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Feel Venice 2021. Alla scoperta del patrimonio enologico veneziano
di Redazioneweb2   
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Il 3 luglio, nell'antico brolo del Convento dei Frati Carmelitani Scalzi di Venezia, a fianco della stazione ferroviaria di Santa Lucia, un'incredibile area verde perfettamente coltivata, celata agli occhi della città e delle migliaia di persone che ogni giorno ci passano davanti, inconsapevoli della bellezza che si nasconde dietro un alto muro di cinta, si tiene Feel Venice 2021. La manifestazione oltre a svelare un luogo segreto di Venezia, ha lo scopo di favorire la scoperta del patrimonio enelogico veneziano.

 

Cinque isole di degustazione, tante quante sono le denominazioni tutelate dal Consorzio Vini Venezia, predisposte per accogliere gli appassionati del mondo del vino desiderosi di scoprire le eccellenze del patrimonio enologico veneziano. «FeelVenice - commenta Stefano Quaggio, Direttore del Consorzio Vini Venezia - è un evento bellissimo e lo celebriamo quest’anno in una veste rinnovata, che vuole essere soprattutto una festa esclusiva dedicata al vino del nostro magnifico territorio, all’arte e alla cultura di cui siamo molto orgogliosi. Una giornata che vogliamo vivere tutti insieme con gioia e in totale sicurezza, nel pieno rispetto delle normative anti-Covid».

 

La parola ai vini

Protagonisti i vini provenienti dalle diverse denominazioni consortili: DOC Piave, DOC Lison Pramaggiore, DOC Venezia, DOCG Malanotte e DOCG Lison. FeelVenice diventa anche un'opportunità per celebrare l'arte e la cultura, visitando, su prenotazione, la chiesa seicentesca del Convento, dedicata a Santa Maria di Nazareth, anche se conosciuta da tutti come “degli Scalzi” e l'antico Brolo, scoprendo un meraviglioso vigneto-collezione della biodiversità viticola situato nel giardino, uno spazio che racchiude più di 20 preziose varietà, recuperate da diversi orti e giardini veneziani.

 

Una Chiesa, una storia

Qualche cenno sulla chiesa, che subì un violento bombardamento ad opera degli austriaci il 27 ottobre 1915. L'edificio fu costruito nella seconda metà del XVII secolo per conto dell'ordine romano dei frati Carmelitani Scalzi, da poco stabiliti in Laguna, dall'architetto Baldassare Longhena che riuscì a fondere influssi palladiani e stile barocco. Arricchita da un'immagine proveniente dal Lazzaretto Vecchio, a quei tempi chiamato anche Isola di Santa Maria di Nazareth, venne con quel nome consacrata nel 1705. Fu sottoposta a importanti lavori di restauro fra il 1853 e il 1862 da parte del governo austriaco. Sorta a spese di Girolamo Cavazza, la bella facciata, in marmo di Carrara e ricca di capitelli corinzi,venne progettata dall'architetto Giuseppe Sardi, che subentrò al Longhena, tra il 1672 e il 1680. Dominato da marmi colorati e sfarzosi corinzi, l'interno un tempo conteneva un importante affresco di Giandomenico Tiepolo a decorazione della volta. L'affresco andò completamente distrutto durante il bombardamento austriaco. Della grande opera pittorica, che raffigurava Il trasporto della Santa Casa di Loreto, rimane il bozzetto conservato alle Gallerie dell'Accademia. La chiesa contiene anche la tomba di Ludovico Manin, ultimo doge di Venezia.

 

www.consorziovinivenezia.it

 

 

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