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Home arrow ZOOM arrow Isolati nell'isola. La storia della quarantena, appena finita la quarantena
Isolati nell'isola. La storia della quarantena, appena finita la quarantena
di Redazioneweb   

Nella ricerca delle tracce di questi 1600 anni di storia è incredibile poter constatare come molte di queste evidenze presenti in città e nelle isole siano dei pilastri della nostra contemporaneità.  
Questa terza puntata indaga proprio come i fondamenti della storia della Serenissima siano oggi per noi elementi del nostro quotidiano.


In quest’ultimo anno, per esempio, abbiamo imparato che “quarantena” è un termine proprio coniato dai veneziani, che prende origine dall’isolamento di 40 giorni di navi, merci e equipaggi in arrivo dall’Oriente prima di entrare in città. Fu messa in atto come misura di prevenzione contro la malattia che imperversava in quel periodo, la peste nera che tra il 1347 e il 1359 sterminò circa il 30% della popolazione dell’Europa e dell’Asia. Sono stati i veneziani i più veloci a reagire e a istituire ancora nel primo anno di epidemia (1347) una magistratura con compiti sanitari, nominando tre tutori della salute pubblica, divenuti poi provveditori alla Sanità, e a ricoverare dal 1423 i passeggeri provenienti da luoghi infetti nell’isola di Santa Maria di Nazareth, detta "Nazarethum", nome presto modificato in Lazzaretto. Per distinguerlo dall’altro Lazzaretto detto “Novo”, edificato a partire dal 1468 su un’altra isola nei pressi del porto del Lido e che aveva compiti solo di quarantena e non ospedalieri, l’isola assumerà il definitivo nome di Lazzaretto Vecchio.

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Quaranta giorni

La scelta dei 40 giorni come lunghezza del periodo di isolamento necessario per evitare il contagio ha delle spiegazioni molto spesso simboliche e legate alla credenza popolare: dalle teorie di Ippocrate sulle malattie acute, che per il medico greco avevano un decorso di 40 giorni per giungere ad un punto di svolta della malattia verso la guarigione, alle teorie pitagoriche e al significato particolare del numero 4; dal valore simbolico e magico fin dall’antichità del numero 40, corrispondente ai giorni trascorsi da Gesù nel deserto, diventati poi la Quaresima, ai 40 giorni di durata del diluvio universale raccontato nella Genesi e l’Avvento; fino agli astronomi babilonesi, che associarono i 40 giorni in cui la costellazione delle Pleiadi non è visibile, tra aprile e maggio, con le piene e le inondazioni primaverili, spesso catastrofiche, ma vitali per l’agricoltura. Da quel momento il termine di 40 giorni sarebbe passato a indicare un periodo di difficoltà da dover superare per ritrovare la salute. Oggi quarantena ha assunto il valore generico di isolamento precauzionale ed è di durata variabile, come è noto.

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Lazzaretto Nuovo

Ma ritorniamo alle nostre tracce, che ci sono quanto mai vicine. L'isola del Lazzaretto Nuovo, definita la soglia di Venezia, nasconde un curioso patrimonio di testimonianze visive lasciate da migliaia di persone che nei secoli hanno trascorso qui settimane in isolamento. Sui muri del magazzino (teson grande), che fungeva da ricovero durante la quarantena, sono visibili scritte e disegni che raccontano la vita quotidiana in condizione di liberta “condizionata”. Un viaggio incredibile in un passato che ai nostri occhi, provati da questo lungo periodo di forzata quarantena, assume una dimensione potentemente prossima per quanto lontana nel tempo.
Cosa provavano allora e cosa abbiamo provando noi?
La reazione all'isolamento sviluppa, con le dovute differenze, percorsi assolutamente simmetrici. Sui muri la necessità di lasciare una testimonianza diventa semplice evidenza dell’esistere. Così come oggi la nostra ossessiva necessità di comunicare attraverso un mezzo virtuale diventa ricerca di una socialità anche se surrogata.
Il diario visivo confuso e sovrapposto di esistenze diverse che emerge dai muri del Lazzaretto Nuovo assume dunque un valore oggi non più meramente storico, di testimonianza, anche se a vederlo bene, da vicino, ci permette di entrare ancora di più nella storia di Venezia, dove le culture e le vite si intrecciano da sempre, lasciando tracce indelebili nel tempo.
Appena possibile, prenotate una visita su lazzarettiveneziani.it