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Economia sentimentale. La Casa dei Tre Oci diventerà la prima sede europea del Berggruen Institute
di Mariachiara Marzari   
giovedì 25 febbraio 2021

«First reaction, shock!». È il tormentone social del momento, perfettamente servibile per restituire lo stato d'animo di moltissimi, veneziani e non, alla notizia della vendita della Casa dei Tre Oci alla Giudecca, persone che in questi anni hanno seguito con passione l'offerta culturale altissima curata da Fondazione di Venezia con Civita Tre Venezia oltre che dal Direttore Artistico Denis Curti, che ha portato in Laguna il meglio della fotografia internazionale attraverso mostre bellissime in quasi dieci anni di attività (è stata aperta nel 2012, dopo un accurato restauro).
I cambiamenti sono sempre duri da digerire, ma in un momento storico in cui la rivoluzione dei nostri pensieri e dei nostri modi di vivere non può più essere intesa come un’astratta utopia, bensì come un urgente, necessario esercizio quotidiano, siamo ben consapevoli che alcune azioni anche non immediatamente condivisibili dall’opinione pubblica siano necessarie e a volte dovute, se svolte in modo ponderato, per riequilibrare gli assetti e per rilanciare la progettualità di soggetti, siano essi istituzionali o meno, che svolgono un ruolo nodale da un punto di vista culturale e sociale per la collettività.
Accogliamo perciò con nuova disposizione di pensiero e visione prospettica la notizia che la Fondazione di Venezia ha proceduto alla sottoscrizione del contratto preliminare di vendita della Casa dei Tre Oci con il gruppo Berggruen Institute, think tank indipendente e no-profit, fondato nel 2010 e attivo sui temi delle politiche internazionali e delle sfide globali del XXI secolo, che opera a oggi a Los Angeles presso il Campus di UCLA e a Pechino presso Peking University, ideato e presieduto dal filantropo e intellettuale Nicolas Berggruen.

treoci.jpg

 

Non solo, a ben vedere, una rilevante notizia di cronaca quindi, ma un ennesimo segnale di come Venezia sia del mondo e quanto in questo momento solo questo mondo, in particolare quello delle Fondazioni internazionali a carattere culturale, possa segnare un percorso di riappropriazione della vocazione più alta e fertile da parte di una città sempre più smarrita e ondeggiante tra inguaribili contraddizioni. Smarrita l'identità, Venezia ha bisogno di essere protagonista attiva di un nuovo presente, dove il passato possa guidare le scelte del futuro, non condizionandolo, ma liberandolo dai fantasmi dell'equazione: «Tanti turisti, tanti soldi».
È importante, perciò, dopo un primo momento di comprensibile smarrimento e di altrettanta preoccupazione, registrare con sollievo che l’acquisto della Casa dei Tre Oci è finalizzato alla realizzazione di un progetto di levatura culturale internazionale interamente coerente con gli scopi istituzionali della Fondazione di Venezia e con il valore storico, culturale e architettonico della Casa.

nicolas-berggruen_ok.jpgA Venezia la prima sede europea
del Berggruen Institute

L’accordo raggiunto prevede infatti che la Casa dei Tre Oci ospiti la prima sede europea del Berggruen Institute, dedicata all’organizzazione di simposi, vertici, workshops e convegni destinati ad accogliere ospiti, studiosi e policy makers di calibro internazionale. L’immobile sarà, altresì, destinato all’organizzazione di mostre legate alla fotografia, all’arte e all’architettura, anche in co-operazione con grandi musei ed enti internazionali quali il Museum Berggruen di Berlino, la Tate di Londra, il J. Paul Getty Trust di Malibù, il MOMA di New York, il LACMA di Los Angeles, l’Asia Society di New York, la Fondation Beyeler di Basilea. Il progetto consentirà, dunque, di mantenere e accrescere il ruolo chiave della Casa dei Tre Oci al centro del tessuto culturale di Venezia, in coerenza con la missione della Fondazione di Venezia, garantendo la migliore valorizzazione dell’intervento di restauro operato dalla stessa Fondazione. L’accordo raggiunto prevede inoltre la possibilità per la Fondazione di utilizzare la Casa per ulteriori due anni per la realizzazione di iniziative culturali da svolgere anche in cooperazione con il Berggruen Istitute, in continuità con i fini di promozione culturale e artistica condivisi tra i due enti.


«Ringrazio Nicolas Berggruen, presidente del Berggruen Institute – sottolinea il presidente della Fondazione di Venezia, Michele Bugliesi –, per la consonanza di vedute che ha accompagnato l’interlocuzione di questi mesi e per la sua capacità di visione nei confronti della città di Venezia. Affidiamo la Casa dei Tre Oci a una istituzione prestigiosa, e a una persona di grande spessore: sono certo che questo atto costituirà l’inizio di una nuova e proficua collaborazione anche con tutte le istituzioni cittadine, attraverso la quale porre al centro di ogni interesse e di ogni azione Venezia e la sua comunità».