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Appuntamento in vetrina. Nuove modalità e forme dell’arte in città
di Redazioneweb   
È primavera e come da tradizione è tempo di rinascita, che in questo particolare momento diventa un mantra quotidiano, una spinta a uscire mentalmente dagli schemi del nostro passato. La parola “rinascita” assume oggi come quasi mai prima il significato profondo di trasformazione personale e collettiva.
La capacità di adattamento legata alla propensione alla creatività sono gli ingredienti fondamentali per un recupero della normalità e non è un caso che sia proprio l'arte a indicarci come l'esigenza di manifestarsi sia incontenibile. I segnali di risveglio in città passano infatti attraverso nuove modalità di fruizione dell'arte: i musei sono ancora chiusi? Bene, ecco aalora che le vetrine si trasformano in veri e propri display di bellezza e di energia e le gallerie catturano in maniera diretta e vivida le voci e i gesti degli artisti. Venezia è vuota, ma non di idee, provate a leggere!


 

IO È UN’ALTRA

Chiara Calore | Greta Ferretti

Fino 19 maggio

D3082 è il contenitore artistico della Domus Civica, studentato femminile a Venezia, dedicato esclusivamente al lavoro di artiste, uno spazio non convenzionale nato nel 2019 caratterizzato e concluso nelle grandi vetrate affacciate su Calle de le Sechere (nella direttrice Piazzale Roma/San Tomà), che consentono al pubblico e al passante la fruizione costante delle opere dalla strada.
Protagoniste fino al 19 maggio due giovani artiste, Chiara Calore (Abano Terme, 1994) e Greta Ferretti (Roma, 1996), dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, nel progetto Io è un’altra curato da Daniele Capra. Il titolo della mostra è la declinazione in versione femminile di una delle più note affermazioni di Arthur Rimbaud, «Io è un altro», contenuta nella celebre Lettera del Veggente. Nello scritto rivolto a Paul Demeny, realizzato in giovane età, il poeta teorizza come sia necessario varcare l’ordinarietà e farsi veggente «mediante un lungo, immenso e ragionato disordine di tutti i sensi. Tutte le forme d’amore, di sofferenza, di pazzia». È nella ricerca di quel limite, nel tentativo di sfiorare l’abisso che Rimbaud trova il senso ultimo della verità della poesia. Un senso esplorativo che osserviamo nelle opere delle due artiste, una pittura caratterizzata da una figurazione articolata destabilizzante e anarchica, nella quale elementi realistici sono mescolati a ciò che è inaspettato, deforme, sgraziato o mostruoso. Nella ricerca artistica di Calore e Ferretti la spinta all’alterità nasce da una debordante necessità esplorativa sottesa alla figurazione, in cui l’identità individuale agisce senza vincoli per proiezione, amplificazione o deflagrazione. Le loro opere sono così sentinelle che raccolgono le suggestioni del proprio universo onirico, dell’inconscio e di una fervida immaginazione, grazie a cui l’altro da sé, l’alieno, il diverso o il mutante si materializzano in forma interrogativa sulla superficie pittorica.
Domus Civica, D3082, San Polo 3082

www.d3082.org

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T FONDACO FOR VENICE LAGOON PLASTIC FREE

Dal 7 aprile
Il Fondaco dei Tedeschi, concept store ricco di storia e di bellezza, dove il tempo sembra essere il vero protagonista in quanto il passato si tuffa nel contemporaneo rendendolo unico, riapre dopo il periodo in zona rossa e ancora una volta lo fa a modo suo.
Contenitore di idee (cultura, fashion, beauty, food e molto altro), il Fondaco mette in gioco i suoi spazi per rendere omaggio alla laguna di Venezia, dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità, che ospita, dentro e fuori dall’acqua, una ricchezza naturalistica dal valore inestimabile. Un ecosistema delicato, frutto di un fragile equilibrio tra la natura e l’uomo.
A questo prezioso ecosistema, alla sua fauna e alla sua flora il Fondaco offre le proprie vetrine che, grazie alla collaborazione con l’organizzazione no profit Venice Lagoon Plastic Free, trasforma utilizzando esclusivamente materiali riusabili o riciclati, come ad esempio bottiglie in pet, cordoni, cotone, lamiere, barattoli, carta plissettata, carta crespa, sassi, muschio, stuzzicadenti.
Attraverso originalissimi oblò, in un gioco di immersione ed emersione, i visitatori e i passanti possono così ammirare il mondo marino: pesci, crostacei, molluschi, ricci, alghe e piante alofite, riproposti in forma creativa, si immergono, nuotano e affiorano in una scenografia lagunare.
Il Fondaco riapre e si offre come spazio-manifesto sulla prevenzione e riduzione dell’inquinamento da plastiche e rifiuti nelle acque di Venezia e per sensibilizzare sul tema dell'uso sostenibile delle risorse.
Fondaco dei Tedeschi
Ai piedi del Ponte di Rialto (lato Campo San Bartolomeo)

www.dfs.com

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ARMOR

Maddalena Tesser
7 aprile – 18 maggio 2021
Un corpo di dipinti inediti, ideati per creare uno spazio di narrazione che non prevede epilogo: un luogo di introspezione, il rifugio appartato dove riporre il proprio equipaggiamento di stati d’animo e ricordi, a salvaguardia della nostra identità personale. Maddalena Tesser, nata a Vittorio Veneto nel 1992, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia nel 2017, presenta Armor.
Il senso di ogni immagine travalica i limiti delle singole opere per animarsi nel dialogo reciproco, accompagnandosi al lieve preludio di un richiamo sommesso, che induce a confrontarne i contenuti, le espressioni e le forme, per il costante riaffiorare di tematiche, situazioni, frammenti, allusioni, memorie.
Ogni opera rappresenta un segno che rimanda a una vicenda remota, oppure a un gesto trattenuto, a un’aspirazione non ancora realizzata, inespressa, che è reclusa altrove o che riposa al riparo della propria coscienza. Le figure e gli oggetti, i corpi e le piante in fiore, l’erba, l’acqua, le pietre, i capelli – la pelle e le vesti – si ricompongono nella sottile architettura di simboli e significati che collega e sorregge l’insieme della mostra.
Ciascun episodio, dentro i grandi dipinti o nella sequenza dei ritratti, partecipa all’edificazione di questa armatura minutamente articolata – lieve e balenante e al contempo dura come il metallo forgiato – evocando l’ambigua possibilità di penetrare la materia pittorica per decifrarne i caratteri nelle presenze e nei racconti che si rivelano in ogni quadro.
A plus A Gallery
San Marco 3073

www.aplusa.it

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EARTH

Keith Arnatt, Heidi Bucher, James Capper
Fino al 24 aprile 2021
La mostra esplora il lavoro radicale di tre artisti, Keith Arnatt (1930-2008), James Capper (1987) e Heidi Bucher (1926-1993), all’interno del contesto del paesaggio e della performance. Le ricerche dei tre artisti, che usano la fotografia, il collage, il disegno e la scultura per dare una forma concreta a processi al contempo duraturi ed effimeri, sono messe in relazione per la prima volta, dopo che Alma Zevi ha lavorato con ciascuno di loro in diverse occasioni. Combinando assieme le loro diverse tecniche artistiche e documentarie, ciascun artista crea il proprio mondo, unico e autosufficiente.
Di Keith Arnatt possiamo ammirare lavori della fine degli anni Sessanta come, ad esempio, la serie Self-Burial (1969), fotografie che ritraggono l’artista mentre scompare gradualmente nel terreno, cancellando la presenza del suo corpo. La rimozione completa dell’artista dall’immagine indica la smaterializzazione dell’opera d’arte, portandola a “collassare” concettualmente su sé stessa.
Di Heidi Bucher sono in mostra per la prima volta i rari collage degli anni Ottanta intitolati Der Schlüpfakt der Parkett Libelle (1981), dove “Libelle” significa libellula, il marchio distintivo di Bucher. In questo potente simbolo naturale si ritrova un collegamento con l’architettura dislocata e con la ricollocazione di ambienti domestici in spazi all’aperto, che unitamente alla libellula stessa diventano un simbolo di liberazione di genere.
Di James Capper, giovane artista britannico, il cui lavoro si sviluppa dall’unione di scultura, scienza e ingegneria, troviamo in mostra una selezione di sculture intitolate Atlas, macinatori in metallo che l'artista ha disegnato e costruito, i quali hanno la funzione di essere sia parti di sculture cinetiche più grandi, sia opere singole. Rimossi dal loro contesto originario di attività estrattiva, essi vengono trasformati in sculture totemiche: l’impatto che hanno sull’ambiente riunisce assieme il mondo naturale, la performance art e la tecnologia.
Alma Zevi
San Marco 3357, Salizzada San Samuele

www.almazevi.com

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THE VENICE GLASS WEEK 2021

BANDO | iscrizioni entro il 3 maggio 2021

The Venice Glass Week si prepara per #VivaVetro!, la quinta edizione del festival che coinvolgerà Venezia e Murano e Mestre per due settimane, dal 4 al 17 settembre 2021. Chi desidera partecipare al programma ufficiale del Festival con un progetto originale a tema esclusivamente “vetro”, ha tempo per presentare la propria domanda fino a lunedì 3 maggio 2021 consultando il sito web www.theveniceglassweek.com e compilando online il formulario con il proprio progetto. È possibile infatti iscriversi gratuitamente al Festival presentando un evento o progetto autonomo, oppure facendo domanda di inclusione a The Venice Glass Week HUB e a The Venice Glass Week HUB Under35. L’HUB, che si terrà all'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti nella sede di Palazzo Loredan, ospiterà non solo una selezione di opere di artisti nazionali e internazionali, ma anche le opere e i progetti di giovani artisti e designers under 35, italiani e internazionali, in uno spazio dedicato al piano terra del Palazzo.

 

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SOGNO E VIAGGIO. GIOVANI ARTISTI IN MOSTRA

BANDO | iscrizioni entro il 10 maggio 2021 

Concorso a premi dedicato ai giovani artisti su progetto di Isabella Albano, artista e scrittrice, in collaborazione con D’E.M. Venice Art Gallery.
La tematica coniuga la passione per l'arte e il viaggio, sia reale che metaforico. È l'idea di un'arte sociale, che possa formare identità artistiche competenti, consapevoli e responsabili.
«Nasce nel contesto della cosiddetta “pedagogia del dono” – spiega Isabella Albano – impegno sociale per dare l’opportunità ai giovani artisti/e di trovare la capacità di suscitare un’emozione profonda, vera madre del pensiero, non piegata a logiche di consumo».
Il concorso ha lo scopo di valorizzare e promuovere i giovani artisti di talento, le eccellenze, l’arte e la cultura tra le giovani generazioni. È aperto a tutti gli/le artisti/e dai 18 ai 35 anni, senza limiti di nazionalità. Le opere, per partecipare al premio, dovranno essere classificate come pittoriche realizzate con tecniche miste. Ogni artista può partecipare con una sola opera, la cui misura non dovrà superare 1 m per 1 m. È prevista la segnalazione delle migliori dieci opere, nonché la realizzazione di più eventi espositivi delle opere finaliste per i vincitori.
Il primo premio consiste in una mostra personale del vincitore per dieci giorni lavorativi; il secondo in un'esposizione di sei giorni lavorativi con dieci opere; il terzo sempre in un'esposizione di sei giorni lavorativi però con cinque opere. Infine, un Premio della Giuria Popolare donato dalla D’E.M. Venice Art Gallery.
Gli artisti possono iscriversi entro il 10 maggio utilizzando una delle seguenti modalità: online, compilando il form di iscrizione disponibile sul sito; direttamente in galleria, nella sede di via Cappuccina 15; inviando un’email a: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
Il bando è disponibile all'indirizzo www.demveniceartgallery.com

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