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VENEZIA 1600 | Muri Maestri. Alla scoperta della Venezia bizantina che non ti aspetti
di Redazioneweb   
giovedì 01 aprile 2021

Tra storia e leggenda continua la nostra singolare ricerca di tracce antiche in città, che in maniera assolutamente sorprendente appaiono un po' ovunque: dietro un angolo, sui muri solo alzando gli occhi, lungo le calli, sopra colonne o nelle chiese, sui ponti o nelle facciate dei palazzi. I 1600 anni di Venezia sono incredibilmente manifesti, un intreccio affascinante tra l'inesorabile passare del tempo e lo splendore fulgido della storia, che ha dato vita ad un passato immenso e inestimabile, al momento offuscato dal presente, ma linfa vitale per il futuro prossimo.

 

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Venezia e Bisanzio

La nostra seconda tappa per i festeggiamenti dell'anniversario dei 1600 anni della nascita entra nelle pieghe della città sulle tracce di una straordinaria e peculiare Venezia bizantina.
Venezia e Bisanzio, la prima figlia della seconda, diverse ma legate indissolubilmente l’una all’altra dalla magia della storia che si intreccia lungo tutto il medioevo e giunge fino ai giorni nostri. A rendere evidente questa simbiosi millenaria concorro due monumenti simbolo di Venezia: Torcello e la sua Cattedrale intitolata all'Assunta, la Theotókos cara ai bizantini, e la Basilica di San Marco, copia dell’antica chiesa dei Santi Apostoli a Costantinopoli. Dalla facciata di San Marco, i cui decori richiamano lo stile orientale, alla meravigliosa quadriga posta al centro della facciata stessa, portata in laguna direttamente dall’ippodromo di Costantinopoli, alle porte bronzee, specie quella di San Clemente, l’antica porta da Mar, fino al gruppo scultoreo in porfido dei Tetrarchi, all'angolo tra la Basilica e Palazzo Ducale, tutto racconta di questo indissolubile legame fatto di storia e di storie, di passioni, di grandi uomini e di incredibili episodi epocali come leggendarie battaglie, una fra tutte la cosiddetta quarta crociata del 1204, quando i veneziani conquistarono l'antica Capitale impossessandosi di ingenti tesori, o di strette relazioni, alleanze e matrimoni con scambio di doni con gli imperatori bizantini nel corso dei secoli.

Il Tondo Angaran

Torniamo per un momento ai Tetrarchi di San Marco. Le quattro figure di imperatore hanno lo stesso abito, caratterizzati dal copricapo cilindrico, dal paludamentum, dalla corazza riccamente ornata e dalle teste simili, con occhi scolpiti e fissi, colti in un atteggiamento rigido e impassibile che ricorda le divinità orientali.
Proprio sulla figura degli imperatori vogliamo soffermarci per parlare di una singolare e sorprendente traccia bizantina nascosta tra le calli di Venezia, esattamente tra i numeri civici 3717 e 3718 di Dorsoduro, in un piccolo passaggio detto campiello del Angaran, dal nome della nobile famiglia piacentina che abitava il palazzo, tra la chiesa di San Pantalon e il sotoportego Paruta.
La “nostra” traccia è un bassorilievo in marmo di forma circolare, probabilmente tagliato dalla base di una colonna in modo da formare un medaglione, raffigurante un imperatore bizantino rivestito della sacra maestà conferita in Oriente ad un successore degli imperatori romani, con nella mano sinistra il globo crucigero e nella destra un labaro. La figura, che ricalca gli stilemi dei tetrarchi con paludamentum e copricapo cilindrico, è sbalzata su un fondo di quadrifogli disposti a raggio. Si tratta del famoso Tondo Angaran, probabilmente giunto a Venezia dopo la conquista di Costantinopoli nel 1204.

Sulle tracce dell'Imperatore

800px-venice__the_tetrarchs_03.jpgDa più di un secolo il “ritratto” dell’imperatore bizantino campeggia sul tondo sfidando gli studiosi con il suo enigmatico silenzio: chi è l'imperatore raffigurato con le insegne e con un fastoso abbigliamento? Quando e dove fu realizzato? Per quale ragione si trova a Venezia incastonato nel muro di un palazzo?
Tra svariate storie, leggende e supposizioni, due le ipotesi che sono state avanzate al momento, anche se la questione rimane al centro di un dibattito internazionale. La prima ipotesi parte dalla somiglianza di questa figura con quella incisa su antiche monete d’oro bizantine – Hyperperion –, arrivando a identificare l'imperatore in questione con Leone VI di Bisanzio, al potere dall'886 al 912, detto “il Saggio” per il suo amore per la cultura. La seconda ipotesi è costruita attorno ad un altro tondo molto simile a quello dell'Angaran, quello conservato nella Dumbarton Oaks Collection di Washington, proveniente dalla collezione del Principe Federico Leopoldo di Prussia e acquistato in area veneta (dalla chiesa di Sant'Andrea alla Certosa?) verso la metà del XIX secolo. Raffigurati nei due tondi, quello veneziano e quello di Washington, dovrebbero essere rispettivamente un padre e un figlio, Alessio I e Giovanni II Comneno, che furono co-imperatori dal 1092 al 1118. I due tondi, infatti, per quanto molto simili (entrambi di 100 cm. di diametro) non sono identici: l'Angaran raffigura un imperatore più anziano, dal corpo appesantito e la testa più grande. L'abbigliamento è riferibile al tardo XI secolo o ai primi del XII, ma la corona, con la sua fascia ingioiellata e la placca centrale smaltata, priva di kaumelakion, fa propendere piuttosto verso una datazione più antica, restringendo la rosa ad Alessio e Giovanni  , l'unica coppia di imperatori corrispondente all'epoca in questione. Il ritratto riferibile ad Alessio trova inoltre una qualche corrispondenza nella descrizione fisica di corporatura tozza e con una grande testa che ne dà la figlia Anna nell'Alessiade e nella sua immagine riprodotta sulle monete del tempo. Per quanto siano ritratti in posizione frontale, la figura del tondo veneziano sembra accennare un movimento verso la sua sinistra, mentre quella del tondo americano verso la sua destra. Questo ha fatto pensare all'esistenza di un terzo tondo centrale, più grande, raffigurante il Cristo o la Vergine, che imponeva la corona sulla testa dei due imperatori secondo un'iconografia all'epoca molto diffusa. Tuttavia il confronto stilistico tra i due tondi apre nuovi scenari. Le opere, infatti, denunciano una diversa mano esecutiva; la cesellatura delle vesti imperiali è molto più accurata e dettagliata nel tondo di Washington rispetto a quello veneziano.

Vi è poi l'intricata questione che ha alimentato molte ipotesi non ancora pienamente suffragate da ricerche e studi relative al quando e al perché questo tondo sia stato posto sul muro di quel palazzo vicino a San Pantalon.
Ultima annotazione: è certo che più volte venne proposto di musealizzare il tondo, ma ogni volta gli abitanti del palazzo si sono opposti fermamente, rivendicandone la proprietà “sentimentale”!

CONSIGLI DI LETTURA

Guida alla Venezia Bizantina

Santi, reliquie ed icone della Venezia bizantina (seconda edizione)

Renato D’Antiga
Casadeilibri, 2016
www.casadeilibri.com

I tondi di Venezia e Dumbarton Oaks
Arte e ideologia imperiale tra Bisanzio e Venezia

a cura di Niccolò Zorzi, Albrecht Berger, Lorenzo Lazzarini
Venetiana, Centro Tedesco di Studi Veneziani, 2019
www.dszv.it