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Home arrow TEATRO arrow Alchimisti all’opera. L’incantesimo dei colori di Ricci/Forte: il Teatro riparte dall’Uomo
Alchimisti all’opera. L’incantesimo dei colori di Ricci/Forte: il Teatro riparte dall’Uomo
di Chiara Sciascia   

ricci-forte11.jpgSono trascorsi esattamente dieci anni. Era il 18 novembre 2010, Biennale Teatro, edizione 38. Mi trovavo sprofondata in una poltrona tra le prime file della platea del Teatro Goldoni, in scena Macadamia Nut Brittle di Ricci/ Forte.

 

Sul mio volto si susseguivano una moltitudine di espressioni diverse, dallo stupore al disgusto, dalla compassione alla rabbia. Una lacrima bruciava gli occhi per uscire, un sorriso abbozzato lasciava il passo a una risata amara, e poi quel fremito alla bocca dello stomaco, quasi ti morsicasse un po’ di vergogna per il tuo stesso cinismo. Quella sera uscii dalla sala ‘nuda’, privata di uno strato di epidermide, vagamente stordita, avvolta da un groviglio di sensazioni che non avrei saputo descrivere a caldo.

Era il mio primo, indimenticabile incontro con il teatro di Ricci/Forte; come un’ingenua Alice precipitata nella tana del Bianconiglio, attirata da uno dei miei gusti preferiti del gelato Häagen-Dazs, finii catapultata nell’universo lisergico, psichedelico e spietatamente reale del duo teatrale milanese, che oggi, una decade più tardi, con sincero entusiasmo e malcelata curiosità ritrovo alla guida della stessa Biennale Teatro per i prossimi quattro anni. Autori-registi di culto del teatro di ricerca italiano, riconosciuti a livello internazionale come una delle realtà più rappresentative della scena contemporanea, Stefano Ricci e Gianni Forte lo scorso 27 ottobre sono stati infatti nominati direttori del settore Teatro dal Presidente Roberto Cicutto insieme al cda della Biennale per il quadriennio 2021-2024.

Dopo gli anni di formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico con Luca Ronconi e alla New York University con Edward Albee, Ricci e Forte formano l’omonimo ensemble nel 2005 e l’anno successivo debuttano con Troia’s Discount, che conquista immediatamente l’attenzione di pubblico e critica. Il loro sguardo lucido e feroce sul contemporaneo sfocia in un linguaggio onirico in cui la poesia è l’unico antidoto allo sconforto: Ploutos, da Aristofane, vince il premio della Critica come migliore drammaturgia alla Biennale Teatro 2008.

 

Seguono il sopracitato Macadamia Nut Brittle, Abbastarduna, con la regia di David Bobée, Pinter’s Anatomy e Grimmless, altra indimenticabile messa in scena al Teatro Fondamenta Nuove per il Festival del 2011, Imitationofdeath, 100% Furioso al NET Festival di Mosca, Still Life, che si aggiudica l’Oscar come miglior spettacolo straniero nel 2017 al Festival Internazionale Teatro Mercosur di Cordoba in Argentina, Darling (ipotesi per un’Orestea), TroiloVSCressida. E ancora La ramificazione del pidocchio, PPP – Ultimo inventario prima di liquidazione, entrambi sull’universo poetico di Pier Paolo Pasolini, e Easy To Remember, omaggio alla poetessa russa Marina Cvetaeva.

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Ricci/Forte attraversano svariati mondi, scandagliando territori inesplorati con una visione sempre dettata da una curiosità vitale, passando dal teatro alla lirica, che li incorona con il Premio Abbiati 2018 per la regia di Turandot al Macerata Opera Festival, alla tv, per cui scrivono fiction di successo e si mettono alla prova come conduttori nel recente “doc on the road”, Hic Sunt Leones, realizzato per Rai3, in cui alla guida di un camper girano il Paese dando voce a piccoli grandi eroi, veri “leoni” del quotidiano. Il progetto di Ricci/Forte per il quadriennio in Biennale si articola in una tetralogia, scandita da diversi colori, cieli differenti sotto i quali disegnare nuove relazioni tra le arti e far germinare qualcosa nel tempo.

 

 

macadamia.jpgDomanda ontologica: cos’è per Ricci/Forte il teatro?
De te fabula narratur diceva Orazio nelle sue Satire: il teatro dal vivo – nella sua unicità di media più longevo e generatore di dubbi – è una fonte di conoscenza di noi stessi e del mondo intorno a noi; è un forum, una piattaforma con una funzione di servizio pubblico e nutrimento fondante della vita quotidiana di tutti i cittadini e conseguentemente della crescita del nostro Paese. Il teatro è stato e resterà sempre il cavallo di Troia per prendere la città, permettendoci di riavvicinarci alla sua arena come luogo di vita condivisa e di discussione pubblica, così come si faceva nell’antica Grecia. Per restituire quella coscienza politica e poetica che rende adulto uno Stato, per risollevarci dalle secche della banalizzazione culturale e combattere la desertificazione dello spirito.

Una direzione nel segno della continuità oppure un cambio di rotta, in un momento storico come il nostro in cui i sipari sono letteralmente calati all’interno di sale vuote?
La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Anche se in questo tempo storto e buio per la Cultura dobbiamo fare i conti con una vertiginosa incertezza che pende sulle nostre teste come una spada di Damocle, noi Ricci/ Forte – con le armi dello stupore poetico e come due guerriglieri che guardano la realtà con i loro occhi, senza alcun filtro, per proporre uno sguardo critico su quello che attraverseremo in futuro e offrire una nostra visione del mondo che guarda oltre il recinto di casa – siamo pronti per partire alla volta di magnifiche avventure della creazione sia artistica che umana. Il nostro progetto per l’edizione 2021–2024 di Biennale Teatro si delineerà e prenderà la forma di una tetralogia, composta appunto da quattro parti con una matrice tematica differente per ciascun anno, centrata sull’esplorazione dell’Uomo oggi e delle sue complesse sfaccettature, alla maniera de la Comédie Humaine di Balzac, e legata simbolicamente ad uno specifico “colore”, un pigmento che agirà da principio attivo e ci ‘contagerà’ emotivamente, rivelando un’altra percezione del pianeta che abitiamo, senza tralasciare l’evoluzione del carattere e del comportamento di noi stessi. Sarà un cantiere di progettazione e scambio, di sperimentazione, un laboratorio alchemico di idee, in collaborazione con le altre sorelle e fratelli di Biennale: ibrideremo arcipelaghi linguistici/ visuali/acustici/materici per permettere allo spettatore di tirare fuori da questo cilindro magico incantesimi caleidoscopici.

www.labiennale.org