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La parte del Leone. Prima a Venezia, poi nel resto del mondo
di Davide Carbone   
sabato 27 febbraio 2021

Che negli ultimi anni Venezia sia stata punto di passaggio privilegiato per le pellicole più significative della cinematografia mondiale è un dato di fatto: Gravity, Birdman, La La Land e La forma dell’acqua sono state intuizioni più che felici, pellicole che vanno oltre la definizione di “successo al botteghino” e che nella Sala Grande del Lido si sono rivelate al mondo come snodi cruciali della narrativa cinematografica contemporanea. Per questo e tanti altri motivi l’inclusione di titoli passati a Venezia nelle shortlists dei prossimi premi Oscar, in programma il prossimo 25 aprile in modalità ancora da perfezionare, non coglie di sicuro del tutto impreparati: nella categoria miglior documentario ecco Notturno di Gianfranco Rosi, in Concorso nel 2020, e Collective del rumeno Alexander Nanau, Fuori Concorso nel 2019

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Da Venezia agli Academy Awards, passando per i Golden Globes 

Nella categoria miglior film internazionale, 7 film (di cui 3 della sezione Orizzonti) su 15 della shortlist sono stati presentati alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: Collective di Alexander Nanau (Romania, Fuori Concorso 2019), Dear Comrades! di Andrei Konchalovsky (Russia, Concorso 2020, Premio speciale della Giuria), La Llorona di Jayro Bustamante (Guatemala, Giornate degli Autori 2019), The Man Who Sold His Skin di Kaouther Ben Hania (Tunisia, Premio Orizzonti 2020 per la miglior interpretazione maschile a Yahya Mahayni), Night of the Kings di Philippe Lacôte (Costa d’Avorio, Orizzonti 2020), Quo Vadis, Aida? di Jasmila Žbanić (Bosnia ed Erzegovina, Concorso 2020) e Sun Children di Majid Majidi (Iran, Concorso 2020, Premio Marcello Mastroianni a Rouhollah Zamani).

E il discorso non cambia se guardiamo alle candidature per i Golden Globes, spesso viatico migliore per trionfare anche agli Academy: Nomadland, al Lido nel 2020 e incentrato sulla Grande Recessione attraversata dagli Stati Uniti tra il 2007 e il 2013, con conseguente rivoluzione sociale, concorre come miglior film, migliore regia con Chloé Zhao, migliore sceneggiatura e migliore attrice protagonista, una fantastica Frances McDormand.

A far compagnia a questo film troviamo One Night in Miami, anche questo presente nell’ultima edizione della Mostra, con la regista Regina King e l’attore non protagonista Leslie Odom Jr. in lizza nelle rispettive categorie: all’indomani della sconfitta inferta da Cassius Clay a Sonny Liston nel 1964, il giovane boxeur si incontra con gli amici Malcolm X, Sam Cooke e Jim Brown per decidere le sorti future della propria vita e, implicitamente, quelle della storia dei diritti civili.

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