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Ti scrivo un racconto. Selezionata la cinquina del Campiello Giovani 2021
di Redazioneweb   
giovedì 29 aprile 2021
Il comitato tecnico del Premio Campiello Giovani, giunto alla 26esima edizione, composto da Giuliano Pisani, Giulia Belloni, Michela Possamai e Daniela Tonolini, ha selezionato i cinque finalisti, dai quali uscirà il vincitore che verrà proclamato il 4 settembre. Gli autori dei racconti sono di età compresa tra i 15 e i 22 anni e di diverse provenienze geografiche, a dimostrazione che, fortunatamente, la passione per la scrittura, seppure minoritaria, trova sempre nuovi adepti, a Nord come a Sud, e ciò alimenta la speranza che non per tutti l’esercizio della scrittura debba miseramente esaurirsi in un tweet o in un post.
Salvatore Lamberti, 19 anni di Scisciano (NA), con Roman; Shannon Magri, 22 anni di Castel Gabbiano (CR), con Kiyoshi nella tempesta; Martina Sangalli, 21 anni di Carugo (CO), con Blu colomba; Alice Scalas Bianco, 18 anni di Vigevano (PV), con Ritratto di Parigi; Camilla Tibaldo, 21 anni di Trecenta (RO), con La somiglianza.
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I racconti dei cinque finalisti

SAPIENTE 

ROMAN di Salvatore Lamberti

Roman è un ragazzino romeno che legge in classe una poesia che parla dell’amore per un suo coetaneo e per questo, e per il fatto di essere straniero, viene inseguito da alcuni suoi compagni di classe, prima deriso e poi picchiato, finché resta esanime a terra senza difese. Il tempo di riprendersi un po’ e fa ritorno a casa, dove vive con la madre in misere condizioni da quando si sono trasferiti in Italia. Non riesce a parlarle dell’accaduto e va a dormire. Nei giorni seguenti sente la madre parlare giù in cortile con un uomo e ridere, per poi farlo salire. Capisce che quell’uomo entrerà nella loro vita e la cambierà per sempre e che a lui toccherà farsi da parte, facendo come sempre: subire e aspettare che passi. Anche quello che considerava suo, l’amore di sua madre, sarà di altri. Sta crescendo e perde ad una ad una tutte le sue illusioni. 

 

POETICO

KYOSHI NELLA TEMPESTA di Shannon Magri

Un racconto sulle distanze e sulle relazioni tra una madre e un figlio, compromesse e contrastanti nei sentimenti di quest’ultimo. La difficoltà di un rapporto che viene riannodato da una tempesta e da un volume di poesie, elementi di riscatto e di riscoperta reciproca.

 

MALINCONICO

BLU COLOMBA di Martina Sangalli

La vicenda narra di Livia e Andrea le cui strade, a distanza di anni, tornano casualmente a incrociarsi in un caldo pomeriggio estivo. Si ritrovano, così, a confessarsi i contenuti di quei silenzi con i quali, da innamorati, cercavano di non darsi dolore. È così che Andrea e Livia si scoprono cambiati: un riconoscersi oggi diversi che lascia sospeso anche il loro futuro, il quale pare tutto giocato nelle ore di una sera piovosa, tra le mura blu colomba della stanza di una pensione.

 

 

SUGGESTIVO

RITRATTO DI PARIGI di Alice Scalas Bianco

Il racconto narra dell’incontro, inaspettato e imprevisto, tra un padre e una figlia, frutto di un rapporto d’amore in gioventù. A distanza di anni, sullo sfondo di una Parigi dipinta nelle emozioni dei protagonisti, l’uomo d’affari e la figlia, venuta all’improvviso, si conoscono, o meglio, apprendono ciò che non sapevano e ignoravano l’uno dell’altro, nonostante la resistenza dell’uomo e i pregiudizi della figlia. Il ricordo della bellezza e dell’amore che fu corre il rischio di annullare le ritrosie e il perbenismo dell’uomo che, ancorato alla famiglia e alla sua reputazione, stenta a rivelare qualcosa di sé e delle scelte di gioventù. Tutto si riannoda in un disegno stropicciato, conservato in tanti anni come un pezzo di paternità da rintracciare, che si rivela nelle reciproche emozioni e si scioglie nel calore di un bistrot, tra i ricordi di un innamoramento e un addio frettoloso.


SORPRENDENTE

LA SOMIGLIANZA di Camilla Tibaldo

Carlo ha vent’anni e sente il peso del secolo che l’ha preceduto, con le sue rivolte, le sue guerre, le sue rivincite e i suoi trionfi, e della nostalgia di un tempo glorioso, di cui non c’è più traccia. Nel suo monolocale in una residenza per studenti cerca invano di comunicare con gli altri, vivendo questi suoi tentativi come fallimentari e inutili. Un giorno mette in bacheca all’università un annuncio: “Cercasi maestro”, annotando sotto il suo indirizzo. Due mesi dopo arriva la prima lettera e inizia la corrispondenza. Il Natale successivo Carlo si reca a casa dei genitori per trascorrere con loro le feste. Decide di portare con sé le lettere, che nasconde in un cassetto della sua stanza. Sarà la madre a scoprirle e a rendersi conto che la grafia di tutte è la medesima. È sempre Carlo che si scrive da solo: la misura fonda della sua solitudine. 

 

www.premiocampiello.org