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Un'estate in laguna. Alajmo & Sonino, per una nuova Certosa
di Fabio Marzari   
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Estate 2020, la più anomala e incerta tra le stagioni dal 1945 ad oggi. Abituati ai riti un po’ stanchi delle passate estati onnivore, avevamo scordato il significato e l’importanza delle bellezze di prossimità e sempre alla ricerca del nuovo, avevamo obliato il valore incommensurabile di un paesaggio che abbiamo la fortuna di poter vivere nella quotidianità.

 

Come un deus ex machina a sparigliare le carte nel tavolo di una poco allettante, almeno all’apparenza, Venezia in profondissima crisi di identità sono arrivati i fratelli Alajmo, che nello spazio di poche settimane hanno dato concretezza ad un locale – Hostaria in Certosa – che ha impresso una scossa positiva a tutta la Città, dimostrando come con i piagnistei non si ottenga più neppure la compassione.

 

Alla Certosa, un’isola polo della nautica da diporto e spazio verde amato e frequentato dal popolo dei naviganti lagunari, ha aperto, creato ex novo, un pop-up restaurant estivo in cui lo stile Alajmo, inconfondibile per qualità e livello di servizio, si coniuga con un menu di piatti semplici e buonissimi, con gli ottimi cocktail e aperitivi di ogni tipo preparati dal geniale Lucas Kelm, per segnare l’orologio del giorno, dal caffè o cappuccino del mattino al drink post cena, in cui godersi il mantello di stelle che impreziosiscono il blu della notte in Laguna.

 

 

La struttura, che può ospitare circa un centinaio di persone all’aperto e una trentina all’interno, più lounges e salottini, è situata alla fine del pontile ACTV e presenta i tratti di una moderna Hostaria dal design semplice, ma curato con molti dettagli nautici a partire dalle divise del personale realizzate con materiali tecnici, che ricordano quelle utilizzate dagli equipaggi degli yacht. È disponibile per chi volesse mangiare nella propria barca un servizio di take-away effettuando il ritiro direttamente ormeggiati presso uno stallo dedicato. A lanciare l’idea dell’Hostaria in Certosa a Raffaele Alajmo è stato Alberto Sonino, che da anni è impegnato nella tutela e miglioramento dell’Isola.

 

Image«Fino a poco più di un decennio fa», spiega Sonino, «la Certosa era una delle molte isole demaniali abbandonate della laguna. Nel recente passato ha ospitato attività militari, mentre in antichità vi sorgeva un magnifico complesso monastico. Strategicamente posizionata in adiacenza al centro di Venezia, tra il Lido e l’Arsenale, la Certosa è oggetto di un programma di rigenerazione urbana gestito dalla società Vento di Venezia che, attraverso un partenariato pubblico-privato col Comune di Venezia, ha bonificato l’isola e sta progressivamente trasformando lo stabilimento industriale militare dismesso in un grande parco naturale, attrezzato con servizi per gli ospiti e la nautica da diporto, ideale per passeggiate nel verde attraverso il variegato paesaggio naturale e gli scorci mozzafiato sulla laguna, picnic in famiglia e con amici: un’oasi aperta a tutti tra laguna, bocca di porto e centro storico». Il compito di pensare al menu, creando l’anima dell’Hostaria è spettato a Massimiliano Alajmo, che ha ideato una cucina facile, di immediata presa che si coniuga perfettamente con il senso di libertà suscitato da un ambiente libero in mezzo alla laguna. «Una cucina comprensibile, che rassicuri tutti i palati e che racconti, attraverso la semplicità, la bellezza del nostro territorio», spiega Massimiliano Alajmo.

 

Il menu prevede piatti realizzati con ingredienti locali come: i moscardini all’aglio, olio, limone e prezzemolo con patate bollite; la tartare di ricciola con insalatina e salsa tartara; gli spaghetti alle vongole, olio extravergine, peperoncino, sedano e pomodoro; o lo scartosso di calamari, cipolla e fiori di zucchina, fritti. Non mancano piatti di carne come il vitello in salsa tonnata con fagiolini e capperi all’aceto balsamico; e il Sandwich del Timoniere, un hamburger con patate fritte; e le preparazioni allo spiedo come il galletto alla senape e spezie rosse e la faraona alla salvia e rosmarino, tutte e due con patate arrostite. Per i vegetariani si possono trovare l’insalata di melone, anguria, cetrioli, sedano e basilico; riso bianco e nero, curry, peperoncino, curcuma, verdure estive, e passata di carote; la parmigiana di melanzane MariaPia (la mamma Alajmo); e una grigliata di verdure con olio e basilico.

 

È stato creato un piccolo orto, in fase di ampliamento con erbe aromatiche e alcune varietà di pomodori, per garantire sempre di più prodotti ‘Made in Certosa’ per la cucina. Anche i dolci, gelati e granite sono tutti prodotti Alajmo, così come attenzione estrema viene riservata ad ogni dettaglio, dal caffè di Gianni Frasi alle birre artigianali Baladin. Un’idea vincente, apparentemente semplice, pensata in primis per chi vive la Laguna come parte del proprio territorio di appartenenza, nata in un momento in cui è molto più facile stracciarsi le vesti che scommettere nel futuro. E se il futuro partisse proprio dal nucleo stesso della città e cioè dai suoi abitanti?

 

Hostaria in Certosa

Isola della Certosa- Venezia

(Aperto tutti i giorni: Bar caffetteria 9–24 | Cucina 12–15 / 19–22.30)

www.alajmo.it