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Benedetto Conservatorio! Palazzo Pisani si apre alla città con una rassegna di concerti
di RedazioneWeb3   
mercoledì 21 luglio 2021

Il Marcello Suona è il titolo della prima rassegna concertistica ideata, organizzata ed eseguita dagli studenti del Conservatorio Benedetto Marcello e sostenuta da uno sponsor d’eccezione come Cipriani Food. Ogni sabato alle 21, a partire dal 24 luglio e fino al 27 agosto all'interno dei chiostri monumentali di Palazzo Pisani e della prestigiosa Sala Concerti situata al Piano Nobile spazio a formazioni giovani quanto talentuose, come Trio Tactus e Lebensfreude, Doble Voz Duo, Quartetto Cromie e Duo Leil, Woodstrings Duo o Trio Bottesini tra gli altri, con modalità di partecipazione e di acquisto dei biglietti disponibili sul sito www.veniceontop.com. Dopo ogni concerto il pubblico potrà incontrare i giovani musicisti in un momento conviviale e di condivisione, grazie a un aperitivo offerto da Cipriani Food in cui poter discutere del repertorio appena affrontato direttamente dalla viva voce dei diversi interpreti.

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Un domani ci sarà. La Fenice riparte da Riccardo Muti
di Andrea Oddone Martin   
giovedì 08 luglio 2021

Dev’essere un destino, quello di Riccardo Muti, ad imporgli di presiedere alle rinascite. Circa diciott’anni or sono, fu proprio lui a inaugurare La Fenice di Venezia appena risorta, nel pieno rispetto letterale del mito, dalle proprie ceneri. E ci risiamo, anche se questa volta il fuoco non c’entra. La nostra attualità ci ha proposto il 'diversivo' di un’epidemia e conseguente sospensione totale delle attività collettive, in primis culturali. Ora, e incrociamo le dita mentre lo diciamo, sembra si possa ritenere superata la pandemia per cui, con infinito sollievo, le attività culturali riprendono.

 

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Musica Maestri! Palazzetto Bru Zane porta a Venezia il Prix de Rome
di Fabio Marzari   
giovedì 03 giugno 2021
Alexandre Dratwicki, giovane Direttore artistico di Palazzetto Bru Zane, ha vinto nel 2004 il Pensionnaire, prestigioso soggiorno di sei mesi a Villa Medici a Roma per motivi di studio. Risale al 1803 per opera di Napoleone l’utilizzo della magnifica residenza immersa nel verde al Pincio, sopra piazza di Spagna come nuova sede, dopo Palazzo Mancini, dell’Accademia di Francia, fondata da Luigi XIV nel 1666 per consentire ai giovani pittori francesi di studiare a Roma. Originariamente l’Accademia Reale inviava artisti a Roma per completare la loro formazione, ma poi l’Istituto di Francia e l’Accademia di Belle Arti organizzarono i Grand Prix di Roma, una speciale borsa di studio per giovani artisti meritevoli.

Si aggiunsero nuove discipline, come musica e scultura, ma soprattutto fu la scelta dei borsisti che cambiò: non più forme di nepotismo, ma scelte per merito. Nicolas Poussin fu uno dei primi consiglieri dell’Accademia, Ingres il direttore e tra gli studenti ci furono Fragonard e Boucher.

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Senza confini. Al via la 14. Edizione di Piccolo Opera Festival tra Brda e il Collio
di Daniela Paties Montagner   
giovedì 17 giugno 2021

«Malgrado le problematiche legate alla pandemia, l’edizione del 2021 è ancora più ricca sia per numero di spettacoli che per le numerose location. Un programma che, nonostante tutto, non cessa di aprirsi sempre più alle collaborazioni internazionali, soprattutto quando costituiscono terreno di scambio culturale ed esperienza formativa. Questo è lo spirito che anima il progetto Piccolo Opera Festival, che vuole diventare sempre più spazio d’incontro borderless per la nuova creatività, come fondamenta su cui costruire un futuro condiviso», così spiega il direttore artistico Gabriele Ribis.

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Baci romantici. Palazzetto Bru Zane ricomincia la stagione con un atteso Festival
di Redazioneweb   
giovedì 06 maggio 2021

Palazzetto Bru Zane ci ha abituato in questi anni alla riscoperta di pagine musicali dimenticate della musica romantica francese, ma ha anche aiutato alla comprensione dell’atmosfera in cui queste pagine musicali sono state composte, prestando grande attenzione alle circostanze ed allo spirito con cui i musicisti si sono avvinati alle pagine vuote per riempirle di note. Tale azione filologica ha da sempre rappresentato un plus nelle proposte di Palazzetto Bru Zane e il pubblico ha sempre potuto avvicinarsi all’ascolto calandosi, metacronicamente, quasi nei pensieri del compositore.

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Destini incrociati. Alla Fenice Verdi e Čajkovskij sulle note del “fato”
di Fabio Marzari   
giovedì 06 maggio 2021

Il Teatro La Fenice ha dimostrato nel corso di questi lunghi mesi di pandemia una forza e una vitalità notevoli. Non era facile stravolgere anche fisicamente la sala teatrale e cancellare un ricco (anche dal punto di vista del profitto) cartellone, riprogrammando quasi di giorno in giorno un'attività che fosse compatibile con le drammaticamente mutate esigenze. Le tecnologie e i canali social hanno permesso di mantenere sempre aperta una finestra di comunicazione con il pubblico e i risultati ottenuti sono stati più lusinghieri, con ben 100.000 iscritti al canale ufficiale YouTube del Teatro. A tal proposito il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina ha dichiarato: «La diretta streaming per la Fenice ha rappresentato uno strumento di fondamentale importanza in questi mesi difficilissimi. Pur nella ferma convinzione che non ci sia niente che equivalga lo spettacolo dal vivo, le piattaforme digitali offerte dal nostro sito e dal canale YouTube ci hanno consentito durante la chiusura del Teatro di continuare a fare spettacolo e di produrre musica. E poiché le limitazioni imposte dalle misure di salute e sicurezza non ci permetteranno di aprire la sala al massimo della sua capienza, per tutto il mese di maggio continueremo a sfruttare le possibilità di questo strumento per raggiungere coloro che ancora non possiamo accogliere».

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Magnifica presenza. Tempo di rinascita, Venezia è la Fenice
di Redazioneweb   
giovedì 22 aprile 2021

Quella del prossimo 26 aprile 2021 sarà di sicuro una data storica: il primo giorno in cui potrebbe essere finalmente possibile tornare a fare spettacolo dal vivo in un teatro al chiuso, col pubblico in sala.
Con il passaggio della Regione veneta in zona gialla, il tempio della lirica veneziano alzerà il sipario con Verdi e la Fenice, concerto inizialmente annunciato in live streaming per sabato 24 aprile e poi posticipato per consentire, appunto, agli spettatori di assistere all’evento in presenza. Poiché la capienza del teatro sarà necessariamente ridotta, resterà comunque confermata la possibilità di vedere in diretta il concerto via web sul sito e sul canale YouTube del Teatro La Fenice.

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La capitale umana. Il festival di primavera di Bru Zane ci porta al Prix de Rome
di Davide Carbone   
giovedì 15 aprile 2021

Può la coltivazione dei propri interessi più genuini, magari anche a spese dello Stato, generare malessere, struggimento interiore, fino a sconfinare nella depressione più cupa? Assolutamente sì, soprattutto quando ci si riferisce all’animo d’artista, per definizione sensibile oltre la norma, più aperto alla cascata di emozioni contrastanti, come quelle che inevitabilmente finisce per suscitare una delle città più travolgenti al mondo: Roma.

 

Nell’anno più sconvolgente e straniante che la recente storia dell’umanità ricordi, Palazzetto Bru Zane non si è fermato, preferendo piuttosto di vivere il più attivamente possibile questo tempo sospeso modellando il proprio calendario di eventi in base al fluttuare dell’emergenza sanitaria, approfondendo attraverso lo studio le tematiche che gli sono sempre state a cuore, vale a dire le molteplici direzioni della storia della musica romantica francese, sempre osservata da angolazioni non convenzionali o comunque inedite, seguendo i percorsi di compositori spesso appena fuori dal cono di luce proiettato sui più grandi della storia.

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La forma del quartetto. Il nuovo Festival di Palazzetto Bru Zane parte con Quatuor Hermès
di RedazioneWeb3   
giovedì 15 aprile 2021
Il programma d’inaugurazione del festival Tanti baci da Roma di Palazzetto Bru Zane vede protagonista la forma del quartetto, in un concerto online il 19 aprile in compagnia del Quatuor Hermès, per un viaggio alla scoperta del Prix de Rome.

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Ricordarci di chi saremo. Stravinskij al Malibran, in un futuro già visto
di Andrea Oddone Martin   
giovedì 15 aprile 2021

Era il 1918 quando l’Histoire du soldat veniva composta, debuttando nello stesso anno a Losanna. L’Europa e gran parte del mondo erano in fiamme, in prevalenza già combuste, e prendeva l’abbrivio la pandemia della Spagnola che, tra il 1918 e il 1920, uccise 50 milioni di persone.

 

Il 16 aprile, alle ore 11 per le scuole e alle ore 17.30 per tutto il pubblico, la Fondazione Teatro La Fenice propone l’opera cameristica in streaming sul proprio canale YouTube, ripresa dell’allestimento proposto lo scorso agosto sul palcoscenico completamente rinnovato del Teatro Malibran, con la direzione musicale di Alessandro Cappelletto e Francesco Bortolozzo nella doppia veste di attore e regista. 

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Adorata Venezia. Cinquant'anni fa la città e il mondo si inchinarono al cospetto di Igor Stravinskij
di Fabio Marzari   
giovedì 08 aprile 2021

Il 6 aprile 1971 a New York venne a mancare all'età di 88 anni il grande compositore russo Igor Stravinskij. Il musicista aveva espresso la volontà di essere sepolto a Venezia nel reparto dedicato agli ortodossi nell’isola di San Michele, vicino alla tomba del suo amico e mentore Sergei Djagilev. I funerali vennero celebrati il 15 aprile 1971 nella basilica dei Santi Giovanni e Paolo, perché la chiesa ortodossa di San Giorgio dei Greci era troppo piccola per contenere la folla che desiderò tributare l’ultimo saluto al grandissimo musicista.

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Con occhi di bambino. Il nuovo laboratorio musicale di Palazzetto Bru Zane
di RedazioneWeb3   
giovedì 01 aprile 2021

Quando diventò nonna, Mel Bonis compose cinque raccolte di pezzi per pianoforte illustrati e scherzosi, dedicati a bambini di sua conoscenza o ai suoi numerosi nipotini. L’Album pour les tout-petits del 1913 fu ininterrottamente ripubblicato per settant’anni, aiutando generazioni di bambini a imparare a suonare il pianoforte grazie a brani allegri e fantasiosi come La toupie o Miaou-ronron.

Il nuovo e atteso laboratorio musicale di Palazzetto Bru Zane rende omaggio alla leggendaria compositrice, costruendo un incredibile “spettacolo” interattivo incentrato sul suo lavoro del 1913: un’improbabile comitiva costituita da una bambina, un cane e una pulce, deve raggiungere il teatro dei burattini, dove si dice che un pianoforte sappia raccontare storie ai bambini. I tre amici attraversano strade, piazze e umori della città, lasciandosi affascinare e a volte disorientare dalle sue attrattive irresistibili. Nel frattempo, al teatrino, l’impaziente e incontenibile pubblico di bambini si scatena nelle richieste più fantasiose. I passaggi fra un ambiente e l’altro si susseguono come veri e propri stacchi filmici fino a fondersi nel crescendo finale.

 

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Leone d'oro della Biennale Musica 2021 a Kaija Saariaho, colori e suoni in metamorfosi
di Fabio Di Spirito   
mercoledì 17 marzo 2021

Generazione felice dal punto di vista musicale quella finlandese degli anni ‘50 del Novecento: nel giro di pochi anni nascono Esa-Pekka Salonen, Magnus Lindberg e Kaija Saariaho. Studi musicali a Helsinki, Friburgo e Parigi, dove vive dal 1982: qui ha frequentato l’IRCAM, la famosa istituzione parigina voluta da Pompidou e affidata a Pierre Boulez per la ricerca musicale legata all’utilizzo dei mezzi informatici ed elettronici, e da questa frequentazione la sua musica ha ricevuto le stimmate decisive. L’interazione tra elettronica e musica acustica, l’esplorazione del confine tra suono e rumore, l’attenzione estrema al suono e alla sua metamorfosi timbrica: sono tutte caratteristiche che avvicinano Saariaho a quella affascinante ‘isola’ della musica del XX secolo che va sotto il nome di “spettralismo”, capace di coniare un linguaggio musicale basato sull’analisi dei fenomeni fisici del suono attraverso gli spettrogrammi (da cui il nome). Contro la musica seriale, contro l’approccio sistemico al creare musica, contro la considerazione del suono come ‘oggetto morto’ da utilizzare arbitrariamente. Diciamo che gli spettralisti sono gli eredi di Debussy, di Messiaen, di Varese, di Scelsi, con in più la tecnologia informatica a disposizione oggi.
Da ragazza Kaija Saariaho amava passeggiare nel bosco dopo la pioggia perché, diceva, le foglie umide riflettevano in modo diverso il canto degli uccelli. E già qui, da questo particolare, emerge la chiave espressiva assoluta della sua musica, una musica vocata alla esplorazione del timbro del suono, del suo colore in continua metamorfosi.

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La voce delle musiciste. Pauline Viardot, la rivoluzione romantica femminile
di Fabio Marzari   
giovedì 04 marzo 2021

Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française regala al pubblico l’8 marzo alle ore 21 una preziosa sorpresa, un concerto online in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne dedicato alla vita e alle opere di Pauline Viardot, di cui quest’anno ricorre il bicentenario della nascita; mélodies e arie tratte da opere composte da e per Pauline Viardot, eseguite dalla mezzosoprano Aude Extrémo, accompagnata al pianoforte da Étienne Manchon.

Il musicologo Alexandre Dratwicki, direttore scientifico di Palazzetto Bru Zane ci introduce così al mondo della talentuosa musicista che segnò in modo prepotente la scena dell’Ottocento francese e non solo: «Nell’Ottocento era molto difficile per una compositrice emergere; altrettanto dicasi per le suonatrici di strumenti come il violoncello, il flauto, a loro era preclusa la possibilità di esibirsi in pubblico perché la loro postura durante l’esecuzione musicale veniva considerata sconveniente e per nulla elegante. L’unica arte in musica veramente femminile era quella del canto e le eccezionali doti vocali di Pauline Viardot le permisero di accedere all’Olimpo della musica ed avere un successo internazionale. Con la sua voce e il suo carattere ha potuto occupare un posto rilevante nell’arte musicale, molto più di tanti altri musicisti dell’epoca, e soprattutto all’Operà di Parigi e anche nella Société des Concertes Symphonique ebbe modo di poter influenzare le scelte artistiche, ponendo sotto la sua protezione dei grandi compositori, Charles Gounod tra gli altri, introducendolo nella sua cerchia di amicizie George Sand, Ivan Turgenev, Ary Scheffer, Henry Chorley... ».

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Racconti in note. Elisabetta Garilli per il Carnevale degli animali
di Davide Carbone   
mercoledì 10 febbraio 2021
ImagePer un Carnevale di sicuro inedito come quello che stiamo vivendo in questo 2021, Palazzetto Bru Zane non snatura di certo la propria identità, dedicando un appuntamento ai più piccoli e alle loro famiglie in una modalità online, non per questo meno coinvolgente.

 

Protagonista del laboratorio didattico online del 14 febbraio è Camille Saint-Saëns, le cui note tanto spesso hanno risuonato nelle sale del Centre de musique romantique française impegnato nella promozione, la riscoperta e nella diffusione del patrimonio musicale romantico francese dell'Ottocento.

 

Il Carnevale degli animali diventa così un’esperienza condivisa in cui i piccoli e le loro famiglie si immergono nell’universo zoologico del compositore francese creando costumi e condividendo suoni, sapientemente guidati da Elisabetta Garilli, voce narrante e direttrice artistica dell’Atelier veronese che porta il suo nome, pianista e compositrice da diversi anni impegnata in progetti di didattica musicale applicativa in ambito scolastico e in collaborazione con artisti, orchestre e teatri di tutta Italia. Proprio a lei ci siamo affidati per preparare al meglio l’appuntamento online di domenica prossima.

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La prova del tre. Palazzetto Bru Zane celebra Chausson e Saint-Saëns
di RedazioneWeb3   
giovedì 04 febbraio 2021
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Il Trio per violino, violoncello e pianoforte n. 2 in mi minore, op. 92 di Camille Saint-Saëns e quello per violino, violoncello e pianoforte in sol minore, op. 3 di Chausson. Questi due trii con pianoforte – opera giovanile per Chausson, che nel 1881 ha 26 anni, e opera della maturità per Saint-Saëns, che nel 1892 ne ha 57 – attestano la vitalità e la diversità della produzione di musica da camera nella Francia di fine Ottocento. Mentre il giovane Chausson si iscrive nella linea di César Franck, pur rispettando la divisione canonica in quattro movimenti, Saint-Saëns si compiace di trasgredire i codici per sconcertare un pubblico che riteneva di sapere tutto di lui, a partire dal suo primo Trio con pianoforte, composto quasi trent’anni prima. La struttura in cinque movimenti, i sorprendenti giochi ritmici e certi maliziosi ammiccamenti ci ricordano che l’accademismo non è sempre ineluttabile nei compositori di una certa età.

 

David Petrlik al violino, Volodia Van Keulen al violoncello e Philippe Hattat al pianoforte: è dall'incontro di questi tre giovani solisti che nasce nel 2014 il Trio Messiaen, che l’11 febbraio porta sulla scena virtuale i due trii di Chausson e Saint-Saëns, in un concerto trasmesso online dalla sala della musica del Palazzetto Bru Zane, ancora, speriamo per poco, non disponibile ad un ascolto pubblico dal vivo.

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Bentornato, Wolfgang. Verona e Mozart, un rapporto stretto
di RedazioneWeb3   
domenica 03 gennaio 2021

ImageDopo le celebrazioni del 2020 per omaggiare i 250 anni dalla visita di Mozart a Verona, prosegue la collaborazione tra il Comune di Verona, Fondazione Cariverona, l’Accademia Filarmonica di Verona e Fondazione Arena attraverso una serie di eventi musicali che hanno come filo conduttore il rapporto tra il Mozart e la città di Verona.

 

Per mantenere vivo il legame con il pubblico, tutti gli eventi saranno disponibili in streaming sui canali digitali di Fondazione Cariverona (Facebook , YouTube) e di Fondazione Arena (Facebook, YouTube e sulla nuova webTV arena.it/tv ).

 

È noto che per gli Artisti e i letterati del Settecento il viaggio in Italia fosse di primaria importanza poiché il nostro Paese era una fucina culturale di inestimabile valore e Verona costituiva, all’interno delle rotte dei viaggiatori, una delle tappe fondamentali. Ed è proprio a Verona che il giovane Mozart approda con il padre il 27 dicembre 1769 nel primo dei tre viaggi in Italia; la visita culminerà il 5 gennaio 1770 con l’esibizione del giovane Mozart, non ancora quattordicenne, nella prestigiosa Sala Maffeiana ospite dell’Accademia Filarmonica.


L’Accademia Filarmonica apre la settimana mozartiana il 5 gennaio con il primo concerto nella Sala Maffeiana per il 250° anniversario della nomina di Wolfgang Amadeus Mozart a proprio Maestro di Cappella: protagonista della serata sarà il fortepianista Costantino Mastroprimiano, con musiche di Mozart, Pietro Alessandro Guglielmi e Franz Joseph Haydn.

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CAPODANNO 2021 | La musica non si ferma. La Fenice ci porta nel nuovo anno
di Andrea Oddone Martin   
mercoledì 30 dicembre 2020

ImageIl Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice di Venezia si farà, e potremo assistervi in diretta televisiva su Rai 1 per la seconda delle due parti di cui è composto; sarà successivamente possibile vederlo nella sua versione integrale su Rai 5 ed ascoltarlo su Rai Radio 3.

 

Significati diversi per ciascuna delle due parti: Daniel Harding guiderà l’Orchestra del Teatro La Fenice nell’esecuzione della Sinfonia n.4 Op. 60 di Ludwig van Beethoven nella prima e un repertorio di arie celebri, tra le quali l’ormai tradizionale Và pensiero sull’ali dorate dal Nabucco e Libiam ne’ lieti calici da La Traviata di Giuseppe Verdi.

 

La necessità compositiva della Sinfonia n. 4 si impose mentre Beethoven era già inoltrato in quelle che diverranno la Quinta e la Sesta. Una specie di imprevisto creativo, quanto mai significativo per la nostra attualità: è in questa sinfonia che Beethoven certifica con spontaneità la propria padronanza stilistica segnando un profondo solco tra le composizioni sinfoniche precedenti, prevalentemente debitorie di una formazione per quanto geniale e le successive, nelle quali il confronto con la materia prima si fa indubbiamente più serrato, indipendente e fecondo. 

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CAPODANNO 2021 | The Big Show. I tre Teatri dello Stabile salutano insieme il nuovo anno
di Redazioneweb   
giovedì 24 dicembre 2020

ImageIl primo dell’anno i Teatri Verdi, Goldoni e Del Monaco insieme alle tre città di Padova, Venezia, Treviso si uniscono per dar vita, in streaming, a un evento d’eccezione che mescola opera, musica pop e danza, in un unico spettacolo.

 

Trasmesso l'1 gennaio a partire dalle ore 17 sul canale YouTube e sulla piattaforma Backstage del Teatro Stabile del Veneto, l’evento unisce per la prima volta l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta con più di 48 elementi sul palco assieme a 20 artisti tra cantanti lirici, pop e danzatori.

L'evento diretto dal regista Daniele De Plano, e condotto dall'attrice Beatrice Schiaffino, riunisce in un pot-pourri virtuale tre eventi di generi diversi - valzer, tango, opera, musica pop e danza - allestiti nei tre storici teatri.

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NATALE 2020 | Il Teatro dei Sogni. Intervista a Sonia Bergamasco alla Fenice con "Pierino e il lupo"
di Elisabetta Gardin   
lunedì 21 dicembre 2020
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Nel periodo natalizio il Teatro La Fenice, grazie a Generali Valore Cultura, socio sostenitore del Teatro, propone in streaming Pierino e il lupo** (25 dicembre h. 16), favola sinfonica per bambini per voce recitante e orchestra del compositore russo Sergej Prokof´ev.

 

La storia narrata si rifà ai racconti tradizionali russi, dove gli animali agiscono sempre come gli esseri umani. I personaggi sono descritti da semplici ritratti musicali e ognuno di loro ha come riferimento uno strumento musicale sempre diverso che ne sottolinea le peculiarità, i sentimenti e le azioni. Lo spettacolo vede impegnata l’Orchestra del Teatro La Fenice, sotto la direzione del Maestro Alvise Casellati, e l’attrice, musicista, regista e poetessa Sonia Bergamasco, nel ruolo di narratrice, con le illustrazioni di Chiara Tronchin e le animazioni di Heads Collective.

 

Diplomata in pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro, Sonia Bergamasco ha debuttato in scena con Giorgio Strehler per poi proseguire con altri grandi registi, in una carriera ricchissima di riconoscimenti: dal Premio Duse al Nastro d’Argento per La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana, al Premio Flaiano, per due volte, al Premio Alida Valli e al Ciak d’Oro.

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