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Ricomincio da 300. Il Caffè Florian riapre le porte
di Fabio Marzari   
giovedì 29 aprile 2021

Era ora! Piazza San Marco deserta con tutte le attività commerciali chiuse rappresenta e rappresenterà un’immagine indelebile nelle nostre memorie. Questa pandemia terribile ha portato con sé la distruzione di molte certezze, una di queste, granitica, era data dal fatto che in 300 anni di storia il Caffè Florian non avesse chiuso neppure durante le Guerre... Invece un virus impercettibile allo sguardo ha potuto sbarrare gli ingressi di un luogo iconico, metafora della stessa città di Venezia.
Vogliamo sperare che il peggio sia passato per sempre e nuove occasioni di festa siano prossime a moltiplicarsi all’interno delle meravigliose sale del Caffè e soprattutto che l’orchestra possa riprendere a suonare in piazza fra gli avventori dei numerosi tavolini che potranno 'invadere' il plateatico esterno.
Sabato 1° maggio il Florian riapre e si spera non chiuda più, affidando al ricordo il silenzio delle sale vuote.

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Durante questo periodo ho avuto l’opportunità di accompagnare alcuni giornalisti stranieri al Florian, che è stato aperto per poter documentare lo stato dell’arte con una testimonianza diretta al fine di rendere il racconto per i lettori ancor più vivo. Quello che non è mai venuto meno in questi lunghi mesi sono stati l’affetto e l’attenzione da parte degli amici del Florian provenienti da ogni parte del mondo, preoccupati per le sorti del Caffè, nonché la viva attenzione da parte della stampa, nazionale e internazionale, la quale non ha mai mancato di sottolineare quanto il Florian sia legato in maniera indissolubile al destino di Venezia.

L’atmosfera all’interno era surreale, tutto era perfettamente in ordine, tranne nella sala delle Stagioni in cui erano ammassati gli arredi esterni della Galleria. Gli argenti perfettamente lucidati con i vassoi impilati pronti a riempirsi nuovamente di leccornie, la grande macchina del caffè, silenziosa e imperiale allo stesso tempo, splendente nel suo rosso fiammante, che ci guardava dal bancone del bar con tutti i servizi di tazze e piattini ai suoi piedi, pronti a contenere ancora la bevanda per eccellenza che ha reso il Florian celebre nel mondo. Le sale erano sospese, come congelate in un irreale silenzio; gli specchi rimandavano immagini di un vuoto anomalo, somma di un grandissimo numero di avventori che in tre secoli di vita hanno riempito le sale. Forse pure il fantasma di Casanova si è meravigliato di tanto vuoto, annoiandosi terribilmente nel non poter udire il chiacchiericcio in tantissime lingue differenti e non potendo dare libero sfogo al suo gioco preferito, vale a dire quello di attraversare gli specchi tra le varie sale. E che avranno detto gli uomini illustri, “immattonii” (sbigottiti) come si direbbe in veneziano, nella fissità delle pareti? Alcuni di loro hanno vissuto direttamente le pestilenze del passato e sanno che anche dopo la notte più buia segue l'alba.

Bentornato a Floriano Francesconi e a tutti coloro che si sono succeduti nei secoli a capo dell’azienda, a Paolini e a tutti i dipendenti del Caffè di oggi.
Dove eravamo rimasti?

www.caffeflorian.com