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Home arrow VENICENESS arrow Il pesce d'aprile che fa bene al cuore. Il 'povero' pesce azzurro, tra i più ricchi del Mare Nostrum
Il pesce d'aprile che fa bene al cuore. Il 'povero' pesce azzurro, tra i più ricchi del Mare Nostrum
di Nadia Frisina   

Regine indiscusse della Primavera tra i banchi del pesce, le alici illuminano di freschezza il Mercato di Rialto. Ricche di grassi buoni e piene di Omega 3, le alici appartengono alla famiglia delle Engraulidae. Godono di un grande potere antinfiammatorio e mangiarle regolarmente aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari, a mantenere i livelli di colesterolo buono, la corretta funzionalità del fegato, dei reni e dell’intestino, contribuendo così anche al buon funzionamento del nostro cervello favorendo lo sviluppo neuro cognitivo.
Il pesce azzurro si conferma essere il prodotto ittico più pescato in Italia e le alici ne rappresentano senz’altro, in termini quantitativi, la parte più copiosa. Nel nostro Paese ne vengono pescate dalle 40 alle 60 tonnellate per anno e per la maggior parte provenienti proprio dal Mare Adriatico. Le tecniche di pesca delle alici nel Mediterraneo variano da Paese a Paese, da costa a costa, a seconda delle differenze morfologiche dei fondali marini. In Italia, per esempio, si pesca di giorno alla luce del sole, mentre in Croazia si pesca la notte alla luce delle ‘lampare’.

 

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Alici o sardine?

Marinate, fritte, saltate in padella, con la pasta o sott’olio, le alici hanno un sapore delizioso ed il loro impiego in cucina viene esaltato dalla produzione di eccellenze gastronomiche regionali apprezzate in tutto il mondo. In generale è il pesce povero ad essere ricchissimo di minerali preziosi per il nostro organismo, come selenio, iodio, calcio, fosforo, ma anche di vitamine di tipo A, D, B e B12.
Seppur spesso confuse dal consumatore inesperto con le alici, le sardine sono molto diverse nell’aspetto ed appartengono ad un’altra famiglia, quella delle Clupeidae. Ricche anch’esse di Omega 3, le sardine sono spesso consigliate dai nutrizionisti in quanto ricche di proteine e per il basso contenuto calorico. Nei nostri mari, in questa stagione, la pesca è abbondante e le sardine a Rialto si comprano a buon mercato. Tantissime le ricette che ne esaltano il sapore. A Venezia si cucinano da secoli in ‘saor’, dunque prima infarinate e fritte e successivamente ricoperte e lasciate marinare da abbondante cipolla bianca, cotta in agrodolce con uvetta, pinoli e alloro.

Mangiare sano con il pesce azzurro

Nell’era del takeaway e della consegna del cibo a domicilio mangiare sano diventa un’esigenza, uno stile di vita ed anche una nuova tendenza. Il pesce azzurro ce ne dà l’occasione. Ricercando nella dieta mediterranea e nelle sue antiche ricette troviamo tutti gli spunti e i suggerimenti per un’alimentazione sana e completa, che si esprime anche in piatti unici ricchi di fibre e proteine. Come nel caso della pasta con le sarde, una ricetta semplicissima e gustosa in grado di tenerci in forma. A Catania gli spaghetti con le sarde si preparano sbollentando in acqua salata il finocchietto selvatico, che andrà rosolato in padella con aglio e scalogno. Si aggiunge poi un cucchiaio di uva passa, una piccola manciata di pinoli e qualche pistillo di zafferano, lasciando poi ben rosolare le sarde sfilettate e sfumando il tutto con un bicchiere di vino bianco. Nel frattempo, nella stessa acqua dove si è sbollentato il finocchietto, si cuociono al dente gli spaghetti e dunque ben scolati vanno saltati in padella con il sugo delle sarde e alla fine, per insaporire, si spolvera sopra la pasta un cucchiaio di pangrattato precedentemente abbrustolito con olio, aglio e buccia di limone grattugiata.
Bianco o azzurro che sia, a Rialto il pesce non manca e così non mancano le occasioni per una scelta alimentare sana e sostenibile. Andare al Mercato è come abbandonare la realtà virtuale per entrare in una sorta di Facebook a kilometro Zero. Immergersi nella realtà del mercato ittico di Venezia porta a vivere un’esperienza autentica fatta di storie e contenuti legati al territorio e alla laguna, di immagini colorate ed espressioni dialettali. Un mondo, quello del mercato, dove rimanere connessi alla vitalità di una città a banda larga come Venezia, che trova la sua identità nel flusso continuo di scambi, di prodotti e di culture.

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