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CORTINA 2021 | I nostri pronostici. Chi sale e chi... scende!
di Massimo Bran   

italo-lupi-cortina-living-corriere-02-660x4401.jpgEra ora. Dopo 80 anni ritornano, finalmente!, i Mondiali di sci alpino nell’ineguagliabile scenario dolomitico di Cortina d’Ampezzo. Eravamo in pieno crepuscolo del regime fascista, a guerra mondiale già in corso, in un tempo in cui lo sci era davvero cosa da pochi, pochissimi. Un’edizione, quella del 1941, che poi verrà considerata tra l’altro non valida per l’esiguità del numero di partecipanti visto il periodo.

 

Vedere quelle immagini incredibili dell’Istituto Luce che qui vi restituiamo fa capire di che razza di matti veri erano questi che scendevano in libera senza casco, con attacchi liberi, senza protezione alcuna, insomma, un circo di acrobati senza rete. Sembrano secoli, ma in fondo non ne è passato neanche uno. Eppure è davvero un’altra età. Non che oggi lo sci non sia sempre uno degli sport più al limite, in cui il rischio dà del tu a ogni giornata di questi atleti bionici; infatti gli infortuni sono pane quotidiano. Ma certo attrezzatura tecnica, sicurezza, assistenza in pista, protezioni consentono oggi a questi atleti di rischiare cose impensabili ai comuni mortali in condizioni sempre più “sicure”.

 

Di sicuro lo sci, un tempo come oggi questo sì egualmente, tra tutti gli sport, individuali e non, è forse quello maggiormente condizionato dalla varietà dei tracciati e anche delle condizioni meteo. Nell’arco di una stagione la somma di trenta e più gare consente davvero ai migliori di vincere le varie Coppe del Mondo, siano esse quella generale, naturalmente la più ambita, o quelle di specialità. Difficile, anzi praticamente impossibile, che un carneade qualsiasi possa fare propria la coppa di cristallo, perché si tratta di andare almeno mediamente forte in tutte le discipline, su tutti i tracciati e con tutte le variabili atmosferiche. Pochissimi hanno vinto la Coppa del Mondo generale come sorprese assolute.

 

Tra i maschi come dimenticare, ahinoi…, il carpentiere svizzero Pauli Accola, che nel 1992 sottrasse per pochissimo il trofeo di cristallo a uno straripante Alberto Tomba con una stagione da formica vincente che neanche lontanamente mai più ripeterà. Oppure lo scorso anno il norvegese Kilde, assolutamente non tra i favoriti, che con una sola gara vinta si aggiudicò, grazie (ahinoi/2) anche al gravissimo infortunio che chiuse prematuramente la stagione del nostro fuoriclasse della velocità Paris, con decine di piazzamenti nei 10 la Coppa generale. Ad onor del merito va detto che il norvegese quest’anno stava conducendo una stagione assai migliore di quella che lo vide vincitore lo scorso anno, stagione purtroppo interrotta anche per lui dalla rottura del crociato.

 

Ma insomma, a parte rarissime eccezioni, la Coppa la vince sempre il migliore, o quantomeno uno dei migliori. Nelle gare secche per le medaglie, invece, siano esse mondiali o olimpiche, la sorpresa è molto più nelle cose. Una gara è una gara, per cui decine di volte capita che uno che non ha mai manco messo piede sul podio si inventa la prestazione della vita e si porta a casa l’oro. A ben scorrere l’albo d’oro di queste grandi competizioni va anche detto, però, che nella lista dei medagliati non manca quasi nessuno dei fuoriclasse che hanno fatto la storia di questo sport. Eppure qualcuno di loro non ha mai vinto un oro, vedi ad esempio Girardelli alle Olimpiadi, anche se poi ha fatto incetta di medaglie ai Mondiali. Sono gare, quindi, in cui tensione, condizione psico-fisica del momento, tracciato, pettorale, condizioni meteo sono tutte variabili che nel loro insieme possono creare gli ideali presupposti per qualche colpaccio a sorpresa.


cortina1941.png Certo, se, per dire, la discesa maschile si facesse sempre a Kitzbuhel o a Bormio, beh, allora le speranze di outsider vari sarebbero praticamente nulle, perché le difficoltà incredibili di questi tracciati non lasciano spazio a sorpresa alcuna. Lì vincono solo e sempre i più forti. Ma i Mondiali e le Olimpiadi, ed è questo anche il bello, cambiano a ogni edizione scenario, e quindi…
Diciamo che Cortina mentre per le gare femminili presenta dei tracciati abbastanza selettivi e ben conosciuti da tutte le atlete che ogni anno gareggiano in Coppa sull’Olimpia delle Tofane, per le gare maschili rappresenta una totale incognita, visto che è da tempo immemore che non ospita gare e che soprattutto, parlo delle discipline veloci, le competizioni di questi mondiali verranno svolte in una pista tutta nuova, la Vertigine, provata giusto due anni fa per i campionati italiani una volta sola, occasione in cui Innerhofer si ruppe tra l’altro i legamenti. Doveva essere testata alle finali di Coppa del Mondo lo scorso anno, ma come è noto il Covid fece saltare tutto. Quindi una vera incognita, sì.

 

Per tutta questa somma di ragioni fare previsioni su chi si accaparrerà le varie medaglie in palio, perciò, è impresa sempre azzardata in queste grandi competizioni globali di un giorno, ancor più alla luce di tracciati nuovi. Ma noi ci proviamo lo stesso. Bisogna pur divertirsi anche prima delle gare no?

FEMMINILE


Discesa Libera F: beh, qui la favorita assoluta senza se e senza ma sarebbe stata la nostra strepitosa, in tutti i sensi proprio, fuoriclasse Sofia Goggia, dominatrice assoluta, con ben 4 vittorie e un secondo posto su 5 gare sin qui disputate, della stagione. Purtroppo sappiamo tutti che non ci sarà a Cortina, perché con lei la sfortuna ci vede sempre benissimo visto l’infortunio assurdo capitatole a Garmisch la settimana scorsa, l’ennesimo di un’infinita serie. Senza di lei ora il pronostico è apertissimo. Se la giocano la rinata fuoriclasse elvetica Lara Gut, l’incredibile ceca Ana Ledecka, capace di vincere sia con gli sci che con lo snowboard (!), la svizzera Corinne Suter, sin qui regolarissima e, se è vero come si dice che si sta allenando nella velocità in questi giorni proprio in vista delle gare iridate, Mikaela Shiffrin, semplicemente già la più grande sciatrice di tutti i tempi reduce da un anno critico per via della morte improvvisa del padre. Lei è una che può vincere tutto, sempre, anche al 70 % della condizione. Per noi qualche speranza per Federica Brignone e Elena Curtoni, ma sarà dura prendersi il podio qui.
Nostro podio: 1) Ledecka; 2) Gut; 3) Suter

 

Supergigante F: una favorita, una senza discussioni, Lara Gut, assoluta dominatrice della stagione nella specialità e in piena striscia vincente. Anche qui la Goggia avrebbe detto la sua, ma per noi ci sono comunque buone speranze per Brignone e la divina Marta Bassino, dipenderà dal disegno del tracciato, in particolare per quest’ultima, che sul ripido e sul tecnico non ha rivali. Tra le favorite vedo ancora Ledecka e Suter, ma anche Shiffrin e Vlhova, che pur non essendo una specialista è un animale da gara come poche un po’ ovunque.
Nostro podio: 1) Gut; 2) Shiffrin; 3) Brignone

 

Slalom Gigante F: questa è tra tutte la gara del nostro dream team. Bassino favorita assoluta, seguita da Brignone, Gut, la rinata francese Worley, Shiffrin, Vlhova, Gisin. La Bassino in gigante scia per classe, pulizia, leggerezza come solo la Compagnoni prima. La Brignone sta in mezzo tra i due opposti Bassino e Goggia, totalmente wild quest’ultima: tecnicamente superlativa, cattiva agonisticamente, ma con una sciata a rischio per quelle pieghe sempre al limite. Qui dobbiamo vincere.
Nostro podio: 1) Bassino; 2) Worley; 3) Brignone

 

Slalom F: terreno di caccia assoluta di Shiffrin in questi ultimi anni, ossia da quando è apparsa nel circuito bianco. Quest’anno però, per le ragioni dette sopra, sinora ha dovuto inchinarsi alla supremazia della Vlhova. Loro due nettamente le favorite. A distanza le elvetiche Holdener e Gisin e le austriache Liensberger e Truppe. Purtroppo è la gara in cui le nostre sono più deboli, con praticamente zero chance da podio. Un paio di giovani che se una di loro arriva tra le 15 è già gran bene e la sola Irene Curtoni con chance di arrivare tra le 10, ma sul podio a meno di un miracolo…
Nostro podio: 1) Shiffrin; 2) Vlhova; 3) Liensberger

 

Slalom Parallelo F: la gara-non gara. Personalmente, ma sono in buona e vasta compagnia, la gara tecnicamente più insignificante dello sci, roba da esibizione cittadina. Per lo spettacolo ci si diverte anche, per via dell’eliminazione diretta, ma lo sci è un’altra cosa, via. In quanto gara dai contenuti tecnici irrilevanti per facilità del disegno, tra tutte le sei discese per il titolo la più impronosticabile. Ecco, questo sì che è l’ideale terreno di caccia per la carneade di turno. Ad ogni modo in cima mettiamo le solite Shiffrin e Vlhova, seguite in gruppo da Gut, Bassino, Brignone, Hector, Holdener…
Nostro podio: 1) Vlhova; 2) Bassino; 3) Shiffrin

Combinata F: fino a una manciata di anni fa molti, tra cui il sottoscritto, definivano questa competizione la gara-non gara. Oggi è assurta a un grado di nobiltà leggermente superiore poiché tale qualifica non proprio esaltante gli è stata sottratta, come appena detto sopra, dal Parallelo. Ciò detto, rimane sempre di gran luga una gara di serie B. Sommare una discesa, o un seperg, accorciata a una manche di slalom toglie un bel po’ di contenuti a quella che dovrebbe essere una gara tra i top del mondo. Infatti, se andate a dare un’occhiata agli albi d’oro di Olimpiadi e Mondiali alla voce Combinata troverete altro che carneadi! Più di qualche medagliato non è neppure mai arrivato nei 10 in Coppa del Mondo... Un tempo, da Thoeni a Girardelli almeno, due tra i più grandi polivalenti della storia, la combinata era il risultato di una somma tra discesa libera e slalom svolte in un week end di Coppa del Mondo, su tutte quelle di Kitsbuhel e di Wengen. Solo dopo si decise di costruire una gara ad hoc con mezza discesa e mezzo slalom in una stessa giornata. Quindi un tempo era il risultato di una somma di due gare vere. Anche se comunque erano pochi, soprattutto i discesisti, a scendere in entrambe le specialità e quindi comunque rimaneva una gara di serie B. Ai tempi di Stenmark c’è stata gente come Peter Luescher o Andreas Wenzel che han vinto Coppe del Mondo quasi solo grazie alle combinate che il taciturno vichingo mai faceva. Ma anche lo stesso Tomba ne ha perse un paio di Coppe per questo. Insomma, tutto questo panegirico per dire che non è certo questa la gara che ogni sciatore da giovane punta a vincere, ecco. Ciò detto, ci sono pur sempre medaglie in palio, quindi…procediamo!
Solitamente, anche se meno rispetto a un tempo, un po’ più favorite sono le polivalenti di area tecnica, slalomistica diciamo, perché su questa specialità le discesiste fanno davvero fatica, molto più che gli slalomisti in discesa. Ovviamente dipende dal disegno del tracciato: meno angoli presenta più le velociste vedono aumentare le proprie possibilità. Qui noi ci giochiamo parecchie chance sia con Brignone che con Bassino e forse pure con Curtoni. Ma ovviamente il trio delle meraviglie Shiffrin, Gut, Vlhova rimangono le favoritissime.
Nostro podio: 1) Shiffrin; 2) Brignone; 3) Vlhova

cortina2021.jpg

MASCHILE


Discesa Libera M: è la gara in cui abbiamo più speranze, in un quadro complessivo davvero povero in casa azzurra, come non mai direi. Abbiamo un solo, vero campione, un fuoriclasse direi, in nazionale e questo è Dominik Paris. Purtroppo ci vuole tempo a guarire di testa, in sicurezza, dopo essersi lacerati i legamenti. Già comunque terzo a Bormio, lui il podio lo vede, eccome. Innerhofer fatica sui piani come si sa, ma sul difficile scia come nessuno e a Kitzbuhel l’ha fatto un’altra volta vedere. Più difficile per lui la medaglia, ma può provarci. I due favoriti sono lo svizzero Feuz, grande tecnica e ottima scorrevolezza, appena reduce dalla doppietta a Kitz, e il continuo e vincente austriaco Matthias Mayer. A seguire il tedesco Baumann, l’imprevedibile americano Cochran-Siegle e, perché no!, l’irriducibile nonnetto quarantenne transalpino Clarey.
Nostro podio: 1) Paris; 2) Mayer; 3) Feuz

 

Supergigante M: gara apertissima, senza un dominatore vero, un po’ come in quasi tutte le gare maschili a parte il gigante di Monsieur Pinturault. Che vedrei bene sul podio anche in superg, sì, anche se dipenderà dal tracciato, dalle curve più o meno strette che disegneranno. Gli austriaci Kriechmayr e Mayer i favoriti, con alle spalle gli elvetici Caviezel e Odermatt. Da tenere d’occhio il campionissimo norvegese Jansrud, in decisa flessione negli ultimi due anni ma capace sempre di piazzare la zampata. Per noi più difficile, ma non però così proibitivo, il podio, sia con Paris che con Innerhofer. Se tracciano angolato Inner può dire la sua.
Nostro podio: 1) Mayer; 2) Odermatt; 3) Jansrud

 

Slalom Gigante M: Pinturault favorito d’obbligo e di gran lunga. Però alle sue spalle spingono giovani ipercompetitivi, a partire dalla rivelazione dell’anno Zubcic, primo croato a vincere in Coppa del Mondo lo scorso febbraio in Giappone e a dicembre a Santa Caterina Valfurva dopo il grande Kostelic. Occhio anche agli svizzeri Odermatt e Meillard e allo sloveno, in verità un po’ in calo, Kranjec. E poi c’è il fuoriclasse in potenza, ma in certi anni anche di fatto, Kristoffersen: il norvegese è alle prese con la sua annata più difficile, anche se appena reduce da una grande vittoria dopo una catena di fallimenti in slalom, dove è comunque più forte, a Chamonix. Per noi notte abbastanza fonda. L’unico che può nutrire qualche flebilissima speranza di podio è De Aliprandini, raramente capace di sommare due manches buone. Chissà…, il talento non gli manca sul difficile.
Nostro podio: 1) Pinturault; 2) Zubcic; 3) Meillard

 

Slalom M: tra tutte la gara più aperta, con il solo Kristoffersen ad averne vinte due quest’anno. Era in crisi nera come detto, ma è tornato. Primo favorito lui. Poi vedo bene il talentuoso giovane francese, già vincitore di sette slalom in Coppa, Clement Noel, i regolarissimi Schwarz, Austria, e Zenhausern, Svizzera, nonché il pirotecnico, sempre a rischio gambe all’aria, e divertente austriaco Feller. Qualche lieve speranza anche per Pinturault: se trova la giornata ideale è capace di vincere anche tra i pali stretti. Per noi durissima. Avremmo un talento assoluto, quell’Alex Vinatzer dominatore con Noel nei mondiali juniores, poi già sul podio in Coppa, capace quest’anno di un quarto e terzo posto consecutivi rispettivamente in Alta Badia e a Madonna di Campiglio, poi però incappato in una serie infinita di uscite che l’hanno totalmente indebolito mentalmente. Se si pulisce la testa per lui il podio potrebbe essere tutt’altro che chimerico. Per il resto i “nonni” Moelgg, Razzoli e Gross, in particolare il primo, possono ambire massimo a una posizione tra i dieci.
Nostro podio: 1) Kristoffersen; 2) Noel; 3) Feller

 

Slalom Parallelo M: vedi alla voce femminile, ossia gara non gara. Una roulette russa in cui tra i primi venti può vincere praticamente quasi chiunque. Metto il mattocchio Feller tra i miei auspicati vincitori, più che favoriti. Poi, visto che nelle gare vere abbiamo poche speranze, piazzo lì pure il Vinatzer. Vedo bene l’inglese Ryding, il russo Khoroshilov, l’austriaco Schwarz, massì! Però se il bulgaro Popov
Nostro podio: 1) Feller; 2) Schwarz; 3) Vinatzer

 

Combinata M: vedi anche qui alla voce femminile, ossia ex gara-non gara. Non sappiamo oggi se Paris sarà della partita, ma non credo, e neppure se lo sarà Innerhofer, due che in Coppa hanno già visto più volte il podio. Il migliore dei nostri potrebbe essere Tonetti, ma davvero sarà difficile che arrivi tra i tre. I francesi sono i primi favoriti, Pinturault per l’oro e Muffat Jeandet per un altro metallo. Vedo bene anche Schwarz e l’elvetico Odermatt. Tra i discesisti solo i nostri due avrei visto in lizza per una medaglia, su altri non scommeterei un cent.
Nostro podio: 1) Pinturault; 2) Odermatt; 3) Muffat Jeandet (o Paris se parteciperà)

FEMMINILE E MASCHILE INSIEME


Parallelo a Squadre: qui la gara-non gara diventa una festa in cui si mescolano festosamente i due sessi. Diciamo che è tra tutte la competizione più allegra dei Mondiali. Ci sono comunque sempre medaglie pesanti in palio, quindi sarà impegno vero, questo è sicuro. Noi tradizionalmente nei team-event facciamo sempre, da quel poco tempo in cui questa “specialità” è stata inserita in calendario, cilecca. Mai una medaglia che sia stata una. Ma a forza di dai e dai, per la legge dei grandi numeri, prima o poi… Norvegia, Austria e Svizzera le superfavorite ad ogni modo.
Nostro podio: 1) Austria; 2) Italia; 3) Norvegia