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Home arrow CLASSICAL arrow La voce delle musiciste. Pauline Viardot, la rivoluzione romantica femminile
La voce delle musiciste. Pauline Viardot, la rivoluzione romantica femminile
di Fabio Marzari   
giovedì 04 marzo 2021

Palazzetto Bru Zane – Centre de Musique Romantique Française regala al pubblico l’8 marzo alle ore 21 una preziosa sorpresa, un concerto online in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne dedicato alla vita e alle opere di Pauline Viardot, di cui quest’anno ricorre il bicentenario della nascita; mélodies e arie tratte da opere composte da e per Pauline Viardot, eseguite dalla mezzosoprano Aude Extrémo, accompagnata al pianoforte da Étienne Manchon.

Il musicologo Alexandre Dratwicki, direttore scientifico di Palazzetto Bru Zane ci introduce così al mondo della talentuosa musicista che segnò in modo prepotente la scena dell’Ottocento francese e non solo: «Nell’Ottocento era molto difficile per una compositrice emergere; altrettanto dicasi per le suonatrici di strumenti come il violoncello, il flauto, a loro era preclusa la possibilità di esibirsi in pubblico perché la loro postura durante l’esecuzione musicale veniva considerata sconveniente e per nulla elegante. L’unica arte in musica veramente femminile era quella del canto e le eccezionali doti vocali di Pauline Viardot le permisero di accedere all’Olimpo della musica ed avere un successo internazionale. Con la sua voce e il suo carattere ha potuto occupare un posto rilevante nell’arte musicale, molto più di tanti altri musicisti dell’epoca, e soprattutto all’Operà di Parigi e anche nella Société des Concertes Symphonique ebbe modo di poter influenzare le scelte artistiche, ponendo sotto la sua protezione dei grandi compositori, Charles Gounod tra gli altri, introducendolo nella sua cerchia di amicizie George Sand, Ivan Turgenev, Ary Scheffer, Henry Chorley... ».

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La straordinaria ascesa di Pauline Viardot nella Francia romantica

Pauline García, mezzosoprano, figlia del compositore e tenore spagnolo Manuel García e della cantante Joaquina Sitchez, nacque a Parigi nel 1821, ritrovandosi molto presto sotto le luci della ribalta. Già nel 1825 parte per una tournée negli Stati Uniti e in Messico insieme ai genitori, al fratello Manuel e alla sorella Maria, la futura Malibran, a cui Venezia dedicò l’importante teatro d’opera ancora esistente e operante.
L’istruzione musicale ricevuta in famiglia è completata da lezioni di piano impartite da un maestro importantissimo quale Liszt e da Charles Meysenberg, e di composizione, da parte di Reicha. Alla morte di Maria, Pauline – che si stava preparando a una carriera di pianista – si orienta definitivamente verso il canto. Dopo gli esordi nel 1837, compie una tournée in Germania nel 1838 e debutta a Londra e poi a Parigi nel 1839.

 

È a quest’epoca che risalgono le sue prime mélodies. Nel 1840 sposa Louis Viardot, che diventa il suo impresario. Amica di Ivan Turgenev e di George Sand, scrive operette su libretti del primo (Trop de femmes, L’Ogre, Le Dernier Sorcier) e ispira alla seconda i romanzi Consuelo e La Comtesse de Rudolstadt. La creazione del ruolo di Fidès nel Prophète di Meyerbeer (1849) catapulta Pauline Viardot al centro della vita musicale europea, e questa posizione di rilievo è rafforzata dal fervore dei salotti che tiene nelle diverse città in cui risiede. Pauline permette a Charles Gounod di debuttare all’Opéra (Sapho, 1851), accompagna Hector Berlioz nella sua riscoperta di Gluck (Orphée, 1859; Alceste, 1861), crea in concerto il ruolo di Didone nei Troyens e sostiene Saint-Saëns, Fauré e Massenet agli inizi delle rispettive carriere. A riconoscimento della sua attività didattica, ottiene un incarico come insegnante di canto al Conservatorio (1871–1875). Osannata dal mondo musicale francese, morì a Parigi nel 1910 all’età di 88 anni.

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