VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ZOOM arrow I tesori della conoscenza. Un itinerario letterario tra le Biblioteche di Venezia
I tesori della conoscenza. Un itinerario letterario tra le Biblioteche di Venezia
di Fabio Marzari   
giovedì 11 marzo 2021

Venezia fu uno dei centri più importanti a livello mondiale per l’editoria, basti pensare al geniale Aldo Manuzio che si fece promotore di un’azione fondamentale per la diffusione del sapere attraverso gli scritti di autori immortali: con la sua tipografia, aperta a Sant’Agostin nel 1494, le edizioni Aldine furono un primo esempio di stampa rivolta ad un pubblico più ampio.
Naturalmente il pubblico era sempre costituito da una élite ristretta, serve arrivare all’epoca post Rivoluzione francese per assistere ad un fenomeno che portò «anche nelle campagne a sviluppare un interesse elementare per le novità sensazionali in tema di libertà, uguaglianza, e fratellanza», grazie al tramite di «maestri di scuola, disertori, studenti ribelli, ecclesiastici riformisti, osti e maestri postali» che «leggevano a voce alta i giornali nelle aule scolastiche e nelle osterie, stimolando chiassosi dibattiti. Questa prassi incrementò notevolmente lo stimolo ad imparare a leggere da soli, col disappunto degli strati dominanti politici e sociali, che tentarono di bloccare in maniera sempre più decisa una simile emancipazione spirituale». Lettura silenziosa o in gruppo, di riviste o di romanzi: il “furore di leggere” contagiò tutti e tutte.

marciana1.jpg

Sono i nuovi tipi di lettori a captare l’attenzione nell’Ottocento: donne (testi di cucina, riviste, romanzi), bambini e ragazzi (testi scolastici, riviste per bambini, favole, abbecedari, settimanali per ragazzi, romanzi e libri di avventura, libri illustrati), operai, ma anche uomini colti che leggevano romanzi e letteratura di svago. In un certo senso l’idea delle biblioteche popolari fu una rivoluzione copernicana: dal binomio cultura/élite si passò a quello libro/popolo. La cultura si materializzava in un prodotto che veniva trasformato da manufatto raffinato in oggetto di massa: il libro usciva dalla torre d’avorio nella quale giaceva inutilmente per troppo lungo tempo e circolava, fino ad essere consumato. Cambia quindi nel corso dell’Ottocento, e maggiormente dopo l’Unità d’Italia, il luogo di primo contatto con il libro desiderato: non più la biblioteca convenzionale, né tanto meno la bancarella o la bottega del libraio; il nuovo pubblico cerca di assicurarsi la disponibilità di un numero più elevato di volumi senza esserne il proprietario. Ancora una volta quindi l’operazione dell’incontro fra il libro e il suo pubblico necessita di un luogo di mediazione, ma ora la svolta non è tanto nel tipo di luogo bensì nella sua stessa concezione di base, tanto che c’è da chiedersi se ancora questo luogo debba essere chiamato “biblioteca”.
Tipica allora l’osservazione di uno dei promotori delle biblioteche popolari circolanti a Venezia: «Quando i libri che giacciono a misera pompa signorile, in eleganti cartoncini, appariscenti in bella schiera come quei soldati che i popoli della decadenza inviano sul campo a sfoggiar le assise luccicanti, usciranno dai loro eleganti ripostigli, per correre, di mano in mano, dalla signora alla crestaja, alla povera prigioniera; quando i mille volumi, che fra la polvere e la muffa degli scaffali, confortano gli sguardi degli accademici, che forse non vi avranno mai posto la mano, circoleranno fra gente viva e desiderosa di coltura, dal gentiluomo, al bracciante, al galeotto, non se ne avrà forse guadagnato di tanto?»

 

Le origini della biblioteca pubblica a Venezia

Ma come e quando nacque a Venezia l'idea di una Biblioteca di Stato?
Si deve alla permanenza in città di Francesco Petrarca l’idea della realizzazione di una biblioteca pubblica a Venezia. Nel 1362 egli decise di donare i suoi libri alla Repubblica perché andassero a formare il primo nucleo di una più ampia raccolta aperta agli studiosi e amanti della cultura. Nella deliberazione di accettazione della proposta del poeta, il Maggior Consiglio prospettava le spese necessarie per adibire un luogo adatto alla conservazione di libri. Il disegno di Francesco Petrarca tuttavia non vide compimento. Fu l’importantissima e assai cospicua raccolta del cardinale greco Bessarione che arrivò a Venezia a partire dal 1469, ospitata a Palazzo Ducale, affidata alle cure dei Procuratori di San Marco, a dare l’impulso all’idea della costruzione di una vera e propria Biblioteca di Stato. La realizzazione non fu immediata, spetta al doge Andrea Gritti nella sua opera di rilancio della città, la costruzione dell’edificio della Pubblica Libreria, che avrebbe ospitato il corpus librario donato da Bessarione, oltre alle future acquisizioni. Su progetto di Jacopo Sansovino, i lavori vennero iniziati nel 1537 e si completarono, dopo la morte di Sansovino, da Vincenzo Scamozzi nel 1570. Nasce quella che oggi conosciamo come Biblioteca Nazionale Marciana, in piazzetta San Marco 7.  

Itinerario letterario tra le biblioteche veneziane

L’elenco con descrizione che segue vuole essere un invito alla conoscenza di luoghi della città in cui il libro è protagonista, ora molti di questi sono chiusi per le note ragioni legate al Covid-19. Il patrimonio artistico di Venezia si connatura anche per l’immenso giacimento librario, che rappresenta un unicum nel panorama mondiale. La consapevolezza e le potenzialità di una città, snodo fondamentale delle culture, deve trovare un suo ancor più ampio utilizzo nella fase post-pandemica in cui molte risorse legate alla rinascita dovranno essere legate al mondo della cultura. E questo gigantesco patrimonio di conoscenza dovrebbe in primis essere conosciuto dai suoi stessi abitanti, che spesso hanno poca confidenza con i luoghi de quo.


Biblioteca Querini Stampalia

Santa Maria Formosa 5252
Con più di 350.000 volumi presenti –  collezioni di carattere generale che nella varietà della loro composizione rispecchiano la storia e le caratteristiche della Biblioteca – - da oltre 140 anni è considerata la “biblioteca dei veneziani”, frequentata da un pubblico eterogeneo di lettori, studenti e studiosi italiani e stranieri. Merita un approfondimento la Vox Venetica, la Collezione dei Proclami (catalogati e digitalizzati), un nucleo di documenti, manoscritti e opere a stampa, incisioni e carte geografiche, documenti d'archivio, provenienti dalla famiglia Querini Stampalia e appartenenti al fondo storico della Biblioteca. In 43 volumi sono raccolte circa 4.000 parti, terminazioni, bandi e leggi, pubblicati per conto della Repubblica di Venezia tra il XVI e il XVIII secolo, tra le fonti principali per la ricostruzione della storia della Repubblica, in campo sociale, politico, culturale, religioso. Il valore aggiunto dei proclami appartenenti alla Querini Stampalia è dato dal fatto che sono esemplari legati alla storia stessa della famiglia, testimoni dell’attività nei magisteri pubblici che i membri ricoprirono nel corso dei secoli: da Francesco Melchiorre eletto nel 1630 Provveditore agli Orzinovi, al senatore Andrea Domenico Querini a metà Settecento, fino ad arrivare ad Alvise Maria nel 1793, nominato ambasciatore a Parigi.

querinistampalia1.jpg
 
Biblioteche Fondazione Cini
Isola di San Giorgio
Le Biblioteche della Fondazione Giorgio Cini dispongono di oltre 300.000 volumi e rappresentano uno straordinario strumento di studio e di ricerca nei campi della storia, storia dell’arte, lettere, musica, teatro, orientalistica. Le raccolte custodite nell’Isola di San Giorgio Maggiore sono altamente specializzate e tradizionalmente legate alle attività degli Istituti e dei Centri in cui si articola l’attività scientifica della Fondazione. Gli spazi dedicati alla fruizione del patrimonio delle biblioteche sono organizzati intorno alla Nuova Manica Lunga, che, insieme con la Biblioteca seicentesca progettata da Baldassare Longhena e destinata a sala di lettura, rappresenta il luogo più favorevole alla concentrazione e allo studio. La Nuova Manica Lunga rappresenta il cuore del Centro Internazionale di Studi della Civiltà Italiana “Vittore Branca”, un polo residenziale di studi umanistici. Le collezioni librarie della Fondazione Cini annoverano nuclei sulla storia di Venezia, sulla letteratura, sulla musica, il teatro e il melodramma, sui rapporti tra Venezia e l’Oriente e tra Venezia e l’Europa. La collezione più significativa è quella dedicata alla storia dell’arte, che comprende oltre 150.000 volumi e raccolte di pubblicazioni periodiche con circa 800 testate.
01_manicalunga_cini_.jpg

Biblioteca San Francesco della Vigna
Castello 2786
La biblioteca è inserita nel complesso conventuale di San Francesco della Vigna, le cui origini risalgono al XIII secolo. Della biblioteca si hanno notizie certe a partire dal 1437. Tra il XVI e il XVIII secolo la biblioteca conosce una buona fama, sia per i testi conservati sia per le attività  didattiche ad essa connessa in materia di teologia e di scienze ecclesiastiche.
Lo sviluppo della biblioteca ha un arresto in seguito alle varie soppressioni avvenute nel XIX secolo e la trasformazione in caserma del convento.
Con il ritorno della comunità francescana, dopo la seconda metà dell'Ottocento, si ripristina la biblioteca che conosce un incremento anche grazie a lasciti e ad eredità di religiosi e laici.
Il patrimonio librario consiste in un fondo antico di corali, incunaboli, cinquecentine, manoscritti, libri dei secoli XVII, XVIII e XIX (circa 33.000) di particolare interesse e di un fondo moderno di circa 110.000 opere. Sono testi per lo più di argomento teologico: Sacra Scrittura, Teologia dogmatica, Teologia morale, Patristica, Omiletica, Storia della Chiesa, Diritto canonico. Una consistente sezione è dedicata al francescanesimo nei suoi aspetti teologici, storici, artistici. La Biblioteca di San Francesco della Vigna dal 2001 è andata acquisendo, previo accordo con la Direzione Beni Culturali della Regione Veneto, 9 fondi librari antichi, 2 appartenuti rispettivamente ad Anacleto Sasso e a Candido Romeri, religiosi della Provincia Veneta dell'Ordine dei Frati Minori, e 7 provenienti dai conventi (di proprietà del medesimo ente religioso) del Sacro Cuore di Feltre, di Santa Maria Maggiore di Trieste, del Santissimo. Redentore di Verona, di San Michele in Isola di Venezia,  di Santa Lucia di Vicenza,  di San Francesco di Cittadella,  di San Daniele di Lonigo e di San Giacomo di Monselice. Una sezione è dedicata al restauro di libri antichi, miniature e codici.
biblioteca-sanfrancesco-vigna1.jpg

Biblioteca Conservatorio Benedetto Marcello
Palazzo Pisani, San Marco 2810
È  una delle più ricche e importanti biblioteche musicali italiane. Essa vanta un patrimonio di oltre 50.000 volumi tra monografie, spartiti e partiture, oltre a una notevole collezione di periodici specializzati italiani e internazionali. Le sue raccolte spaziano dai testi di letteratura di argomento musicale alla teoria e trattatistica, alle partiture e spartiti per lo studio e l’esecuzione. I fondi storici contano quasi 5000 manoscritti ed oltre 3000 edizioni antiche dal 1500 fino ai primi dell’Ottocento, 4000 libretti d’opera e diversi esemplari unici al mondo, oggetto di studio e di ricerche da parte di studiosi di ogni nazionalità. Attualmente, grazie ad un finanziamento della Regione Veneto, è stata avviata la catalogazione informatica di uno dei più importanti patrimoni custoditi dalla biblioteca, il Fondo Correr, con i suoi preziosi manoscritti sette-ottocenteschi ancora privi di un catalogo cartaceo.

palazzopisani.jpg

 

Biblioteca IUAV
Tolentini Santa Croce, 191
La Biblioteca IUAV provvede alla conservazione, acquisizione e diffusione del patrimonio bibliografico e documentale al fine di rispondere alle esigenze didattiche e di ricerca di studenti, ricercatori e docenti dell'Università IUAV di Venezia.
La Biblioteca possiede una delle più rilevanti collezioni bibliografiche italiane di architettura, arti figurative, urbanistica, pianificazione, scienze sociali, moda e design. A questa si aggiungono altre importanti raccolte, in settori disciplinari correlati, che comprendono soprattutto opere di edilizia, ingegneria civile, restauro, paesistica e cartografia.
Notevole valore storico e documentario rivestono i fondi speciali: il Fondo Palazzoli sulla storia della fotografia, il Fondo Bon prevalentemente dedicato al graphic design, il Fondo Sardi e il Fondo Wenter Marini rispettivamente costituiti dalle biblioteche private degli architetti Francesco Sardi (1863-1913) e Giorgio Wenter Marini (1890-1973), il Fondo Labò, fondo bibliografico di notevole valore, il Fondo Astengo che comprende un archivio bibliografico e documentale di insostituibile pregio. Estremo interesse riveste il Fondo Zannier di proprietà della Fondazione di Venezia, ma ospitato presso la Biblioteca in comodato d’uso:  una straordinaria collezione di libri e periodici di fotografia appartenuta a Italo Zannier, fotografo e critico italiano di fama internazionale. In Biblioteca sono inoltre disponibili una collezione di opere antiche, rare e di pregio, l’archivio delle tesi e i testi delle bibliografie dei corsi.
Il patrimonio bibliografico a stampa ammonta a circa 230.000 titoli, tra monografie, periodici, tesi e audiovisivi.

biblioteca-iuav1.jpg

 

Biblioteca Ca’ Foscari
Varie sedi
Il sistema bibliotecario dell’Università Cà Foscari si sviluppa in cinque differenti poli: Biblioteca di Area Economica, Biblioteca di Area Linguistica, Biblioteca di Area Scientifica, Biblioteca di Area Umanistica, Biblioteca Digitale di Ateneo.
Nel complesso, il Sistema Bibliotecario offre risorse informative e servizi di supporto ai fini istituzionali dell’Ateneo: didattica e ricerca. In particolare, assicura ai propri utenti, in forma coordinata e continua lo sviluppo, l'aggiornamento, la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio librario su qualunque tipo di supporto.

biblioteca-cafoscari-cfz.jpg

Biblioteca Diocesana “Benedetto XVI”
Dorsoduro 1
Istituita nel 2004 dalla Fondazione Studium Generale Marcianum come parte integrante delle proprie attività accademiche e pedagogiche, con l’intento di renderla non solo il luogo privilegiato di studio e di ricerca degli utenti interni alla Fondazione, ma anche un punto di riferimento locale per chi è interessato agli indirizzi bibliografici specialistici che la caratterizzano: l’Ecclesiologia, la Teologia, la Sacra Scrittura, il Diritto canonico ed ecclesiastico, la Bioetica e la Storia del Patriarcato di Venezia.
Oltre alle raccolte librarie c’è un ricco patrimonio bibliografico appartenente al Seminario Patriarcale, costituito da un importantissimo fondo di manoscritti, documenti e libri a stampa.

bibliotecafondazione_studium_generale_marcianum_.jpg

Biblioteca della Biennale – ASAC
Giardini di Castello, Calle Paludo S. Antonio
Tra le più importanti biblioteche di arti contemporanee in Europa, la Biblioteca della Biennale fa parte dell’ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee), sdoppiato tra la sede dei Giardini e quella del parco scientifico-tecnologico Vega di Marghera. Essa è situata all’interno dei Giardini di Castello, e costituisce parte integrante dell'edificio principale denominato Padiglione Centrale. La raccolta di volumi riguarda principalmente il tema delle arti contemporanee, oltre alla presenza di tutti i cataloghi delle mostre e dei festival organizzati dalla Biennale di Venezia  a partire dalla prima edizione dell’Esposizione d’Arte del 1895, a cui si aggiungono acquisizioni di cataloghi di mostre da tutto il mondo. Sono disponibili a scaffale aperto opere a stampa, cataloghi, repertori generali e particolari inerenti a tutte le discipline istituzionali della Biennale quali arti visive, architettura, cinema, musica, danza e teatro per un arco temporale che va dalla metà dell'Ottocento a oggi. La biblioteca conserva inoltre dal 2009 la “Bibliografia della Mostra” (Book Pavilion Project), pubblicazioni che artisti e architetti invitati alle Mostre donano al fine di testimoniare il loro percorso artistico e intellettuale. 

sala_conferenze3__interne1.jpg