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La musica oltre la storia. Il Teatro La Fenice ospita la Cerimonia per il Giorno della Memoria
di RedazioneWeb3   
giovedƬ 21 gennaio 2021

ImageAnticipate da importanti approfondimenti operati da parte di diverse istituzioni veneziane durante tutto gennaio, le celebrazioni 2021 del Giorno della Memoria si aprono ufficialmente al Teatro La Fenice il 24 gennaio alle ore 11, con un evento in live streaming.

 

Il Coro diretto dal maestro Claudio Marino Moretti, con il contralto, Valeria Girardello, e al pianoforte e fisarmonica, Ulisse Trabacchin, eseguiranno il seguente programma: dal Nabucco di Giuseppe Verdi, Gli arredi festivi giù cadano infranti; Ich wandre durch Theresienstadt di Ilse Werbe; dal Nabucco di Giuseppe Verdi, Va pensiero sull’ali dorate; Wiegala di Ilse Weber.


Il tempio della musica di Venezia diventa il luogo ideale per rendere omaggio alla Memoria di persone e di fatti che devono rimanere vivi nella coscienza di tutti oltre il tempo e la storia.

 

Il rapporto tra musica e memoria è molto stretto e si svolge non solo sul piano personale, la musica ha una funzione importantissima per la memoria collettiva, diventando una vera a propria fonte di informazioni storiche, un prezioso strumento per il ricordo e la ricostruzione di avvenimenti, con un effetto catartico sui sentimenti.

 

La musica è anche un elemento fondamentale nella cultura ebraica come viene sottolineato dal comparto Education online del Teatro La Fenice, che propone mercoledì 27 gennaio nell’ambito del progetto La Fenice ti racconta online la scoperta animata e musicale di Brundibar di Hans Krása, opera per ragazzi basata su un libretto di Adolf Hoffmeister che venne eseguita ufficialmente per la prima volta il 23 settembre 1943 nel lager di Terezín, nella Cecoslovacchia occupata dai nazisti.

 

Le illustrazioni di Chiara Tronchin raccontano ai bambini la storia di Aninka e PepíĨeck, i bambini protagonisti della composizione. La storia, in apparenza, non tocca neppure lontanamente i temi della deportazione e della vita nel lager: è il semplice racconto di buoni sentimenti infantili che si contrappongono alla cattiveria di un adulto – il suonatore di organetto Brundibar – che assomiglia a una sorta di perfido Mangiafuoco. Grazie alla collaborazione di tre animali – un cane, un gatto e un passero – i due bambini riusciranno a liberarsi di lui e dell’orrore dilagante causato dalla sua malvagità, acquisendo la consapevolezza che «la forza è nata dall’union».

Brundibár è una storia dolorosa ma piena di speranza: opera per voci bianche del compositore ceco Krása, uno dei tantissimi musicisti che persero la vita nella tragedia dell’Olocausto, fu composta nel 1938 per un concorso di opere per bambini che non si svolse mai e venne rappresentata per la prima volta, clandestinamente, nel 1942 nell’orfanotrofio ebraico della Praga occupata dai nazisti, quando il compositore era già stato deportato a Theresienstadt e le autorità tedesche avevano proibito ogni manifestazione culturale ebraica. 

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Con le deportazioni del 1943, quasi tutto il cast si ritrovò insieme a Terezín, tanto che Krása decise di ricostruire l’intera partitura dell’opera, adattandola agli strumenti a disposizione all’interno del campo di concentramento: flauto, clarinetto, chitarra, fisarmonica, piano, percussioni, tromba, quattro violini, un violoncello e un contrabbasso. All’inizio le prove dell’opera si svolsero di nascosto, ma cambiò tutto quando le autorità naziste decisero di sfruttare questa produzione a fini di propaganda, per mostrare che le condizioni di vita nel lager erano ottimali e che vi si svolgevano anche attività artistiche e culturali. Tra le tante rappresentazioni dell’opera, è tristemente nota la replica che venne allestita nel giugno 1944, in occasione della visita di una delegazione della Croce Rossa, venuta a ispezionare il campo; quello che la Croce Rossa non sapeva all'epoca era che la realtà era ben diversa: dopo l’ultima rappresentazione del settembre 1944, la maggior parte degli interpreti e degli spettatori, incluso il compositore Krása, furono deportati e uccisi ad Auschwitz.

 

www.teatrolafenice.it