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L’Architettura è presente. La Biennale riparte in maggio, ma non è stato un anno perso
di Marisa Santin   
giovedì 15 aprile 2021

Sarà una Biennale Architettura ‘espansa’, che raccoglierà le sedimentazioni di quest’anno interrotto per aprirsi ancora di più verso una condivisione delle esperienze ripensata e rivista. Siamo una specie adattabile e siamo pronti ad accogliere una rinascita tanto attesa in cui si mescoleranno forme ibride di fruizione dell’arte. Nel frattempo abbiamo imparato ad incontrarci e a comunicare da lontano, a parlarci attraverso gli schermi, a pregustare il momento in cui a tutto questo si affiancherà di nuovo, finalmente, l’incontro e la vicinanza. L’arte è viva e tornerà dal vivo, e per questo dobbiamo ancora una volta riconoscere la forza trainante de La Biennale di Venezia che con coraggio, ma anche con grandissimo senso di responsabilità nell’applicazione delle norme anti Covid, non ha mai smesso di credere nella insostituibilità della presenza dal vivo, l’anno scorso con un’edizione della Mostra del Cinema che è stata come un faro nel buio per tutto il mondo delle manifestazioni culturali, e quest’anno con la presentazione dei programmi di Architettura, Danza, Musica e Teatro per il 2021, che osano rimettere al vertice delle priorità l’incontro, il tatto, il corpo, la presenza, la vita. 

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Come ha sottolineato il Presidente Roberto Cicutto, questi programmi ideati in mesi di incertezza ma tuttavia così intensi, complessi, articolati e di grande qualità, si congiungono idealmente nella domanda posta da Hashim Sarkis per la sua Biennale Architettura: Come vivremo insieme? How will we live together? Una domanda che si è rivelata drammaticamente urgente e che ora ci appare lungimirante, quasi beffardamente profetica, dandoci ulteriore prova di quanto l’arte e la cultura abbiano la funzione di anticipare le questioni fondamentali del nostro presente.  

La Biennale Architettura aprirà il prossimo 22 maggio dopo un anno di assenza, che però non è stato un anno perso. Il curatore Hashim Sarkis e tutti i partecipanti hanno perseverato a lavorare proponendo continue riflessioni attraverso i canali digitali e rielaborando i rispettivi progetti in vista dell’apertura della manifestazione. Rimane la proposta nelle sue linee generali, con la divisione in cinque grandi stanze tematiche che si sviluppano su un concetto di scale progressive distribuite fra l’Arsenale e i Giardini, per immaginare gli spazi in cui vivremo insieme come esseri umani (Among Diverse Beings), in nuovi nuclei abitativi (As New Households), fra comunità emergenti (As Emerging Communities), come nazioni (Across Borders) e infine - considerando la scala più ampia possibile - come abitanti di un unico pianeta (As One Planet).

La visione della 17. Biennale Architettura di Venezia

La visione dell’Architettura si espande verso il mondo, accettando la sfida di includere nella propria riflessione le grandi questioni globali del nostro tempo, dalle migrazioni alle nuove tecnologie, dalla crisi climatica fino alle profonde disuguaglianze sociali ed economiche che rallentano il processo di sviluppo verso una illuminata realizzazione del nostro vivere insieme. In questo senso risulta ancor più emblematica la scelta di attribuire un Leone d’Oro alla memoria a Lina Bo Bardi, progettista e attivista, una figura potente che incarna in sé la tenacia dell’architettura nel mettere insieme la vita e le arti soprattutto in tempi difficili.   

La Biennale Architettura si farà e, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, non rinuncerà ad essere più che mai inclusiva e accogliente: 114 protagonisti nella mostra principale, 62 presenze nazionali, 17 eventi collaterali, 4 eventi speciali, fra cui il progetto di collaborazione con il Victoria & Albert Museum di Londra, che rifletterà sulla presenza delle moschee nell’ambiente architettonico londinese. E poi i Meetings on Architecture, le Biennale Sessions, rivolte alle università e ai centri di ricerca, i programmi Educational, che si concentrano sull’attività formativa, e una speciale commistione tra gli spazi architettonici e i corpi di ballo di Biennale Danza. Un programma di incontri e iniziative, in parte online e in parte in presenza, esteso lungo tutti i mesi di permanenza della Biennale fino a novembre.

All’appello per un primo, agognato passo verso una ritrovata normalità, l’Architettura risulta viva e presente!

www.labiennale.org