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VENICENESS
Il Tavolo del Doge. Nuovi riti in luoghi iconici
di Fabio Marzari   
giovedì 06 maggio 2021

Vogliamo farci carico di divenire dispensatori di buone notizie, raccontando sprazzi di pura bellezza, che certo non sono deficitari in Città. La scorsa settimana abbiamo iniziato soffermandoci diffusamente sulla riapertura del Quadri e del Florian, iconici locali di Piazza San Marco. Oggi è la volta del Cip’s Club del Cipriani, con la sua terrazza protesa quasi ad abbracciare il bacino di San Marco, che ha ripreso a deliziare i suoi ospiti con una cucina sempre a livelli eccellenti e in gran parte a chilometro zero. Il Cipriani per i 1600 anni di Venezia, anniversario fondato su una data simbolica più che su dati di fatto storici ma in grado comunque di stimolare la creatività, già di per sé un fattore positivo, ha creato un appuntamento rituale per l’aperitivo aperto alla città, da vivere in famiglia o con amici seduti in piena sicurezza al “Tavolo del Doge”.

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L’uovo di Colombo. Il Caffè Quadri riparte dai cichetti
di Fabio Marzari   
giovedì 29 aprile 2021

Il Quadri in piazza San Marco riapre la sua suggestiva terrazza con vista Basilica con una proposta completamente innovativa e al solito geniale. Massimiliano Alajmo sintetizza l’uovo di Colombo in modo efficace e serafico: «Il tutto è partito dall’impossibilità di fare ristorazione in piazza San Marco per una regolamentazione comunale che non ha consentito nessuna deroga, abbiamo perciò sostituito i panini, i club sandwich e altre proposte salate con una linea elegante e golosa in forma di piccoli cicchetti che permette di pranzare e cenare in modo molto più informale, più giovane, più rilassato, ma sempre nel rispetto delle regole». Il più irruento fratello Raffaele aggiunge: «Perché questa scelta? Di necessità virtù! Non c’è stata nessuna considerazione per il nostro settore, nessun aiuto, ma anche nessuna voglia di morire. Abbiamo analizzato il Quadri e la nostra offerta in tutte le sue sfaccettature e ne abbiamo ridisegnata una nuova post-pandemica, il “bacaro in piazza” è il primo atto. Altissima qualità di cucina italiana e veneziana in varie espressioni. Ricominciamo dai cicchetti».

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Ricomincio da 300. Il Caffè Florian riapre le porte
di Fabio Marzari   
giovedì 29 aprile 2021

Era ora! Piazza San Marco deserta con tutte le attività commerciali chiuse rappresenta e rappresenterà un’immagine indelebile nelle nostre memorie. Questa pandemia terribile ha portato con sé la distruzione di molte certezze, una di queste, granitica, era data dal fatto che in 300 anni di storia il Caffè Florian non avesse chiuso neppure durante le Guerre... Invece un virus impercettibile allo sguardo ha potuto sbarrare gli ingressi di un luogo iconico, metafora della stessa città di Venezia.
Vogliamo sperare che il peggio sia passato per sempre e nuove occasioni di festa siano prossime a moltiplicarsi all’interno delle meravigliose sale del Caffè e soprattutto che l’orchestra possa riprendere a suonare in piazza fra gli avventori dei numerosi tavolini che potranno 'invadere' il plateatico esterno.
Sabato 1° maggio il Florian riapre e si spera non chiuda più, affidando al ricordo il silenzio delle sale vuote.

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Degustazioni social. Un nuovo vino, un appassionato viticoltore e una grande enologa
di Fabio Marzari   
mercoledì 28 aprile 2021
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È stata stappata in questi giorni la prima produzione di Rosalia, il Prosecco DOC Rosé di Giusti Wine, frutto della collaborazione con l’enologa Graziana Grassini, che così lo racconta: «Abbiamo pensato a un prodotto fatto per durare nel tempo, stabilizzandone il colore, i profumi e il perlage. Si è partiti da uve scelte in parcelle selezionate, per poi dedicare attenzione particolare al colore, con un taglio con il Pinot Nero in presenza dei lieviti». Rosalia «esprime al naso piacevoli ed eleganti sentori sia di frutta gialla che rossa: nocepesca, ciliegia e profumi floreali di rosa appena schiusa».


Il vino rosato, che in Italia non ha avuto finora grande fortuna, si presenta al mercato interno ed internazionale, che invece apprezza molto questa varietà di vino, con le caratteristiche migliori grazie al gusto secco, intenso e persistente al palato. E sembra che il rosato possa rappresentare la nuova moda del bere, in un periodo in cui la socialità deve recuperare lunghi mesi di isolamento.

 

Rosalia by Giusti Wine: un brindisi in rosa

La qualità e la bontà del vino della cantina di Nervesa della Battaglia sono garantiti e un brindisi in rosa è la nuova frontiera per le bollicine Giusti Wine.
«Abbiamo voluto uno spumante che duri nel tempo perché Giusti Wine, sin dalla sua fondazione, si rivolge al mondo – spiega Ermenegildo Giusti –, questo vino, come tutti gli altri della nostra gamma, è pensato per viaggiare e offrire anche oltreoceano un prodotto perfetto a distanza di tempo dall’uscita dalla cantina».

Personalmente abbiamo avuto modo di assaggiarlo durante una degustazione via Zoom, in cui timidamente ci siamo limitati a sorseggiarlo, molto fresco, mentre sullo schermo dei nostri computer super esperti della materia discettavano con Graziana Grassini e Ermenegildo Giusti a fare da contraltare. Il nostro è un giudizio puramente estetico e semplice, basato sulla bellezza della bottiglia, dalla elegante etichetta e dal colore accattivante del contenuto, di un rosa che rimanda alla poesia di un pesco in fiore. Possiamo solo affermare convintamente che ci è piaciuto, inizialmente si rivela fresco nel palato, poi per la sua persistenza cresce di intensità e al contempo di morbidezza.


Vorremmo avere la libertà di poter dire che è buono e che merita di accompagnare molto più di un brindisi, lasciando agli enosofi le dotte concioni sul vino rosa più adatto ad un pubblico muliebre o meno. 

Noi mettiamo un "like" convinto, rosa fresca aulentissima...

 

 

www.giustiwine.com 

 
Il pesce d'aprile che fa bene al cuore. Il 'povero' pesce azzurro, tra i più ricchi del Mare Nostrum
di Nadia Frisina   
giovedì 22 aprile 2021

Regine indiscusse della Primavera tra i banchi del pesce, le alici illuminano di freschezza il Mercato di Rialto. Ricche di grassi buoni e piene di Omega 3, le alici appartengono alla famiglia delle Engraulidae. Godono di un grande potere antinfiammatorio e mangiarle regolarmente aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, a mantenere i livelli di colesterolo buono, la corretta funzionalità del fegato, dei reni e dell’intestino, contribuendo così anche al buon funzionamento del nostro cervello favorendo lo sviluppo neuro cognitivo.
Il pesce azzurro si conferma essere il prodotto ittico più pescato in Italia e le alici ne rappresentano senz’altro, in termini quantitativi, la parte più copiosa. Nel nostro Paese ne vengono pescate dalle 40 alle 60 tonnellate per anno e per la maggior parte provenienti proprio dal Mare Adriatico. Le tecniche di pesca delle alici nel Mediterraneo variano da Paese a Paese, da costa a costa, a seconda delle differenze morfologiche dei fondali marini. In Italia, per esempio, si pesca di giorno alla luce del sole, mentre in Croazia si pesca la notte alla luce delle ‘lampare’.

 

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Il piron del diavolo. La (s)fortuna della forchetta a Venezia
di Fabio Marzari   
giovedì 15 aprile 2021

Tra i molti primati di cui Venezia potrebbe vantarsi c’è l’utilizzo diffuso delle prime forchette da tavola, anche se fu un inizio travagliato. Il “piron”, ossia la forchetta nel dialetto veneziano, sembra essere un’invenzione bizantina. Furono proprio le principesse di Costantinopoli, infatti, a diffondere l’uso di questa posata, prima a Venezia e poi nel resto d’Europa. Per questo si può affermare, malgrado il non certo fortunato avvio dell'utilizzo di questo indispensabile strumento da tavola, che Venezia conobbe l'uso della forchetta assai prima della Francia, dove fu importato soltanto nel 1379.

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Inizialmente il “piron” era considerato uno strumento demoniaco, non decoroso come le tre dita regali. Fonti letterarie dopo il Mille descrivono l'uso della forchetta dapprima a Venezia, poi a Pisa e Firenze, soprattutto in mano a borghesi e mercanti, mentre nelle corti vigeva ancora l’etichetta tradizionale di Ovidio delle tre dita, che imponeva di attingere direttamente dal piatto per pescare il cibo solido.
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Rialto si tinge di giallo limone. Tra tutti i frutti è il trionfo degli agrumi
di Redazioneweb   
giovedì 08 aprile 2021

Nadia Frisina, Executive Chef del The St. Regis Venice, è una giovane e talentuosa donna siciliana. Chef Nadia interpreta al meglio lo spirito della sua Isola al centro del Mediterraneo e punto di incontro e confronto tra differenti civiltà: greca, romana, islamica, normanna, spagnola e francese. Ha iniziato la sua carriera a Taormina, lavorando poi come Executive Chef presso strutture italiane a cinque stelle, prima di lavorare come Head Chef al Westin Hotel del Distretto Finanziario di Pechino. Diventa in seguito Executive Chef per SOHO, City of Dreams a Macao prima di tornare in Europa per il 5&33 Art’otel di Amsterdam, una struttura ricettiva cinque stelle con un atelier e una galleria d’arte contemporanea. È un piacere per noi dare il benvenuto a Chef Nadia con i suoi racconti dal Mercato di Rialto e dalle cucine del St. Regis, che tutti noi speriamo presto tornino affollate e pronte a deliziare il palato di numerosi e felici ospiti.

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L'arte sublime e commestibile. Un viaggio tra le delizie degli chefs pâtissiers
di Fabio Marzari   
mercoledì 31 marzo 2021

Pasqua 2021, per il secondo anno di fila segnata dalla pandemia e dalle conseguenti limitazioni, tranne quella, francamente inspiegabile, della possibilità di viaggiare per turismo all'estero, ma non in Italia. Sarebbe bellissimo poter vedere lo sciopero solidale dei viaggi a favore del sistema turistico nazionale, vabbé quando mai?!
Per noi, inguaribili idealisti, rimane la soddisfazione di un viaggio tra le delizie create da chefs pâtissiers in occasione di questa festività, a partire dal cioccolato, che vede il suo trionfo proprio a Pasqua. Scordiamoci del tutto l'uovo avvolto nella dozzinale carta lucida; ci troviamo in altri universi in cui la creatività e la purezza delle materie impiegate creano una sintesi ideale di arte commestibile, un'estetofagia per voler giocare con l'invenzione di parole. Di seguito tre esempi tra i virtuosi del cioccolato meritori di menzione.

 

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Vola colomba vola! Al binario zero, i dolci di Iginio Massari
di Fabio Marzari   
giovedì 18 marzo 2021

Oggi è una giornata particolare, esattamente un anno fa, era il 18 marzo 2020, le immagini della colonna dei camion dell'esercito che portavano via le bare perchè non c'era più posto nei cimiteri di Bergamo, hanno turbato le nostre coscienze, se ci fosse stato bisogno di comprendere quanto grave fosse questo virus con cui abbiamo dovuto condividere e tuttora stiamo condividendo un percorso di vita, quelle immagini ne testimoniano indelebilmente la crudeltà e la pericolosità.


Sosta golosa in Stazione

Dopo questo doveroso e sincero omaggio a tutte le vittime perlopiù invisibili del Covid-19, può sembrare un ardito e irrispettoso cambio di passo parlare di un negozio temporaneo in cui la dolcezza (letteralmente) è di casa, invece si tratta di un segnale di nuova vita e soprattutto rappresenta un'incredibile consolazione per questi lunghi momenti di abbandono e sconforto, in cui le nostre certezze vacillano, come i grattacieli di Tokyo durante le frequenti scosse telluriche. Alla Stazione ferroviaria di Mestre ha aperto da qualche giorno, e lo sarà fino al 15 aprile, un punto vendita temporaneo con i prodotti dolciari di Iginio Massari, ovvero il sublime ha preso casa per qualche settimana vicino a noi!

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Secondo Natura. Nadia Frisina riapre le cucine del St. Regis
di Fabio Marzari   
giovedì 04 marzo 2021
nadia-frisina-stregis.jpgNadia Frisina, Executive Chef dell'hotel St. Regis di Venezia interpreta al meglio la sua idea di cucina con un motto: “sublimiamo l’iconico”, che è una bandiera di grande professionalità, fantasia e consapevolezza. L’esperienza vissuta in questo periodo drammatico di pandemia ha inevitabilmente segnato anche il mondo della ristorazione di altissimo livello in cui Frisina è abituata a confrontarsi ed operare, e nelle sue parole pare di ascoltare il silenzio innaturale di una cucina ridotta a numeri di sopravvivenza rispetto alla complessa e affollata brigata operativa durante i fastosi ritmi complessi delle stagioni passate, in cui la città era presa d’assalto e svariati erano gli eventi che riempivano gli spazi degli hotel in banchetti e feste.
Da siciliana, ma cittadina del mondo, è in grado per DNA di trasformare le difficoltà in opportunità, abituata a vedere l’attività del suo Etna, anzi della sua Etna, perchè in Sicilia il vulcano è femmina, trattato sempre con rispetto e sana paura, in grado di offrire dopo ogni attività eruttiva nuova linfa per rendere ubertosa la terra e produrre frutti meravigliosi.
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Nella nuova fattoria... La Famiglia Alajmo e H-Farm, la rivoluzione della ristorazione
di Fabio Marzari   
giovedì 18 febbraio 2021

Differenti e nuovi modelli di impresa sono richiesti in questo periodo particolarmente complesso in cui alcuni settori, la ristorazione tra questi, sono stati più di altri colpiti in maniera gravissima. Solo idee innovative e collaborazioni importanti possono favorire un rilancio del settore e naturalmente solo gli imprenditori più visionari possono segnare la ripartenza addirittura attraverso nuove avventure.

La Famiglia Alajmo e H-Farm hanno lavorato in questi mesi per mettere a frutto una rivoluzione nel campo della ristorazione, portando all'interno di una realtà che ha fatto dell'innovazione la sua stessa ragione di esistenza, la grande esperienza nel settore culinario, diversificando l'offerta secondo varie tipologie di servizio.

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Segnali di normalità. Gritti, Danieli, St. Regis, Heureka aperti per Venezia
di Fabio Marzari   
giovedì 11 febbraio 2021
ph_madeline_lou_ig_lumadeline.jpgIn questo tempo incerto, marcato da preoccupazioni infinite, ogni segnale che rifletta un’inversione positiva di tendenza va accolto con entusiasmo, specie a Venezia, città martoriata dagli esiti della pandemia, da un anno tristemente svuotata di turisti e di introiti. Non è facile trovare la sintesi tra le esigenze legittime di una città che deve vivere anche e soprattutto grazie ai suoi abitanti e le attese di milioni di persone che vogliono potersi immergere almeno per un paio di giorni, nelle atmosfere uniche di una città patrimonio dell’Umanità.

Il futuro immediato di Venezia dipende dal risultato di una virtuosa messa a sistema che sappia conciliare una nuova ed essenziale residenzialità con i flussi turistici, meno aggressivi rispetto al passato più recente, e maggiormente rispondenti alla delicata struttura della città.
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Cuor di fugassa. Sublimi dolcezze pasquali
di F.M.   
mercoledì 01 aprile 2015

«Ze Pasqua, ze Pasqua, che caro che gò, se magna ea fugassa, se beve i cocò...».

 

L'altra notte mi è tornato in mente all'improvviso questo proverbio che mia mamma era solita ripetere nel periodo pasquale. Ricordavo di aver sentito solo questa strofa, facendo una piccola ricerca ho scoperto che nella rima successiva si parlava di agnello , e se fosse dipeso dalla mia famiglia i piccoli quadrupedi belanti sarebbero morti tutti per anzianità e non in pentola! In terra veneta non c’è Pasqua senza la tradizionale "focaccia", fugassa in veneziano.

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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Jennifer Cabrera Fernandez
di Pierangelo Federici   
mercoledì 30 dicembre 2020
jennifer.jpgJennifer Cabrera è un’etnocoreografa messicana che attraversa il magico mondo dello sciamanesimo con una visione del tutto contemporanea. Vive a Venezia da ormai vent’anni e qui si dedica a tempo pieno alla diffusione delle proprie radici. La sua ricerca antropologica e artistica spazia dal ballo al canto fino alle percussioni, per far rivivere le proprie origini e trovarne un’espressione moderna.

 

L’intervista

Ciao Jennifer, vuoi raccontare ai lettori da dove comincia e come si è sviluppato il tuo percorso professionale e artistico? 

Inizia nella mia città d’origine, nello stato di Veracrúz, Messico. Sin da ragazzina avevo il grande desiderio di emanciparmi attraverso l’arte: quando avevo 15 anni studiavo danza classica nei pomeriggi, amavo il sudore, il rigore fisico ma anche la libertà che mi faceva sentire, sono stata incoraggiata dalla mia maestra, quindi ho preso la decisione di andare all’Università di Danza nella capitale dello Stato. All’inizio i miei hanno fatto fatica ad accettarla, ma poi si sono arresi alla mia passione. Avendo forti radici nel luogo in cui sono nata, mi sono avvicinata ai grandi maestri della danza tradizionale, del canto e delle percussioni. Un giorno ho ricevuto una telefonata in cui mi offrivano un contrato di lavoro, accettai e partii in un viaggio molto lungo: sono arrivata nell’affascinante e magica isola di Bali, Indonesia, dove sono stata poco più di un anno. Da lì nasce il vero percorso della ricerca.

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Il vino de Venissa. Una bottiglia numerata per salvaguardare un pezzo di Laguna
di Redazioneweb   
giovedì 03 dicembre 2020
ImageÈ stato un anno assai difficile, iniziato con la marea eccezionale del novembre 2019, seguito dalla terribile pandemia da cui non siamo ancora usciti. Tutte le attività hanno risentito e risentono della situazione presente e i dati economici rappresentano una crisi senza eguali almeno dal secondo Dopoguerra. Venezia e il suo sistema lagunare unico al mondo, stanno pagando un prezzo altissimo in questa crisi, tra le molte iniziative nate per porre un minimo argine alla voragine presente vogliamo raccontare quanto ideato a Venissa, la tenuta agricola con alloggio e ristoranti gestito dalla Famiglia Bisol a Mazzorbo, nel cuore della magnifica Laguna Nord. Venissa rappresenta il tentativo riuscito di rinascita e sviluppo delle tradizioni agricole e artigiane in Laguna, le sue vigne hanno portato il vino prodotto ai confini dell’acqua e dei colori dell’isola di Burano, ad una fama internazionale, raccontata in moltissime riviste di ogni continente.
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Cappa e spada. San Martino, una storia antica, tante tradizioni
di Redazioneweb   
giovedì 05 novembre 2020
Image11 novembre, San Martino. Non un giorno qualsiasi, almeno a Venezia, dal momento che alla tradizione del Santo a cavallo, passato alla storia anche iconografica per il suo gesto nell'intento di donare il suo mantello a un viandante povero, è legata indissolubilmente una golosa ricetta, che assume la consistenza di un dolce di pasta frolla a foggia del Santo a cavallo con tanto di copricapo, svolazzante mantello e elsa sguainata protesa verso l'alto, il tutto riccamente decorato di confetti e cioccolatini, contornato da un cordoncino di zucchero solidificato che ne traccia le forme. È il Sammartin conosciuto da tutti in città, con un nome pronunciato, frutto della crasi tipica lagunare.
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Ricetta originale. Cento calici d'autore per i cento anni di Select a Venezia
di Redazioneweb   
venerdì 11 settembre 2020
ImageEra il 1920 quando i giovani Fratelli Pilla, grazie alla loro esperienza liquoristica, diedero vita all’aperitivo Select nella distilleria nel Sestiere di Castello. Una scelta non casuale perché la Serenissima rappresentava una porta aperta verso l’Oriente, centro di scambio delle erbe aromatiche e delle spezie che ancora oggi rendono il Select l’ingrediente insostituibile per l’autentico Spritz Veneziano.

Nel 2020, in occasione del suo Centenario, Select sceglie la storica vetreria Salviati di Murano, che da oltre 160 anni incarna la grande tradizione vetraria veneziana, per la creazione di un’opera d’arte: una collezione in Limited Edition di cento calici per celebrare i cento anni di Select e reinterpretare in chiave contemporanea un’altra eccellenza veneziana.
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VENEZIANI A TAVOLA | Intervista a Walter Mutti
di Pierangelo Federici   
mercoledì 02 settembre 2020
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Quella di Walter è una storia che molti conoscono: era la notte tra il 12 e il 13 novembre scorso, Venezia si è trovata sola e disarmata davanti all’Adriatico gonfio e al vento a 100 chilometri l’ora che trascinava la marea a quota 187 centimetri.

 

L’Aqua Granda più alta, seconda soltanto a quella del ’66, strappava dagli ormeggi le imbarcazioni e le sbatteva come fuscelli sui masegni, invadeva i negozi, trasformava le calli in fiumi in piena, demoliva tutto, compresa la storica edicola delle Zattere che letteralmente spariva tra i flutti del Canale della Giudecca.

 

L’intervista

Walter, oltre al chiosco c’era anche tutto il suo contenuto, un mondo di carta. Hai dovuto lasciare che l’acqua si prendesse tutto. Immagino il senso di impotenza, nella rassegnazione. Chissà quante volte l’hai già raccontato, te la senti di farlo ancora per i miei lettori?

L’acqua in 20 minuti era cresciuta di 20 centimetri, tirava vento di scirocco, pioveva a dirotto e appena fiutato il pericolo sono tornato a casa. Poi il vento ha girato improvvisamente in garbin (libeccio ndr), portando via tutto, purtroppo.

 

Poi però succede qualcosa di davvero importante: in molti si ricordano che Venezia non è soltanto romantici canali e palazzi, i media cominciano a parlare anche del tuo problema e si organizza una bella iniziativa, un crowdfunding che riuscirà ad avere molto successo.

Una cosa incredibile! Ho faticato a crederci, quando l’amico Carlo Gardan ha dato il via a questa incredibile iniziativa. Dopo poco tempo la raccolta ha raggiunto migliaia di euro, grazie alla generosità di moltissimi amici, reali e virtuali.

 

Per cercare di sdrammatizzare citerò Roberto ‘Freak’ Antoni: «La fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo ». Dopo l’acqua alta arriva il Covid-19, con il conseguente lockdown e la città si paralizza nuovamente.

Purtroppo questa pandemia ha bloccato tutti, proprio mentre la città si stava risollevando...

 

Ora che hai inaugurato la tua nuova edicola “dov’era e com’era” non mi resta che chiederti: cosa ti aspetti dal futuro?

 Poter lavorare in tranquillità, con meno ansie. E soprattutto che il MOSE funzioni a dovere, non tanto per me ma per il bene di tutta la città.

 

Cambiamo argomento. Da giudecchino a giudecchino, hai festeggiato il Redentore anche senza fuochi?

Non me la sono proprio sentita, in un momento particolare come questo. Sarà per il prossimo anno!

 

Per chiudere, in questa mia rubrica non può mancare una domanda sulla cucina. Tu cucini per la sopravvivenza o sei un cuoco provetto?

Diciamo che nei momenti liberi mi piace cucinare, avendo imparato grazie a tutte le riviste di cucina che ricevo e vendo in edicola. Prova e riprova… qualcosa riesco a fare!

 

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Non solo cibo. Il Lido a tavola tra un film e l'altro
di Redazione   
mercoledì 02 settembre 2020
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Un breve viaggio al Lido cercando di appagare il palato, passando tra ristoranti celebri e tradizionali e locali informali, tra panini, pizze e dolci. Intanto prima di sbarcare in Isola va celebrata la riapertura dopo 6 mesi dell’Harry’s bar in calle Vallaresso, a capienza ridotta, aperto solo al piano terra.

 

La notizia rallegra il mondo intero, quello del cinema in primis, che ha amato da sempre questo minuscolo angolo di delizie. Arrivati al Lido, tra i vari ristoranti, due sono quelli che mantengono la tradizione della cucina tipica veneziana, quella classica e sempre attuale: la Trattoria Favorita, in via Duodo 33, e la Trattoria Andri, in via Lepanto 21. Altre certezze, spingendosi nel bellissimo borgo di Malamocco, sono rappresentate da Scarso e dal Relais Alberti, con i loro prodotti a km 0. Naturalmente se si volesse andare oltre l’isola e spostarsi a Pellestrina una tappa obbligata è Da Celeste, memorabile terrazza protesa sulla Laguna più vera. Il capitolo pizza, ma anche per ottima carne, vede sul podio El Cason e ancora da Tiziano o Stella. Un must la carne di primissima scelta al ristobirreria Madonna Nera in via Doge Michiel, con i consigli di Davide.

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Alta cucina. Nicely, decollo tra sapori autentici
di Redazione   
mercoledì 02 settembre 2020

ImageNell’affascinante isola del Lido c’è un’aerostazione che viene considerata tra le più belle al mondo. In effetti a guardare sin dall’iscrizione “Aeroporto Nicelli” nella palazzina centrale, sembra di riportare il calendario agli inizi dell’era del trasporto aereo, quando il viaggio aveva un fascino particolare fatto di mistero, scoperta e senso di avventura.

 

L’atmosfera riporta a un’epoca in cui i passeggeri erano viaggiatori e il dato storico che sorprende è il primato del Nicelli, che grazie all’attività della società Transadriatica S.A., divenne nel 1926 il primo aeroporto civile d’Italia con voli soprattutto su Vienna.

 

L’importanza del Nicelli risale agli anni del primo conflitto mondiale, in cui a difesa della città di Venezia e del suo immenso patrimonio artistico giunse una squadriglia aerea francese, la cui presenza segnò in positivo anche l’aspetto sociale e gastronomico locale.

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