VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow CINEMA arrow Cose serie. Le serie tv scelte dalla redazione di Venezia News
Cose serie. Le serie tv scelte dalla redazione di Venezia News
di Redazioneweb   
Ce n'è una molto British (anzi piuttosto Irish), una surreale, una che parla di sesso, amore e desideri. Poi ce n'è una decisamente spregiudicata (al femminile però), una parigina e quindi certamente sofisticata, elegantina, e infine ce n'è una che è il nulla più totale... o forse no?

 

derry-girls1.jpg
Scelta da Sergio Collavini
DERRY GIRLS
[Netflix, st. 1-2]

Ennesimo gioiellino di british humor co-prodotto dalla benemerita Channel4, rete pubblica che ha per statuto (fra altre lodevoli regole) quello di essere innovativa e avere una personalità distinta: pare ci riescano eccome!  Ambientata a Derry (per i cattolici, Londonderry per i protestanti) negli anni ’90, questa serie rientra nel filone adolescenziale che tanto successo ha avuto con The end of the fu***ing world e I’m not ok with this, o anche Stranger Things, che però è un caso a sé. Le Derry Girls sono quattro scatenate ragazze irlandesi con un cugino inglese a traino, una suora preside caustica, un nonno pazzoide e decine di azzeccati personaggi di contorno. Ne combinano di tutti i colori, ovviamente, humor nero a iosa, spesso surreale, colonna sonora tra gli ’80 e i ‘90 che ci si lascia giù una lacrimuccia, specie se sei un boomer. Sullo sfondo la situazione non certo da cartolina dell’Irlanda del Nord dell’epoca, con i soldati per le strade a mitra spianato. Attenzione, non è doppiata ma sottotitolata (in italiano). Ed è meglio così perché l’accento fa già colonna sonora a sé!

wanderlust-11.jpg
Scelta da Davide Carbone

WANDERLUST
[Netflix, st. 1]

In questa co-produzione tra Netflix e BBC, Joy (Toni Colette) e Alan (Steven Mackintosh), rispettivamente psicoterapeuta e insegnante di inglese, sono alle prese con una profonda crisi di identità affettiva e sessuale, dopo vent’anni di matrimonio saldo e tre figli. Da qui la decisione di vedere altre persone, senza per questo abbandonare il tetto familiare e mettendo bene al corrente della cosa la prole adolescente, con conseguente sconquasso emotivo. Ed ecco allora che l’intera serie si configura come una seduta collettiva di psicoanalisi, in cui il soggetto costretto a scavarsi maggiormente dentro è proprio una stratosferica Toni Colette. Sesso, amore, desideri, sentimenti inespressi, rimorsi e latente senso di colpa sono gli ingredienti fondamentali di una serie che non vuole in nessuna maniera trasformarsi in porno soft, ma piuttosto in manuale di educazione sentimentale transgenerazionale con particolare attenzione al motto “val più la pratica della grammatica”…

 

16fleabag-superjumbo1.jpg

Scelta da Chiara Sciascia
FLEABAG
[Amazon Prime Video, st. 1-2]

Se non l’avete vista, Fleabag è assolutamente da recuperare (o eventualmente da rivedere!), e non solo per l'indiscutibile talento della sua protagonista, la produttrice e sceneggiatrice Phoebe Waller-Bridge (Crashing, Killing Eve), ma perché è una serie capace di divertire ed emozionare come solo poche hanno il privilegio di riuscire. Articolato in due stagioni, il dissacrante dramedy ci conduce nella vita di Fleabag (letteralmente, “pulciosa” o “sacco di pulci”), unico nome conosciuto di una trentenne londinese cinica, sensuale, irriverente e confusa, che qui diventa archetipo di una generazione di donne indipendenti ma spaesate, alla ricerca del proprio posto nel mondo, in precario equilibrio tra dubbi, insicurezze e pregiudizi. Figlia di una famiglia disfunzionale e ‘vagamente’ esasperante, Fleabag è una creatura unica, di una trasparenza disarmante, che con ostinato coraggio, battuta su battuta, sguardo su sguardo, fa a brandelli il velo di ipocrisia che avvolge ogni cosa, sputandoci dritta in faccia la verità. Spasso garantito... insieme a qualche colpo ben assestato!

undone.jpg
Scelta da Marisa Santin

UNDONE
[Amazon Prime Video, st. 1]

Surreale, sorprendente, vagamente tranquillizzante: praticamente perfetta per un binge-watching di una notte di mezza insonnia, tenendo anche conto che dura poco meno di tre ore in tutto. Se vi è sfuggita quando è uscita nel 2019, la mini-serie animata creata da Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy (gli stessi di BoJack Horseman, altra garanzia) è sicuramente fra quelle da recuperare. Muovendosi tra il dramma e la commedia, la protagonista Alma - nome non casuale - entra ed esce da diversi momenti della sua storia, dal presente in cui è una giovane donna indipendente e determinata ad un passato dove qualcosa sembra essersi spezzato. Un puzzle da ricomporre, un rompicapo da risolvere, così come lo sono in genere le nostre vite, di cui ricordiamo tanto ma non tutto. Arriva il momento in cui rimettere insieme i pezzi diventa per Alma non solo rincuorante, ma addirittura indispensabile per dire addio ai fantasmi e ritornare alla parte luminosa della vita. La tecnica utilizzata è quella del rotoscope, in cui attori veri vengono ripresi in carne e ossa e in seguito alle loro immagini vengono sovrapposte diverse tecniche artistiche, come la pittura ad olio. I tratti degli attori rimangono riconoscibili: Rosa Salazar (Maze Runner – La fuga, Alita – Angelo della battaglia) nel ruolo di Alma e il notevole Bob Odenkirk (Breaking Bad e Better Call Saul) in quello del padre.

chiami-il-mio-agente1.jpg
Scelta da Mariachiara Marzari

CHIAMI IL MIO AGENTE!
[Netflix, st. 1-4]

Non una serie, ma il cinema dentro il cinema con il ritmo e i tempi delle sit-com americane, il tutto condito da DNA parigino, elegante, intellettuale ma non cervellotica, molto, molto divertente.
Chiami il mio agente! di TF1 Productions, trasmessa da France 2 e disponibile su Netfix, ha come guest-star, ognuno di loro protagonista di una puntata, Nathalie Baye, François Berléand, Cécile de France, Fabrice Luchini, Julien Dorè, Isabelle Adjani, Juliette Binoche, Isabelle Huppert, Jean Dujardin, Claude Lelouch, Monica Bellucci, Jean Reno e moltissimi altri attori dell'olimpo della cinematografia francese, con un'incursione hollywoodiana di Sigourney Weaver, che recitano la parte di loro stessi, con le loro manie, caratteristiche e incredibili debolezze, mettendo a nudo il ruolo di attore attraverso gli occhi del proprio agente. Il cinema d'oltralpe si svela, si prende in giro con garbo e intelligenza e, essendo francese, si autocelebra!
Quattro stagioni – ahimè credo senza quinta –  per sei episodi l'una, dove i protagonisti della storia sono Andréa, Mathias, Gabriel e Arlette, agenti e soci dell'agenzia artistica Agence Samuel Kerr (ASK), che ogni giorno si destreggiano in situazioni delicate e difendono la loro visione della professione di attore sostenendo i talenti che rappresentano, provando a rianimare carriere stagnanti, a soddisfare ambizioni più o meno strampalate, a prendersi cura con dedizione e pazienza dei loro “clienti”...
Un caso prima e un successo internazionale poi, merito di una sceneggiatura brillante e raffinata, colta e al tempo stesso leggera. Da non perdere!

chesapeake-shores.jpg
Scelta da Fabio Marzari

CHESAPEAKE SHORES
[Netflix, st. 1-4]

Lo ammetto, ho scelto una delle serie più insulse che il ricchissimo mondo delle produzioni televisive mondiali possa offrire: Chesapeake Shores, tratta dai romanzi omonimi di Sherryl Woods, già ne sono state prodotte e messe in onda su Netflix 4 stagioni, in arrivo una quinta. Il nulla più totale, in puntate lunghe e sdolcinate, storie improbabili e minimali di una famiglia felice, in cui figli, ex mogli, amici e parenti vari anziché andarsene tornano a casa, ovviamente una bella e grande casa in un villaggio sul mare vicino a Baltimora.
Famiglia benestante, gli O'Brien, moderatamente repubblicani, ma non trumpiani, con problemi che vanno dalla caccia ai coboldi in giardino, da parte di una nonna di origine irlandese, con un grande amore segreto di gioventù mai dimenticato, due nipotine che giustificherebbero anche le condotte criminali di Erode...ad una ex moglie che ha abbandonato i figli da piccoli, per lasciarli ad un padre/marito affettuoso, lavoratore, saggio e sempre pronto a risolvere i problemi, figlia scrittrice svampita e sempre alla ricerca dell'uomo dei sogni, madre delle due bambine manager in fuga da New York, che gioca a rincorrere i sentimenti con l'amore (autoctono) della sua vita, due fratelli senza macchia né paura e infine la sorella minore, che deve ricostruire il rapporto con la madre a suon di ricchissime colazioni consumate in veranda complice un paesaggio incantato...
Perché guardarla? Perché il nulla ben confezionato può aiutare a svuotare il cervello dai tormenti del presente e comunque è indispensabile rivalutare anche il Cantante Mascherato, mio nuovo feticcio televisivo, sine qua non!