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Home arrow ART arrow L’esploratore di mondi vicini e lontani. Omaggio a Mario De Biasi, testimone della storia del '900
L’esploratore di mondi vicini e lontani. Omaggio a Mario De Biasi, testimone della storia del '900
Written by M.M.   

mario_de_biasi_brigitte_bardot_venezia_19571.jpgÈ un'Italia lontanissima, a tinte neorealiste, in parte nostalgica, quella che emerge in maniera incisiva dalle fotografie di Mario De Biasi (1947–2003) nell’ampia retrospettiva fermamente voluta da Casa dei Tre Oci e Fondazione di Venezia, che riapre finalmente al pubblico il 13 maggio.
Molti gli scatti iconici in mostra, a partire dalla sua fotografia più celebre e probabilmente più amata, Gli Italiani si voltano, realizzata nel 1954 per il settimanale di fotoromanzi Bolero Film e scelta da Germano Celant come immagine-guida della sua mostra al Guggenheim Museum di New York The Italian Metamorphosis 1943-1968, con una splendida Moira Orfei vestita di bianco che passeggia per il centro di Milano attirando lo sguardo di un gruppo di uomini. Molte le immagini che restituiscono un’Italia devastata dalla guerra, dove si coglie, tuttavia, la voglia di rinascita e di ricostruzione. Sono brani visivi «di un Novecento che oggi appare lontano – annota Denis Curti, direttore artistico della Casa dei Tre Oci – ma che non smette di muovere curiosità».

 

In viaggio con De Biasi

Frutto di un’immensa ricerca nell’archivio De Biasi, l’esposizione, curata da Enrica Viganò, ripercorre l’intera produzione del fotoreporter, dagli esordi come collaboratore del settimanale «Epoca» fino ai suoi ultimi lavori, procedendo diacronicamente per nuclei tematici attraverso dieci macro sezioni. È un viaggio emozionante attraverso grandi eventi storici, viaggi esotici, scene di vita quotidiana, ritratti di personaggi potenti e famosi così come di volti anonimi, che infine sfocia nel concettuale e nell'astratto. De Biasi ci accompagna attraverso scorci memorabili di New York, nella prospettiva ravvicinata dell’insurrezione ungherese del 1956, in cui si trova letteralmente sotto il tiro delle pallottole, fino a venirne colpito ferendosi facendogli guadagnare il titolo di “Italiano Pazzo”, nella Siberia con temperature sotto i 65 gradi e nell’Etna in eruzione.

 

Le sue indagini da Londra a Parigi, da Roma a Vienna, dal Cairo a Teheran, dalla Tailandia al Brasile, da Israele al Nepal raccontano di baci, di barbieri di strada, di pause pranzo. Proprio a quest’ultime è dedicata una grande installazione raffigurante un mappamondo sul quale vengono esposte 40 fotografie vintage, di piccolo e piccolissimo formato, ciascuna connessa al luogo in cui è stata scattata. L’intento è qui quello di restituire il senso di universalità e la cifra antropologica che connotano il suo lavoro, capace di fermare in semplici gesti quotidiani un forte senso di comunanza tra culture lontane.


In mostra anche le immagini dello sbarco sulla luna, i suoi più famosi ritratti legati alla Mostra del Cinema di Venezia, tra i quali quelli di Brigitte Bardot, di Federico Fellini e Giulietta Masina, di Romy Schneider e di Maria Callas, le fotografie dei suoi innumerevoli viaggi, tra cui spiccano le immagini scattate ad Hong Kong, in Sud America e in India. L’ultima sezione si concentra sull’amore per la natura, di cui sono rivisitati forme e segni, resi in foto come una sorta di “poesia visiva” astratta.


«Mario De Biasi. Fotografie 1947-2003»
13 maggio 2021 - 9 gennaio 2022
Casa dei Tre Oci, Giudecca 43 (Zitelle)
www.treoci.org