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Professione Teatro. Giorgio Ferrara, nuovo direttore artistico del Teatro Stabile del Veneto
di Redazioneweb   

Malgrado i mesi di sosta forzata dei palcoscenici in tutta Europa causa pandemia, il Teatro Stabile del Veneto segna un nuovo importante traguardo con la nomina del nuovo Direttore Artistico per il prossimo triennio in sostituzione di Massimo Ongaro, che dopo un settennato lascia il suo incarico alla fine del mese di marzo. La scelta del CdA è caduta con voto unanime su Giorgio Ferrara, una delle voci più autorevoli del panorama culturale nazionale e non solo, la cui nomina ha suscitato da subito un ammirato plauso da parte delle più carismatiche figure della scena teatrale, tra gli altri Emma Dante e Bob Wilson. Nel documento programmatico che integra le nomine si legge: «Il mandato affidato al Maestro Ferrara è la sintesi di un percorso che stiamo affrontando con determinazione e che ha l’obiettivo di riportare il Teatro Stabile del Veneto ad essere Teatro Nazionale e a dare valore artistico alla propria identità e alla propria produzione. Nel prossimo triennio dobbiamo esaltare alcune caratteristiche del nostro teatro a partire dal suo palcoscenico più internazionale che è e rimarrà il Goldoni di Venezia. Occorre poi concentrare la produzione artistica a Padova, proponendo Treviso come terzo polo musicale di una regione ricca di fermento culturale».

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Ferrara, Brook, Morassi: il team alla guida del Teatro Stabile Veneto

Oltre alla scelta di Ferrara come direttore artistico, è stata scelta Irina Brook, celebre artista internazionale che da anni ha finalizzato il suo lavoro nell’indagare le nuove generazioni e i nuovi linguaggi teatrali in grado di saper dialogare con un pubblico intergenerazionale. A lei spetterà il compito di esportare il suo progetto itinerante House of Us. Venezia sarà la città capofila di questo laboratorio, che coinvolge diverse città mondiali, tra cui le italiane Palermo e Firenze, dedicato ai giovani di oggi, ai problemi della solitudine e dell’isolamento, attraverso l’Amleto shakespeariano. Mentre per la produzione il Teatro Stabile del Veneto ha scelto il regista Bepi Morassi, che ha firmato numerose regie di successo e per più di un decennio ha diretto la produzione del Teatro La Fenice.
«Queste nomine, che il Consiglio di Amministrazione del Teatro ha fatto in assoluta autonomia con un metodo inclusivo e trasparente, rappresentano per il Veneto, per l’Italia e per l’Europa la costruzione di un soggetto nazionale e internazionale incardinato nel Nord-Est italiano che dovrà dimostrare il proprio valore sul palcoscenico» ha dichiarato il presidente del Teatro Stabile del Veneto, Giampiero Beltotto.

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Giorgio Ferrara: da Spoleto a Venezia

Giorgio Ferrara arriva allo Stabile del Veneto dopo aver raccolto l’eredità di Menotti a Spoleto con il Festival dei Due Mondi dal 2008 al 2020. Nato a Roma nel 1947, figlio di Maurizio e Marcella De Francesco e fratello maggiore di Giuliano, dal 1958 al 1961 vive con la famiglia a Mosca, dove il padre è corrispondente de l’Unità. Ha seguito il corso di laurea in Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza e il corso di recitazione dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”. Inizia la carriera come regista teatrale, inizialmente come aiuto di Luca Ronconi e Luchino Visconti con i quali poi ha collaborato intensamente. Dirige in seguito opere di autori quali Bernari, Pirandello, Strindberg, Francesca Sanvitale, Goldoni, Enzo Siciliano, Franca Valeri, Natalia Ginzburg, Cesare Musatti, Corrado Augias, con attori quali Adriana Asti, divenuta sua moglie nel 1982, Valeria Moriconi, Andrea Giordana, Franco Citti, Gato Barbieri, Paolo Bonacelli, Ilaria Occhini, Ugo Pagliai. Ha diretto lavori televisivi e cinematografici, firmando anche sceneggiature e non mancano sue esperienze attoriali. Tra gli spettacoli di Spoleto meritano una citazione Gogo no eiko del grande compositore tedesco Hans Werner Henze, tratto da un romanzo di Mishima, Amelia al ballo di Gian Carlo Menotti, il Giro di vite di Britten, The Piano Upstairs di John Wiedman, Così fan tutte, Le nozze di Figaro e Don Giovanni di Mozart e molto altro. È stato Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi e Presidente del Forum des Instituts Culturels Étrangers à Paris.
Le premesse per una caratura di livello internazionale dello Stabile del Veneto, andando a rafforzare le collaborazioni e le partnership con altri prestigiosi Teatri d’Europa ed extra europei, sono presenti, Venezia si candida ad essere fulcro delle più importanti firme teatrali, riportando la Cultura al centro della rinascita di un tessuto urbano in grande sofferenza, forte tuttavia di un richiamo irresistibile per generazioni intere di donne e uomini di spettacolo.