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25 marzo 421. La fondazione di Venezia e l'origine del culto mariano
di Franca Lugato   
giovedì 25 marzo 2021

Tra i miti fondativi di Venezia sicuramente il più celebre è quello dell’origine mariana della città. Sin dai tempi antichi i veneziani vollero che la loro città fosse stata fondata nel giorno in cui l’Arcangelo Gabriele annunciò a Maria una nuova era di amore, speranza e salvezza dell’umanità. Dunque quel 25 marzo, nove mesi esatti prima della nascita di Gesù, del 421 divenne per i veneziani una data simbolicamente importante che poteva allacciare la fondazione della loro città ad un profondo messaggio salvifico oltre che spirituale. Si tramanda che proprio il 25 marzo del 421 venne decretato l’avvio della costruzione della prima e più antica chiesa di Venezia, San Giacometo a Rialto. Lungo il corso dei secoli diffusissima diverrà l’immagine dell’Annunciazione, in luoghi esterni e interni della città, in ambito civile e religioso, di grandi e piccole dimensioni e con varie tecniche artistiche. Immagini adatte alla devozione pubblica, ma altresì opere di utilizzo per una devozione privata più intima e riservata, che accrescono quel culto per Maria come la più amata e onorata Protettrice della città. Tra le più conosciute quella nella cattedrale di Torcello, nella basilica di San Marco, sul ponte di Rialto, fino all’Angelo annunciante che svetta sulla cuspide del campanile di San Marco o ancora alla famosa iscrizione Unde origo, inde salus (da Maria nacque Venezia, da Maria venne la salvezza) al centro del pavimento della chiesa della Salute per chiedere a Maria la protezione in uno dei periodi più difficili per la città, quello della Peste del 1630.

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Le Annunciazioni Grimani e della Scuola di San Rocco

Non si poteva non omaggiare l’iconografia dell’Annunziata quest’anno in occasione delle celebrazioni per i 1600 anni della fondazione di Venezia. Per il momento a porte chiuse, ma con la speranza di poterla visitare al più presto, La Scuola di San Rocco, grazie all’impegno del Consiglio Regionale del Veneto e al patrocinio del Patriarcato di Venezia, il 25 marzo inaugura quindi una preziosa mostra dedicata a questo soggetto. Sarà un’occasione importante per poter ammirare un’opera poco conosciuta che ritorna a Venezia dopo un lungo periodo. Si tratta dell’Annunciazione Grimani, opera attribuita al Tintoretto, databile agli anni Ottanta del Cinquecento, che si trova a Lecco in collezione privata. Un’opera che si pone in dialogo con le due splendide, anche se così diverse, Annunciazioni della Scuola Grande di San Rocco: quella del giovane Tiziano e quella di un tardo Tintoretto.
L’annunciazione del Doge Grimani cattura il momento in cui l’Arcangelo Gabriele si mostra agli occhi stupefatti della Vergine. L’angelo viene dipinto nell'attimo prima di confessare a Maria il suo destino divino mentre stringe tra le dita un giglio candido, segno di purezza. In una sinfonia di ori scende sulla Madonna, dalle labbra semi dischiuse per lo sgomento, la colomba dello Spirito Santo. L’opera apparteneva intorno alla metà del Settecento al Doge Pietro Grimani, ma lasciò Venezia già nell’Ottocento. Le vicende collezionistiche la portarono tra l’Austria e la Germania per rientrare infine in Italia negli anni Sessanta del Novecento. Ritorna a Venezia in occasione di questa mostra.
Ci riserviamo di dedicare un approfondimento appena sarà possibile visitarla.

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www.scuolagrandesanrocco.org