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Il suono liquido. Allo Squero l'uragano Uri Caine
di F.D.S.   

Il nome di Uri Caine evoca subito il concetto di libertà espressiva, la più grande libertà espressiva che si possa concepire. Lui appartiene certamente alla categoria dei grandi ibridatori di generi e stili, tipica del pianismo degli ultimi decenni e legata ad una formazione classica giovanile che poi curiosità e talento hanno declinato in mille modi: tuttavia, va detto che in lui questa capacità di rivestire tutte le maschere musicali possibili non si esercita solo con i generi, che in lui subiscono una dilatazione enorme che va dal jazz al funk, dall'elettronica all'hip hop, dalla musica classica all'avanguardia, da Bach, Mozart, Mahler e Wagner a Monk e Fats Waller.

 

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La caratteristica di Caine è quella di trovarsi a suo agio anche nella molteplicità delle ‘forme sonore’, dal pianismo solo ai piccoli combo in trio o quartetto, dalle grandi orchestre ai grandi quartetti di classica come il Quartetto Arditti fino agli ensemble più laterali (ricordiamo con piacere i dischi da lui registrati delle musiche di Wagner e Mahler con le orchestrine di piazza San Marco: il suono così datato, old-fashioned rivelava comunque un amore totale per la partitura, un grande rispetto filologico per la scrittura). Tecnica sopraffina mai esibita, al servizio di un gusto solido e onnivoro: ci sembrano queste le caratteristiche principali di questo musicista di Filadelfia, lontano insomma dal solipsismo talvolta svenevole di Jarrett o dall'approccio profetico di un Brad Mehldau.

Callithump, la sintesi perfetta tra gusto e virtuosismo 

Nel 2014 Uri Caine ha realizzato un disco solo al piano, Callithump, registrato in un'unica seduta, senza nessuna alterazione dell'ordine dei pezzi. Un vero e proprio recital, insomma, in cui conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, uno stile fatto di rigore, sobrietà e solidità improvvisativa. Nessuna chiamata alle armi, nessun languore romantico, nessun delirio di potenza, ma un pianismo equilibrato nella scelta degli approcci stilistici. Si va dal piano stride di Everything is bullshit, alla vertiginosa velocità ritmica di Chanson de Johnson e alla ballad di Magic of her earness. Il disco termina con una vera perla, quella Dotted eyes fatta di echi, effetti armonici, riverberi, accordi stridenti che galleggiano nell'aria rilasciando tutto il loro fascino sonoro per poi spegnersi nella musica del silenzio. Un vero, piccolo capolavoro di sperimentazione. C'è, in questo disco, una luminosità estetica, una raffinata sensibilità tali da configurare la sintesi perfetta tra gusto e abilità, tra strategia espressiva e capacità tecnica: questo equilibrio, solido e trasparente nello stesso tempo, ci rende Uri Caine particolarmente caro, lontano com'è dall'hype mediatico e dalla religione dei culti di altri suoi colleghi, portatore tuttavia di una irrequietezza risolta in un continuo ricercare. E non è certo un caso che il suo maestro sia stato George Crumb, inguaribile sperimentatore di stili, suoni, strumenti.

Il concerto all'Auditorium Lo Squero 

Uri Caine presenta il suo disco Callithump in un solo concert il 19 giugno all'Auditorium Lo Squero dell'isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, prima data di una rassegna, Squero Jazz, organizzata da Asolo Musica che avrebbe dovuto prendere via a marzo dello scorso anno e per fortuna torna adesso, affiancando a Caine un altro fuoriclasse della tastiera come Danilo Rea, in concerto il 5 giugno, titolare di collaborazioni felicissime con Paoli e Mina tra gli altri, convinto che «per fare jazz bisogna sempre cercare strade nuove, altrimenti non si fa davvero jazz».

Uri Caine
19 giugno

Auditorium Lo Squero-Isola di San Giorgio Maggiore
www.cini.it

 

 

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