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Destini incrociati. Alla Fenice Verdi e Čajkovskij sulle note del “fato”
di Fabio Marzari   
giovedì 06 maggio 2021

Il Teatro La Fenice ha dimostrato nel corso di questi lunghi mesi di pandemia una forza e una vitalità notevoli. Non era facile stravolgere anche fisicamente la sala teatrale e cancellare un ricco (anche dal punto di vista del profitto) cartellone, riprogrammando quasi di giorno in giorno un'attività che fosse compatibile con le drammaticamente mutate esigenze. Le tecnologie e i canali social hanno permesso di mantenere sempre aperta una finestra di comunicazione con il pubblico e i risultati ottenuti sono stati più lusinghieri, con ben 100.000 iscritti al canale ufficiale YouTube del Teatro. A tal proposito il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina ha dichiarato: «La diretta streaming per la Fenice ha rappresentato uno strumento di fondamentale importanza in questi mesi difficilissimi. Pur nella ferma convinzione che non ci sia niente che equivalga lo spettacolo dal vivo, le piattaforme digitali offerte dal nostro sito e dal canale YouTube ci hanno consentito durante la chiusura del Teatro di continuare a fare spettacolo e di produrre musica. E poiché le limitazioni imposte dalle misure di salute e sicurezza non ci permetteranno di aprire la sala al massimo della sua capienza, per tutto il mese di maggio continueremo a sfruttare le possibilità di questo strumento per raggiungere coloro che ancora non possiamo accogliere».

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Al Teatro La Fenice tra Verdi e Čajkovskij

Dopo l'entusiasmante partenza lo scorso 26 aprile, in cui il teatro è stato preso metaforicamente d'assalto da una folla ordinatissima e distanziata di millennials, a dimostrazione che la musica classica è sempre in grado di catturare nuovi spettatori, la programmazione riprende sabato 8 maggio con un concerto guidato da Henrik Nánási, direttore d'orchestra ungherese che ha lavorato nei più importanti teatri del mondo.

 

Le esecuzioni musicali della serata rappresentano una continuità con il programma della riapertura dedicato a Giuseppe Verdi. Il leitmotiv è dato dal “fato”, il destino incombente. Le note immortali della sinfonia della Forza del destino – un'opera la cui trama complessa vede come protagonista l’infelice Leonora, destinata a morire trafitta dalla spada vendicatrice del fratello – fin dalle prime battute ci introducono nel pieno del dramma: tre accordi, secchi, che ribadiscono la tonica e che simboleggiano il destino funesto che si abbatterà sulla protagonista. Comincia subito il primo tema vero e proprio: atmosfera sinistra e inquieta che nel corso dell’opera verrà sempre legato a Leonora e alla maledizione del padre morente. La celeberrima sinfonia, dove compare il motivo del fato ineluttabile, fu introdotta solamente nella versione che fu presentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 27 febbraio 1869. Un Verdi capace di toccare le vette del sublime, una meraviglia all'ascolto, potenza e dramma in ogni nota.


Segue la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il'ič Čajkovskij. L’opera si caratterizza per un tema ricorrente che unifica i quattro movimenti di cui si compone: è un motto che, come scrisse lo stesso Čajkovskij alla sua mecenate Nadežda von Meck, rappresenta «la totale sottomissione davanti al fato oppure, il che è lo stesso, agli imperscrutabili disegni della Provvidenza». Nonostante la rassegnazione permei il nucleo generatore di questa pagina, l’opera presenta momenti di luminosità, a restituire tracce di felicità in sé che esiste, sembra voler dire Čajkovskij, ma solo nella consapevolezza della propria precarietà. Per quanto la nota dominante sia la malinconia, lo stesso tema che apre la sinfonia, per poi costituirne il leitmotiv, può apparire sotto forma di una voce da oltretomba, esalata dal registro più cupo e spettrale immaginabile per un clarinetto all'inizio del primo movimento, ma anche sotto forma di una nervosa e decisa marcia verso il proprio destino, scandita da una fanfara di ottoni nell'ultimo movimento.
Il concerto si può seguire anche in live streaming dal sito www.teatrolafenice.it e sul canale YouTube del Teatro.

 

 

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