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Qui e in ogni luogo. Un bosco elettronico alla Foresta M9
di Davide Carbone   
giovedì 08 aprile 2021
Una foresta temporanea nel cuore di M9; un luogo emotivo ed essenziale; un’oasi di pace in un periodo difficile per tutti; un paesaggio evocativo; un’esperienza fatta di sensi e conoscenza.

A cura di Luca Molinari e Claudio Bertorelli, Foresta M9. Un paesaggio di idee, comunità e futuro è un’installazione unica nel suo genere: 180 alberi, alti fino a 4 metri, che sovrastano con la loro chioma la variegata vegetazione sottostante, tipica da sottobosco, suggellando da un lato l’emblematico significato di risveglio, ripresa e rinascita, e celebrando dall’altro il forte legame con le radici della città lagunare e il territorio che le fa da cornice.

Fino al 24 aprile questo spazio si conferma luogo in cui poter inoltre ospitare installazioni e performance, assieme a letture per bambini o concerti, tutti trasmessi dai canali social di M9. Grazie a una selezione di performance sonore e dj-set originali, il terzo piano si trasforma in un luogo di ascolto unico e in un dancefloor della diversità sostenibile, uno spazio fecondo dove linguaggi e stili musicali difformi si ibridano e si potenziano a vicenda. Tra i protagonisti delle performance musicali di Forest Sounds, Giovanni Dinello e Riccardo Sellan per il neonato spazio di produzione Cosmo, che abbiamo intervistato.

foresta_m9_cosmo_dinello_sellan.jpg

 

Waldeinsamkeit è il titolo della performance site-specific protagonista del concerto del 9 aprile. Quale il concetto al centro del progetto e come questo si esprime concretamente in musica?
G.D. Waldeinsamkeit è il termine tedesco che indica la sensazione di stare da soli nel bosco, un concetto molto forte che ha ispirato artisti di ogni genere. La performance si sviluppa a partire da un paesaggio sonoro illusorio realizzato da Riccardo: la ricostruzione digitale dell’ambiente della foresta, con tutti i suoni che lo caratterizzano, come versi di animali e fruscii delle foglie. Il suono prodotto dal violino e la sua elaborazione entrano in costante relazione con questi suoni, creando una narrazione che attraversa dei “momenti” che costituiscono le varie sezioni della partitura: il tramonto, la notte, la pioggia, il risveglio della foresta. Tra la natura digitale dei suoni della foresta e l’energia dello strumento elettroacustico la presenza umana non risulta mai sovrapposta all’identità della foresta ma, come suggerisce il titolo, permane al centro dell’idea performativa come chiave di lettura alternativa per considerare noi stessi come parte integrante dell’ambiente che ci circonda.

foresta_m9_cosmo_dinello_sellan_21.jpgCome si sono sviluppati i vostri percorsi artistici e come siete entrati in contatto con lo spazio di produzione Cosmo, arrivando poi a Foresta M9?
R.S. Sia io che Giovanni ci siamo laureati in Musica Elettronica al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, dove ci siamo conosciuti e abbiamo dato vita a quello che ora è VER-V, un’associazione culturale no-profit che riunisce musicisti ed artisti legati al mondo del suono interessati alla sperimentazione, produzione e ricerca nell’ambito della musica elettroacustica.
Dal 2020 VER-V si insedia in uno studio all’interno della chiesa sconsacrata dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca, luogo dove poco più tardi fiorirà lo spazio di produzione Cosmo.
Si è creato così un network con continui ‘attraversamenti’ che ha permesso a molti artisti e professionisti del settore di confrontarsi e lavorare a stretto contatto tra di loro. Credo che il concerto di venerdì rappresenti parte delle energie di questa rete: dai suoni acustici in dialogo con l’ambiente della nostra performance alle atmosfere digitali di Furtherset, che si esibirà dopo di noi, dai complessi rapporti tra strumento acustico ed elaborazione elettronica di Emanuele Wiltsch Barberio e Gabriele Tai alla performance audiovisiva di Luca Lorenzo Ferro ed Enrico Wiltsch (IN/STANZE_#01). Il nostro legame con M9 risale al 2016, quando con la classe di Musica Elettronica del Conservatorio, capitanata da Paolo Zavagna, abbiamo animato l’edizione di Art Night con una performance di musica elettronica nel cantiere del Museo. Nel 2019 inoltre abbiamo realizzato come VER-V l’installazione interattiva Membrane nel Chiostro M9, sempre in occasione di Art Night. Abbiamo sempre guardato a M9 come a un importante punto di riferimento in città ed è stato con grande piacere che abbiamo deciso di presentare nella Foresta M9 la prima assoluta di questo nostro nuovo lavoro, Waldeinsamkeit appunto.


Quali sono i vostri progetti futuri?
G.D. Voglio sicuramente continuare a lavorare su questo progetto con Riccardo ed impratichirmi di più col violino. È uno strumento che ho iniziato a suonare da pochi anni e mi ha affascinato così tanto che alla fine sono passato alla controparte elettroacustica, che sento più 'mia'. Sempre rispetto alla performance Waldeinsamkeit, mi piacerebbe studiare componimenti letterari da mettere in relazione alla narrazione musicale ed introdurre così dei frammenti recitati per connotare maggiormente le sezioni della partitura.
R.S. Come anticipava Giovanni, in questa performance ho utilizzato un soundscape virtuale che si definisce come parte di un progetto più ampio e tutt’ora in fase di sviluppo. L’idea nasce dal voler creare un ambiente sonoro immersivo e virtuale attraverso la sintesi di una serie di oggetti sonori che vanno a comporre un ecosistema realistico che imita un paesaggio naturale, componendo così una musica non “da ascoltare”, ma “per ascoltare”, un percorso che vorrei approfondire in questi anni.

www.m9museum.it

 

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