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En plein air. A cena a Venezia tra plateatici diffusi e giardini insoliti
di Fabio Marzari   
lunedì 19 luglio 2021

Sembra che tutti coloro i quali possono permettersi di consumare dei pasti al ristorante siano affetti dalla frenesia di recuperare il tempo trascorso tra le pareti domestiche, quando questa operazione era impossibile, causa chiusure per Covid. Complici le amministrazioni locali che per venire incontro alle legittime esigenze dei ristoratori di poter servire il maggior numero di clienti, in sicurezza e distanziati, hanno concesso dei generosi aumenti di superficie pubblica destinata al plateatico, camminare la sera per le calli di Venezia è spesso un percorso a ostacoli tra tavole imbandite e piatti che girano in mano a bravi camerieri, che in taluni casi si destreggiano come prestigiatori per evitare di scontrarsi con i passanti.

Se ci fosse in azione una compagnia di giro come in Amici miei, le cene sarebbero a rischio, infatti la tentazione di vagare con una forchetta in tasca per spiluccare dai vari piatti, solo per il gusto dello scherzo e di vedere le facce attonite dei commensali, è ben presente, ma nessuna induzione a commettere scelleratezze, sia chiaro.
Quello che segue è un giro a caso tra alcuni locali in città, muniti di giardino o di un plateatico significativo.
 

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In riva o in giardino, sette tappe irrinunciabili

Non si può non partire da piazza San Marco e dal Florian, con i suoi tavoli esterni ben ordinati e spaziosi, dove concedersi il piacere di un aperitivo servito in vassoi d’argento con uno stile impeccabile. Sempre vicino a San Marco si trova un locale storico in attività sin dagli inizi del ‘900, nel quattrocentesco Palazzo Zorzi, Al Giardinetto da Severino, con un ampio giardino interno, in cui assaporare ricette tipiche della cucina veneziana all’ombra di un vigneto che produce un vino dolce totalmente site specific. Passando alle Zattere si trova un giardino segreto molto seducente: Sudest 1401 nel palazzo che ospita V-A-C Foundation – dove è in corso una bellissima mostra-laboratorio sui temi della Biennale Architettura 2021 –, perfetto per un aperitivo o per dei piatti che uniscono differenti punti cardinali, con la costante del gusto legato alle emozioni.
Uno dei giardini più intriganti di Venezia lo si trova in fondo a Cannaregio, all’Hotel Heureka, una piccola oasi di verde, in cui il tempo sospeso di una città da sogno si unisce con il design all’avanguardia e dove l’aperitivo è solo un pretesto per vivere la felicità in un luogo speciale.

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Dalle parti di piazzale Roma, a Santa Croce, Zanze XVI è il ristorante in cui si «racconta la Venezia di ieri alla gente di oggi». Un’osteria elegante, dove la convivialità genuina di una trattoria veneziana incontra la cucina di alto livello, con un menù che si adatta al pescato del giorno, seduti lungo una fondamenta tranquilla che concilia il ritmo lento di Venezia con le vibrazioni contemporanee.
Come non ricordare un locale che è un’istituzione? Al Nono risorto, in campo San Cassiano con un ampio giardino, la cucina è semplice e di tradizione, con ottime pizze. Frequentato da generazioni di veneziani ha mantenuto negli anni la sua aria alternativa e autentica.
Dulcis in fundo il giardino-terrazza del St. Regis che finisce col lambire il Canal Grande, elegante, chic, scenografico e in grado di stupire anche per i suoi fantasmagorici cocktail, serviti in maniera indimenticabile con lo sciabordio dell’acqua a fare da colonna sonora...