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Home arrow VENICENESS arrow FOOD&MARKET | L'orto della Serenissima è sempre zona verde
FOOD&MARKET | L'orto della Serenissima è sempre zona verde
di Nadia Frisina   

Votate ormai da secoli alla coltivazione dei terreni a destinazione agroalimentare, le splendide Isole della laguna di Venezia regalano alla città copiosi raccolti e prodotti dal sapore davvero inconfondibile. L’abbondanza di sali minerali di questi territori, baciati dal sole e dall’acqua della Laguna, conferisce ai prodotti dell’orto peculiari caratteristiche e un gusto straordinario. Seconda per estensione solo a Venezia, l’isola di Sant’Erasmo vanta terreni dedicati all’agrolagunare ormai da secoli. Noto per le sue eccellenze enogastronomiche, il borgo di Sant’Erasmo si risveglia in questa stagione, ripagando le fatiche dei contadini e deliziando le tavole dei veneziani. Un vero e proprio scrigno sito al centro della Laguna, l’Orto della Serenissima è una meta ambita per gli amanti del biologico, capace di accontentare i palati più esigenti. I verdi campi del borgo sono attraversati da canali, da macchie di alberi e da terreni argillosi, che vengono spesso sommersi dalle alte maree e dai moti ondosi.

 

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IL MIELE DI BARENA

Proprio in questi terreni, sabbiosi e salmastri, ha vita una ricca vegetazione autoctona, unica nel suo genere e legata alla terra emersa e alla Laguna. Tra le piante più famose il limonium, conosciuto anche come “fiorella di barena”. Durante l’estate, quando la pianta si riempie di fiori, gli apicoltori trasferiscono le proprie arnie dalla collina alla laguna: da questa apicultura nomade nasce l’ormai rarissimo miele di barena.

IL CARCIOFO VIOLETTO
Paradiso per gli chef, l’isola di Sant’Erasmo offre una ricchissima varietà di frutta e verdura, con la produzione di prelibati prodotti come cipollotti, asparagi, melanzane, fiori eduli e il famosissimo carciofo violetto. Durante la seconda domenica di maggio (in periodo ordinario e non di Covid) il borgo di Sant’Erasmo fa festa e celebra questo straordinario prodotto, tenero e spinoso, dalla forma allungata e dal colore viola cupo, una vera prelibatezza. I veneziani adorano il carciofo a tal punto che della pianta non buttano via proprio niente, dalle castraure ai botoi, dai cuori ai cardi; la pianta del carciofo viene esaltata da antiche ricette della tradizione veneta in tutte le sue forme.

CASTRAURE E BOTOI

I prodotti agroalimentari di Sant’Erasmo raggiungevano il mercato di Rialto a bordo di imbarcazioni chiamate caorline, spinte un tempo dalla forza delle braccia dei vogatori. La corsa oggi è per accaparrarsi le preziose castraure, il primo fiore del carciofo, che viene sapientemente reciso per consentire lo sviluppo di ulteriori carciofi laterali chiamati botoi, recisi anch’essi in boccio. Dal sapore tenerissimo, le castraure sono disponibili solo per pochi giorni e il loro numero è limitato e oggetto di una vera e propria disputa per contendersi il maggior numero di esse, rivendute a caro prezzo agli estimatori della delizia. Nei bacari, le antiche osterie di Venezia, le castraure si gustano lesse e condite con un filo d’olio, aglio, prezzemolo e pepe.

PROPRIETÀ BENEFICHE DEL CARCIOFO
Cynara per gli antichi Romani e articiochi in dialetto veneziano, l’origine dell’attuale nome non è né greca né latina, ma araba: “al-kharshuf” oppure “harsciof”, che letteralmente significa “pianta spinosa”. I carciofi sono un vero e proprio toccasana per il nostro organismo. Il potassio, il ferro e le fibre aiutano i processi biliari depurando il nostro organismo.

IN CUCINA VINCE LA MAMMA
I carciofi in cucina sono una questione di famiglia. Tra le tante ricette trionfa ancora la ricetta della mamma. Mia madre li prepara in tegame. Dopo averli ben mondati in acqua acidula, rimuove le foglie esterne e ne recide le punte e poi prepara un soffritto con olio di oliva e aglio. A questo punto dispone i carciofi a testa in su, sul fondo di una pentola larga. Tra le foglie dei carciofi inserisce dei pezzetti di formaggio pecorino, delle lamelle d’aglio, un po’ di pepe nero in grani e una spolverata di pangrattato. Irrora il tutto con brodo caldo, copre con un coperchio e lascia cuocere i carciofi a fuoco lento per circa un’ora e mezza, facendo attenzione di aggiungere del brodo quando serve se il fondo si dovesse asciugare troppo. Il risultato vi assicuro è una vera prelibatezza!

L’ERBA DEL VICINO È SEMPRE LA PIÙ VERDE
In circa mezz’ora di vaporetto da Venezia si raggiungono Sant’Erasmo e le Isole della Laguna, ed è un piccolo viaggio sempre piacevole. Eppure approdare sulle Isole della Laguna è di per sé un viaggio, sembra quasi di entrare in un’altra dimensione, dove a dominare è il verde, la tranquillità della campagna, la semplicità della gente, che con sapienza interpreta e asseconda i ritmi della natura, vivendo in simbiosi con essa.
La storia della Laguna si intreccia con la vita della sua gente, in un ritmo dinamico e incessante che si ripete e si rinnova. Un legame indissolubile quello tra i veneziani e la Laguna che dalla preistoria arriva fino ai giorni nostri

 

A cura di Nadia Frisina