata, pensiamo, avendo conosciuto successivamente non solo le sue doti di affabulatore, ma anche quel modo di presentarsi e di stare sulla scena così severo, così attinente al ruolo dell’avvocato.

 

Il tutto in un momento in cui Paolo Conte aveva già firmato pezzi epocali quali, per citarne solo alcuni fra i tanti, Azzurro, Messico e nuvole e Onda su onda, che nella nostra memoria sono inscindibilmente legati alle figure e alle voci di Adriano Celentano, Enzo Jannacci e Bruno Lauzi, che li portarono al successo internazionale. Per fortuna sua, e soprattutto nostra, il suo primo produttore, Italo Greco, uno che evidentemente vedeva lontano, insistette affinché le sue meravigliose melodie fossero interpretate dalla sua ruvida voce, senza più affidarle ad altri interpreti e così iniziò la sua carriera solista, non più per conto terzi bensì mettendoci la propria faccia. E non si può negare che sia stato davvero così, letteralmente, considerati i lineamenti del suo volto, così particolari e caratterizzanti: un avvocato in meno nel panorama italiano - pazienza - e un favoloso interprete in più, che di voci e musica come le sue ce n’è sempre bisogno.

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Vuoi sentirmi ruggire? Sexto resiste e rilancia
di Redazioneweb2   
mercoledì 05 agosto 2020
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L’emergenza sanitaria del Coronavirus ha sconvolto i piani dell’eventistica in tutto il mondo e anche il team di Sexto ‘Nplugged ha dovuto riprogrammare il cartellone della storica rassegna musicale di Sesto al Reghena, rinviando al 2021 due grandi headliner, precisamente Cat Power il 20 giugno e i Foals il 23 giugno. Un solo evento dell’edizione è stato annullato, Tom Walker, che ha scelto di cancellare l'intero tour europeo. Gli organizzatori non si sono arresi e in questo difficile periodo hanno lavorato per realizzare comunque la quindicesima edizione con tutte le dovute misure di sicurezza dettate dalla normativa vigente. Ed ecco la buona notizia: Low Roar è confermato il 7 agosto in Piazza Castello, come l’edizione stessa di Sexto, proprio dal 7 al 9 agosto.

 

Low Roar è il progetto musicale one-man band fondato in Islanda nel 2011 dall’artista californiano Ryan Karazija. L’album d’esordio è l’omonimo Low Roar, seguito nel 2014 da 0 e Once in a Long, Long While nel 2017. Lo scorso 8 novembre Ryan rilascia il quarto album in studio, chiamato Ross, nato dalla collaborazione dell’artista con il tre volte vincitore del Grammy Awards Andrew Sheps (Red Hot Chili Peppers, Adele, Hozier) e Mike Lindsay (Tunng, Lamp).

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Raise your voice! Bad Religion, miniserie in 4 episodi...
di Sergio Collavini   
mercoledì 05 agosto 2020
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Episodio 01/04, Infected: Los Angeles, 1979. Greg, Brett e Jay hanno tra i 15 e 17 anni. Oh, ci piacciono i Ramones a tutti a tre, dai mettiamo su una band! Stacco; è il 1982, la band fonda un'etichetta (la Epitaph) e si autoproduce il primo album. Poco più che maggiorenni, hanno fatto tutto da soli, in perfetto spirito punk e si chiamano Bad Religion. Episodio 02/04, I want something more: la scena si sposta nel 1989, quando pubblicano il quarto disco. È un proclama, No Control, ed è finalmente un successo. Mentre mostriamo che Greg Graffin continua pure gli studi (arriverà a prendersi un paio di dottorati e una cattedra a UCLA) partono alcuni flashback. I due dischi precedenti, lo scioglimento e la riformazione, l’arrivo dell’altro Greg (Hetson), il suono che diventa sempre più hardcore.

 

Episodio 03/04, Land of competition: siamo nel mezzo degli anni '90 e sono un casino. Tanti dischi (sei!) ma firmare con una major se da un lato significa fama, dall’altro un po’ di serenità la toglie. Intanto l’Epitaph va sempre meglio (produce Offspring e RANCID tra gli altri) e Brett Gurewitz decide di dedicarcisi a tempo pieno, chiamandosi fuori dalla band. All’alba degli anni zero mollano la SONY e rientrano, forse un po’ mestamente, a casa.

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Musica in Castello. Veneto Jazz, lavoro di squadra
di Redazioneweb2   
mercoledì 05 agosto 2020
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Jazz e canzone d’autore nei nuovi eventi firmati da Veneto Jazz al Castello Carrarese di Padova, nell’ambito della rinnovata edizione di Castello Festival, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune del Padova. Il 24 luglio troviamo i Musici di Francesco Guccini, progetto formato dai musicisti storici del maestro modenese che si propone di dare continuità a un patrimonio artistico e poetico immenso. Dal 2016, oltre alla loro attività concertistica, hanno ripreso a collaborare con Francesco Guccini nei cicli Incontro con Francesco Guccini e i Musici dove eseguono live tutta la parte musicale del progetto.

 

Il 7 agosto ecco il duo BartolomeyBittmann: ciò che unisce i due musicisti è il rispetto per il suono del loro strumento e una passione comune per la creazione di nuove sonorità.


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Forma e sostanza. Tre giorni di Suoni di Marca
di Redazioneweb2   
mercoledì 05 agosto 2020
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Tre giorni di musica, tre splendide serate sotto le stelle al Parco di Villa Margherita. Suoni di Marca Festival non si ferma e ritorna con un’edizione speciale per colorare e animare l’estate trevigiana. Un nuovo claim, “30 anni suonati”, celebra la 30. edizione del Festival che quest’anno è riuscito a organizzare una manifestazione da non perdere, nonostante le problematiche legate al Covid-19 e le restrizioni imposte per garantire la sicurezza del pubblico e degli artisti.

 

Da giovedì 6 a sabato 8 agosto, lo uno straordinario spazio immerso nel verde alle porte della città ospita un evento unico che vedrà la partecipazione di cantautori di caratura nazionale. Protagonisti dell’edizione 2020 Daniele Silvestri, Francesca Michielin, Gio Evan e gruppi della Marca Trevigiana, come gli Estra.

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Condividi la posizione. Operaestate, corsa a tappe musicali
di Redazioneweb2   
martedì 04 agosto 2020
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L'importanza della conferma dell'edizione 2020 di Operaestate supera probabilmente i confini della 'semplice' scena culturale veneta e italiana. Sì, senza esagerazioni, perché pochi eguali si trovano nel contesto regionale e nazionale in termini di “macchina organizzativa” capace di impegnare attivamente migliaia di volontari per un Festival che davvero ci sentiamo di poter definire “diffuso”.

 

L'1 agosto al Castello Tito Gobbi di Bassano un innesto affascinante e naturale tra il mondo musicale di Cristina Donà e la danza del coreografo Daniele Ninarello, plasmati e cuciti insieme dal musicista e compositore Saverio Lanza.

 

Appena quattro giorni dopo un'autentica chicca: l’ambasciatore del jazz italiano nel mondo, il trombettista Paolo Fresu, è ospite speciale di un progetto artistico e discografico insieme alla Clacson Small Orchestra (diretta da Maurizio Camardi) e al percussionista cubano Ernesttico.

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Ci vediamo Fuori. A Mestre la musica live di Veneto Jazz
di RedazioneWeb3   
martedì 28 luglio 2020
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Quattro appuntamenti, a partire da stasera a fino al 4 settembre, caratterizzano il cartellone di Fuori Musica, rassegna in programma a Mestre promossa dal settore Cultura del Comune di Venezia con la collaborazione di Veneto Jazz, realizzata grazie al cofinanziamento dei Fondi Strutturali di Investimento Europei, Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020 (PON Metro).

 

Stasera alle 21 all’arena del parco Bissuola si partecon il soul funk di Licaones, che vede ai fiati Mauro Ottolini (trombone) e Francesco Bearzatti (sassofono), entrambi affermati protagonisti della recente scena del jazz italiano e internazionale. Il 29 luglio, sempre al parco Bissuola, Mi Linda Dama propone una interpretazione delle tradizione musicale sefardita, con canti antichi proposti con nuovi arrangiamenti. Il gruppo è composto da Namritha Nori (voce), Giulio Gavardi (chitarra, saz turco, bouzouki), Niccolò Giuliani (percussioni), con ospite speciale Maurizio Camardi (sax soprano, sopranino, duduk) e la ballerina Silvia Cagnazzo.

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From Lockdown to Light. Playlist dell'isolamento, tra estasi individuale e ipnosi collettiva
di F.D.S.   
mercoledì 27 maggio 2020

Il contagio ha fatto esplodere la musica, l’ha trasformata in un antidoto fisiologico ed emozionale all’isolamento. L’offerta si è moltiplicata in ogni forma e veicolo possibile: dai balconi, dalla Rete, dalle dotazioni personali di ciascuno di noi, la musica in queste settimane è fluita costante e consolatoria, rappresentando non solo un modo per utilizzare l’enorme quantità di tempo non-libero a disposizione, ma anche una maniera di condividere l’esperienza della solitudine e dell’isolamento. Assistere via pc ad un concerto o ad un’opera messa in rete da una delle tante istituzioni culturali impossibilitate agli eventi in diretta, ascoltare una playlist linkata da un amico, sfruttare le enormi risorse musicali finora inesplorate di Youtube non solo ha permesso a molti di conoscere musica che altrimenti non avrebbero mai avuto la possibilità di conoscere, ma nello stesso tempo è stato anche un gesto di partecipazione, di adesione ad una comunità separata e isolata. Un piacere culturale che è stato anche una forma di reazione alla paura ed al disagio.

 

Musica come conoscenza e musica come resistenza. Immaginare allora una playlist di sfondo musicale al contagio è uno sforzo che, lungi dallo sfruttamento di facili assonanze di titoli e contenuti con gli standard delle nostre giornate (l’esempio più facile è Don’t Stand So Close To Me dei Police…), cerca invece di cogliere la gamma delle infinite sensazioni vissute da ciascuno di noi: un disagio strisciante che talvolta sfociava in una paura confusa, un senso di condivisione del nostro palinsesto quotidiano con centinaia di milioni di altri esseri umani sulla Terra, una percezione intima e personale dell’isolamento che tuttavia diventava anche percezione misurabile con il metro di un evento globale. La nostra individualità si è confrontata per mesi con un’entità di impatto mondiale che assorbiva e agglutinava qualsiasi altro tipo di pensiero e valutazione. Se non si è trattato di una guerra, della guerra l’isolamento ha avuto gli stessi connotati di esperienza totalizzante e assoluta, gli stessi bollettini quotidiani, le stesse fughe in avanti e le stesse paure. Eccola, quindi, la nostra PLAYLIST , come espressione di un’alternanza di momenti di estasi individuale e di ipnosi collettiva, di scarto continuo tra corpo e mente, sempre comunque al di là del piacere e al di là della ragione. Fino all’urlo di gioia tribale del grande Ferruccio Tagliavini.

 

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THROBBING GRISTLE

After the Fall

 

 

 

 

 

 

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[INTERVISTA] Passo dopo passo. New Landscapes Quartet, per un nuovo contemporaneo
di RedazioneWeb3   
venerdì 29 maggio 2020
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New Landscapes è un ensemble cameristico che esplora potenzialità espressive inedite. Si propone come un nuovo classico, consapevole della tradizione e coerente con la contemporaneità. Dall’inizio della sua attività si pone in relazione con spazi e destinatari diversi, interagendo con realtà culturali ed istituzionali come Ca’ Pesaro, la Fondazione Benetton, la Fondazione Save Venice, Cubo Unipol a Bologna, Electro Camp - International Platform for new sounds and dance di Forte Marghera, e molti altri. La capacità di proporre una nuova musica contemporanea affiancando a composizioni originali la rilettura di vari repertori ha spinto Sky Classica a produrre nel 2015 un documentario su New Landscapes e Battiti (RadioRai) a dare ampio spazio a Rumors, debutto discografico, live recording di un riuscitissimo concerto. Dalla primavera del 2019, con l’ingresso di Sergio Marchesini al bajan, New Landscapes diventa un quartetto.

 

Veneziana appassionata delle arti, la violinista Silvia Rinaldi studia danza classica e jazz, si diploma in violino al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia ed è tra i componenti del gruppo fin dagli albori della sua attività. Suona con l’orchestra Haydn Philarmonica di Udine, con l’Orchestra d’Archi Italiana diretta da Mario Brunello e con altre formazioni ancora, ma la passione per la musica antica la spinge a dedicarsi alla specializzazione in violino barocco. Entra successivamente a far parte dei più importanti Ensemble barocchi internazionali con cui sarà attiva in numerose tournée, sia in Italia che all’estero.

 

Nel 2005 si trasferisce in Francia dove collabora per più di due anni con Ensemble Matheus diretto da J.C. Spinosi, affiancando a questa esperienza lavori con le orchestre più celebri del mondo, incidendo per etichette come Virgin Veritas, Dynamics, Deutsche Harmonia Mundi, Virgin Classic, Naive, Deutsche Grammophon. Con lei abbiamo parlato di musica contemporanea e molto altro, alla scoperta di un ensemble che attraverso il trampolino della musica traccia nuovi orizzonti da scoprire, nuovi paesaggi da esplorare in un presente mai come ora incapace di dare punti di riferimento sociali e culturali.

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Sharing video. A lezione da Teho Teardo
di RedazioneWeb3   
venerdì 22 maggio 2020
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Il 29 maggio 2020 le classi del corso audiovisivo multimediale del LAS M. GUGGENHEIM di Venezia parteciperanno alla lezione in videoconferenza con il musicista, compositore e sound-designer Teho Teardo. Con i suoi inconfondibili arrangiamenti e la sua sperimentazione ha realizzato colonne sonore per alcuni tra i più importanti registi italiani come Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino e Daniele Vicari. Ha collaborato con musicisti d’avanguardia e di fama internazionale come Blixa Bargeld (Nick Cave & the Bad Seeds) e composto musiche per il teatro (Viaggio al termine della notte, con Elio Germano) senza tralasciare la sua attività concertistica e discografica.

 

L’incontro sarà il primo di un ciclo strutturato, che si svolgerà durante tutto il prossimo anno scolastico, e che sarà dedicato ad un elemento fondamentale dell’opera cinematografica a cui raramente viene riconosciuta la centralità che merita: il suono. L’attività è parte del progetto Atmosfere Sonore realizzato dal Liceo Guggenheim in collaborazione con l’associazione culturale ICI Venice con finanziamenti del Piano Nazionale di Cinema e Immagini per la Scuola indetto dal Ministero dell’Istruzione e MiBACT. La serie di incontri, che sarebbe dovuta partire ad inizio 2020, è stato rimandata a causa della crisi sanitaria generale.

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Che sarà? Domande sul futuro del live
di Giuseppe Mormile - Presidente di Veneto Jazz   
martedì 19 maggio 2020
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Il 16 aprile scorso, con JIP-Jazz Italian Platform, la piattaforma formata da otto storiche organizzazioni musicali italiane (Umbria jazz, Jazz Network/ Crossroads, Pomigliano jazz, Saint Louis college of music, Bologna jazz, Jazz in Sardegna, Visioninmusica e noi di Veneto Jazz) abbiamo chiesto al governo in una lettera aperta «Che ne sarà della musica?». Per ora sappiamo che la nostra musica dal vivo non ci sarà. Impossibile azzardare una programmazione a medio-lungo termine. Dopo la cancellazione delle rassegne Jazz&, Nordic Frames, Etnoborder, Dal Vivo al Teatro Goldoni, On Stage al Teatro Toniolo e Live Music Aperitif all’Hotel Splendid, non avrà luogo nemmeno la XIII edizione di Venezia Jazz Festival, tradizionalmente in programma a luglio, così come l’annunciato concerto del 25 giugno al Teatro Romano di Avishai Cohen, realizzato in collaborazione con Verona Jazz. Nell’attesa comprensibile dell’evolversi dell’emergenza e di regole chiare su come poter ripartire, dopo la lettera e con gli ultimi decreti governativi non si sa ancora non solo quando, ma con quali modalità riapriranno i teatri e le arene e se si potrà organizzare ed assistere ad uno spettacolo dal vivo.

 

Come detto da più parti, non si tratta ‘solo’ di pensare a come rendere ancora possibile in condizioni inevitabilmente mutate la fruizione della cultura da parte delle persone, ma anche e soprattutto a quali soluzioni elaborare per tenere in vita un’industria come quella dello spettacolo live che interessa migliaia di lavoratori che in questo momento non hanno una prospettiva.

 

In questa situazione di incertezza i promoter stanno guardando al 2021. Nel futuro che verrà si lavorerà in uno scenario completamente nuovo, non solo in merito alla riorganizzazione degli spazi e della gestione dei flussi di pubblico, con inevitabili maggiori costi per i teatri e per gli organizzatori, ma anche nell’approccio delle persone agli eventi. Con quale spirito gli spettatori parteciperanno ad uno spettacolo dal vivo?

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L'eterno movimento. Luca Dalpozzo, tra rigore e improvvisazione
di RedazioneWeb3   
lunedì 18 maggio 2020
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Ha visto la luce il 18 maggio la diciottesima produzione di nusica.org, associazione culturale ed etichetta discografica impegnata nella diffusione del jazz contemporaneo, da sempre particolarmente attenta ai giovani talenti. È proprio un giovane, classe 1983, l’autore del nuovo album in uscita: Rust, lavoro del bassista bolognese Luca Dalpozzo (contrabbasso & composizioni) e il nuovo quintetto formato da Frank Martino (chitarra & live electronics) Manuel Calumi (sax contralto) Giulio Stermieri (pianoforte) e Marco Frattini (batteria).

 

Un disco fluido ed energico, in cui Dalpozzo alterna scrittura rigorosa e momenti di improvvisazione; gli spazi per i momenti solisti sono organizzati con grande cura; elementi di elettronica si mescolano a suoni acustici, con una grande varietà di situazioni e di mood, un suono sempre organico e peculiare. Un’ottima prova per un bassista che, oltre a possedere un bellissimo suono, si dimostra un compositore maturo e interessante.

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It can be "Simple". Il nuovo singolo di Giallo Man è un inno alla positività
di C.S.   
mercoledì 08 aprile 2020

Image[VIDEO] Nella quiete della sua casa veneziana, nell’intimità di una stanza inondata da una soffice luce primaverile che entra da due finestre spalancate sul mondo, il cantante e compositore Giallo Man ha dato vita al suo nuovo singolo, Simple, disponibile dal 3 aprile su YouTube, accompagnato dal video firmato da FM Coppola.


Simple è un brano frutto del momento epocale che stiamo attraversando, un momento di emergenza che ci ha portato inevitabilmente a rallentare e osservare le nostre vite con occhi differenti, risvegliati dalla nuova realtà che ci circonda.

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Work(shop) in progress. Biennale College, la musica fa scuola
di RedazioneWeb3   
mercoledì 15 aprile 2020
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Martedì 14 aprile si è avviata la prima sessione di workshop in modalità virtuale di Biennale College - Musica con i team selezionati. Dalla call lanciata lo scorso 5 febbraio sono stati selezionati i team di compositore e videoartista per la produzione di brevi brani originali multimediali che saranno realizzati nell’ambito di Biennale College e presentati al 64. Festival di Musica Contemporanea (25 settembre > 4 ottobre).

 

Quattro i team selezionati: Matteo Gualandi e Silvio Petronzio, venticinquenni romani, lavoreranno a una nuova creazione per sassofono, live electronics e video. Compositore e trombettista, Matteo Gualandi sta terminando un master in composizione strumentale ed elettronica alla Haute Ecole de Music di Ginevra con Pascal Dusapin, Michael Jarrell, Luis Naon. In qualità di trombettista ha fatto parte della JuniOrchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Prometheus Chamber Orchestra, l’Orchestre des Nations, diretto da Pappano, Brunello, Biondi.
Silvio Petronzio, laureato in matematica, è autore di cortometraggi presentati a vari festival (Festival CinemaZero, Catone Film Festival, fra gli altri). Il suo ultimo lavoro è il lungometraggio indipendente Ocean without shores.

 

Luca Guidarini, venticinque anni da Rovigo, in tandem con Andrea Omodei, classe 1988 da Cremona, realizzerà Morphology of Digital Mouth per soprano, live electronics, video in tempo reale e sistema di feedback. Chitarrista, diplomato al Conservatorio di Piacenza in musica elettronica, Luca Guidarini affianca la pratica della scrittura all’attività di musicologo. In questo campo ha all’attivo diverse pubblicazioni e partecipazioni a conferenze (Ircam, McGill University di Montréal).

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I concerti delle 17. Io resto a casa e ascolto musica
di Fabio Marzari   
mercoledì 18 marzo 2020
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In questo periodo colmo di angoscia, in cui l'unica saggia decisione da prendere è di stare chiusi in casa il più possibile, molte sono le iniziative di carattere social che riguardano il popolo degli iperconnessi. Una possibilità che non prevede canzoni a squarciagola dal balcone o amenità consimili, è quella intrapresa da Zanta, una piccola e assai dinamica azienda che produce e restaura strumenti musicali in un laboratorio delle note alle porte di Venezia.

 

Aderendo alla campagna #IORESTOACASA Zanta ha lanciato l'iniziativa di crowdfunding - #IORESTOACASA E ASCOLTO BUONA MUSICA - per aiutare il servizio medico sanitario italiano, in particolare del Veneto nella lotta contro il Coronavirus. Ogni giorno dal 17 marzo alle ore 17, vengono condivisi su tutti gli account social di Zanta Pianoforti i video delle performance sonore (rigorosamente registrate a casa di ciascuno nel pieno rispetto delle regole presenti) di musicisti, pianisti e compositori, tra i quali Massimo Somenzi, Renata Benvegnù, Achille Gallo, Giulia Vazzoler, Roberta Di Mario, Gerardo Felisatti, Riccardo Roveda.

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