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[BREATHING] Barack Obama. In no other country
di Redazioneweb   
domenica 26 luglio 2020

barack-obama-oct-2018-smiling.jpg"I am the son of a black man from Kenya and a white woman from Kansas. I was raised with the help of a white grandfather who survived a Depression to serve in Patton’s Army during World War II and a white grandmother who worked on a bomber assembly line at Fort Leavenworth while he was overseas.

I’ve gone to some of the best schools in America and lived in one of the world’s poorest nations. I am married to a black American who carries within her the blood of slaves and slaveowners – an inheritance we pass on to our two precious daughters. I have brothers, sisters, nieces, nephews, uncles and cousins, of every race and every hue, scattered across three continents, and for as long as I live, I will never forget that in no other country on Earth is my story even possible.

 

Sono figlio di un uomo di colore nato in Kenya e di una donna bianca del Kansas. Sono cresciuto con l’aiuto di un nonno bianco che sopravvisse alla Depressione e durante la Seconda guerra mondiale prestò servizio nell’armata del generale Patton, e di una nonna bianca che mentre lui combatteva oltreoceano costruiva bombardieri alla catena di montaggio a Fort Leavenworth.

 

Ho frequentato alcune delle migliori scuole americane e ho vissuto in una delle nazioni più povere al mondo. Sono sposato con un’americana nera nelle cui vene scorre il sangue di schiavi e proprietari di schiavi, un’eredità che abbiamo trasmesso alle nostre due amate figlie.

 

Ho fratelli, sorelle, nipoti, zii e cugini di ogni razza e colore, sparsi in tre continenti, e finché avrò vita, non dimenticherò mai che in nessun altro Paese della terra sarebbe possibile una storia come la mia.

Dal discorso di Barack Obama a Philadelphia, 18 marzo 2008