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Segnali di normalità. Gritti, Danieli, St. Regis, Heureka aperti per Venezia
di Fabio Marzari   
giovedì 11 febbraio 2021
ph_madeline_lou_ig_lumadeline.jpgIn questo tempo incerto, marcato da preoccupazioni infinite, ogni segnale che rifletta un’inversione positiva di tendenza va accolto con entusiasmo, specie a Venezia, città martoriata dagli esiti della pandemia, da un anno tristemente svuotata di turisti e di introiti. Non è facile trovare la sintesi tra le esigenze legittime di una città che deve vivere anche e soprattutto grazie ai suoi abitanti e le attese di milioni di persone che vogliono potersi immergere almeno per un paio di giorni, nelle atmosfere uniche di una città patrimonio dell’Umanità.

Il futuro immediato di Venezia dipende dal risultato di una virtuosa messa a sistema che sappia conciliare una nuova ed essenziale residenzialità con i flussi turistici, meno aggressivi rispetto al passato più recente, e maggiormente rispondenti alla delicata struttura della città.

 

Riaprono gli hotel

La riapertura degli iconici hotel che hanno reso negli anni Venezia una destinazione mondiale di primissimo piano, rappresenta un principio di ritrovata volontà di ripartenza.

 

The Gritti Palace, L'Hotel Danieli e il St. Regis aperti da subito e a breve anche Heureka (dal 5 marzo) e in primavera il JW Marriott Venice Resort&Spa (dal 29 aprile) stanno a significare che la volontà di guardare oltre il muro del presente sta prendendo il sopravvento e da subito anche per gli stessi veneziani o per gli utenti in prossimità geografica, si offre l’opportunità di una pausa confortevolissima nei bar e nei ristoranti degli hotel per gustare in totale sicurezza la squisita ospitalità veneziana declinata al meglio.

Un caffè, un drink, o un lunch negli spazi ricchi di storia dei palazzi che hanno ospitato illustri personaggi, unitamente agli agi della contemporaneità diventano un rimedio per l’anima così duramente messa a soqquadro in questi mesi allucinanti.

Prendere confidenza con luoghi della città che sono intrisi di venezianità, ma al tempo stesso sanno intercettare i flussi delle idee senza confini, rappresenta un’istanza necessaria e aiuta a comprendere quanto sia indispensabile per un nuovo modo di vivere il futuro prossimo a Venezia, dialogare con i viaggiatori di un tempo complesso e non con i turisti dal selfie compulsivo e distratto.

Ben vengano dunque nuovi ospiti a godere di alberghi esclusivi, con viste mozzafiato sulle architetture serenissime e siano il viatico di una nuova stagione, sicura, consapevole e responsabile.

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