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Home arrow ARTE arrow Alle radici del bello. La Fondazione dell’Albero d’Oro riapre le porte di Palazzo Vendramin Grimani
Alle radici del bello. La Fondazione dell’Albero d’Oro riapre le porte di Palazzo Vendramin Grimani
di Redazioneweb   
martedì 18 maggio 2021

La Fondazione dell’Albero d’Oro, istituzione culturale senza fini di lucro, nasce nel 2019 con l’obiettivo di restituire vita e anima a Palazzo Vendramin Grimani, già noto come Palazzo Grimani Marcello, dalla candida facciata in stile rinascimentale interamente ricoperta in pietra d’Istria e impreziosita da dettagli scultorei e inserti di porfido rosso egiziano, di marmo verde antico di Tessaglia e di cipollino rosso iassense. Questa dimora sul Canal Grande torna a vivere attraverso la riscoperta della storia delle illustri famiglie che l’hanno abitata e grazie allo studio delle collezioni d’arte disperse, frutto di un’accurata ricerca tuttora in corso e futuro progetto esositivo.

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Presentando e confrontando espressioni artistiche passate e presenti, il Palazzo diventa un nuovo luogo di trasmissione, di scambio artistico e culturale aperto al mondo, punto di partenza e destinazione di un nuovo affascinante viaggio, reale e immaginario, nell’arte e nella città. Il nome scelto per la Fondazione è omaggio diretto al ramo dei Grimani dell’Albero d’Oro che animò per secoli il Palazzo. La famiglia diede alla Repubblica un doge, Pietro (dal 1741 al 1752), uomo di grandissima cultura, che fece del Palazzo un vero e proprio cenacolo illuminista, vivacizzato dalla presenza di esponenti di vari rami della cultura, dall’architettura alla poesia, dalle scienze alla filosofia. Oltre che raffinati collezionisti, i Grimani dell’Albero d’Oro furono importanti committenti di opere architettoniche, scultoree e pittoriche sia a Venezia che nei domini di terraferma e d’oltremare.


I rivolgimenti seguiti alla caduta della Repubblica (1797) e alle varie divisioni ereditarie provocarono la dispersione delle raccolte d’arte della famiglia. In occasione di questa sua attesissima riapertura ufficiale il Palazzo offre al pubblico un percorso espositivo multiforme, dove protagonisti sono gli spazi stessi e gli oggetti esposti: dipinti delle collezioni della famiglia Grimani dell’Albero d’Oro e opere sia antiche che contemporanee in prestito da collezioni private internazionali. Il percorso è arricchito dalle fotografie inedite di Patrick Tourneboeuf (Parigi, 1966), che raccontano attraverso l’occhio attento dell’architetto e fotografo francese il palazzo prima e dopo i lavori di restauro.

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Alla vigilia dell’apertura ecco cosa ci ha raccontato Daniela Ferretti, già direttrice del Museo Fortuny di Venezia dal 2007 al 2019 e ora anima curatoriale di questa nuova Fondazione, attorno alla genesi di questa intrigante nuova avventura: «Il progetto è semplicemente nato dalla condi-visione di una grande passione per Venezia in particolare e per l’arte in generale, arte intesa a 360 gradi. Un’avventura che nasce da un gruppo di amici, imprenditori e professionisti francesi e veneziani: Gilles Étrillard, Béatrice de Reyniès, Jean-François Dubos, Stéphane Bouvier e io stessa. Lo definirei un “collettivo”, una squadra priva di personalismi che concorre ad alimentare e accrescere una passione comune attraverso singole professionalità differenti. La scintilla è venuta dall’intelligenza illuminata della proprietà, parte integrante del progetto, che anziché destinare Palazzo Vendramin Grimani, come capita purtroppo quasi sempre in questi casi, ad uso turistico, ha voluto preservare e restituire questi spazi a favore della cultura e della città. Il nostro presidente Gilles Étrillard, collezionista e amante di Venezia, Béatrice de Reyniès e tutti i membri del Consiglio siamo partiti da un concetto di fondo: non vogliamo essere un museo. Queste sono le radici del nostro impegno e del nostro lavoro oggi e soprattutto in prospettiva: il Palazzo deve essere un luogo dove l’arte è viva, dove l’arte può e deve esprimersi liberamente. La nostra ambizione è a tal fine anche quella di favorire studi e ricerche attraverso borse di studio per approfondire i temi del collezionismo. Siamo un luogo aperto e questo ci pone anche il dovere di essere parte attiva in città, favorendone la rivitalizzazione, perché Venezia rappresenta una parte rilevante di mondo. La cultura deve essere il motore del futuro. Noi cerchiamo di entrare nel tessuto culturale cittadino sottovoce. Non vogliamo essere una corazzata che si presenta in pompa magna a sirene spiegate; siamo davvero un gruppo di persone che condividono un ideale e lo vogliono condividere con altri ancora, questo è il senso profondo che informa questo nostro progetto. Se la città non è città... diventa un mero esercizio. Noi ci crediamo molto e siamo entusiasti di questa sfida, che, ripeto, vuole trascendere l’effimera logica del mero evento, scommettendo su un futuro a portata di cittadino, residenziale, di passaggio, nazionale e internazionale».   

Fondazione dell’Albero d’Oro

Dal 24 maggio 2021

Palazzo Vendramin Grimani, San Polo 2033   

Venezia

www.fondazionealberodoro.org