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Home arrow CINEMA arrow VENEZIA77 | Inimitabile libertà. La notte del "più grande"
VENEZIA77 | Inimitabile libertà. La notte del "più grande"
di Massimo Bran   
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ONE NIGHT IN MIAMI
di Regina King
con Kingsley Ben-Adir, Aldis Hodge, Leslie Odom Jr., Eli Goree
(USA, 110’)
 

Ambientato durante la notte del 25 febbraio 1964, il film racconta la storia del giovane Alì, ancora per poco Cassius Clay, nel momento in cui diventa il nuovo campione dei pesi massimi al Miami Beach Convention Center. Contro ogni aspettativa, Clay/Alì sconfigge Sonny Liston. Mentre una grande folla si raduna a Miami Beach per festeggiare la vittoria, Clay/Alì, che non può restare sull’isola a causa delle leggi di Jim Crow sulla segregazione razziale, trascorre la nottata all’Hampton House Motel in uno storico quartiere nero di Miami. Qui celebra la vittoria assieme a tre suoi amici, e che amici! Malcom X, Sam Cooke e la star del football americano Jim Brown. 

 

 

 

La straordinaria foto che occupa la copertina di questo specialissimo numero di settembre 2020 del nostro city-magazine mensile «Venews» è stata scattata nel dicembre 2015 a New York City da Giuseppe Dall’Arche, fotografo di architetture contemporanee. Per chi ci legge da sempre, o quasi, forse saprà che quel signore lì ritratto su quel palazzo di Manhattan, vale a dire Muhammad Alì già Cassius Marcellus Clay, per tutti The Greatest senza se e senza ma, dal nostro primo numero da noi direttamente editato nel febbraio del 1997 chiude con nome, cognome e soprannome autoassegnatisi il nostro colophon in qualità di nostra Guida Spirituale. Curiosamente, e imperdonabilmente, mai sino ad ora gli avevamo dedicato una copertina. Ora finalmente colmiamo la grave lacuna. L’occasione ci è data dal film, presentato qui al Lido Fuori Concorso, One Night in Miami dell’attrice afroamericana già premio Oscar Regina King, qui alla sua opera prima da regista.

 

In un’epoca in cui i personaggi che infiammano le coscienze, gli animi, i sogni di giovani e meno giovani sono ridotti a figuranti da avanspettacolo stile legionari de noantri, in primis le varie star della pedata stile CR7, Ibrahimovic e consimili ‘gladiatori’, lo sport che va oltre lo sport non può non rimpiangere colui che fu davvero e di brutto il più grande, ben oltre la smargiassa provocazione che amava sbattere in faccia al mondo e stampare sui suoi accappatoi. Ricordare questa straordinaria figura sportiva, politica, teatrale del ‘900 non riesce mai a farsi esercizio retorico, perché rivedere oggi la sua ‘opera’ è ancora maledettamente e autenticamente emozionante oltre ogni fanfara. Nessuno come questo irresistibile affabulatore ha saputo concentrare in un corpo e in una testa sola al contempo un coraggio pazzesco, un’intelligenza vivida, un innato senso avanguardista che lo poneva sempre in stra-anticipo sui tempi.

 

Un talento sportivo modernissimo, che univa forza e leggerezza, danza e potenza, una naturalezza sulla scena da attore consumato, cinema allo stato puro, una musicalità straripante che trascinava via con sé il mondo, con quel suo rappare irresistibile vent’anni prima che questo genere nascesse ufficialmente. Difficile chiedere di più, rimpiangere di più. Tutto questo concentrato non certo solo idilliaco, che anzi nelle sue contraddizioni riponeva il suo fascino narrativo, tutta questa storia umana che ha restituito come forse nessun’altra vicenda individuale la storia complessa e avvincente della modernità, per noi hanno rappresentato e rappresentano ancora un modello di ispirazione mentale senza pari. Quando penso che vorrei produrre uno scarto, un salto in avanti in qualche percorso, progetto, la mente va rapida ad Alì, uno che non aveva paura di rischiare per migliorare, uno che semplicemente non si sapeva accontentare, perché non voleva e quindi non poteva. Un uomo vivo oggi come non mai, ispirazione mai meccanica anche per chi in questi mesi, in questi giorni, pure nello sport (vero Lebron?), sta prendendo posizione sempre più forte e diretta contro questo cancro razziale che negli Usa non guarisce mai. Un uomo consegnato al futuro per sempre. Del resto, associare Alì al passato è il più grande degli ossimori immaginabili.