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Fare, cinema. Intervista ad Emanuela Morozzi
di Andrea Zennaro   

Nel contesto della 78ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, l’Accademia Studio Cinema International ha presentato i suoi corsi di alta formazione cinematografica per attori, sceneggiatori e registi. Per l’occasione ci sono stati 5 relatori d’eccezione: il CEO di Studio Cinema International Massimiliano Cardia e la direttrice di Studio Cinema Verona Emanuela Morozzi, il regista statunitense Abel Ferrara, i registi italiani Ivano De Matteo e Daniele Costantini.

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Massimiliano Cardia, presidente di Studio Cinema International, costruisce la sua carriera muovendo i primi passi nel settore del cinema sentendo nel tempo sempre più l’esigenza di fare qualcosa di nuovo e coraggioso nell’ambito della formazione cinematografica. Grazie all’esperienza maturata tramite l’organizzazione di grandi masterclass con personaggi del calibro di Susan Patrick Benson, Susan Strasberg, Amii Stewart, Lindsay Kemp, Giorgio Albertazzi, Giancarlo Giannini, Michele Placido, Pupi Avati, Paolo Genovese, Ferzan Özpetek guadagna un posto di prestigio ed eccellenza nell’ambito della formazione artistica.

 

 

Ecco quindi che nel 2009 fonda a Roma Studio Cinema International, una realtà “alternativa” a quelle che sono le scuole di cinema classiche, un’accademia dinamica e all’avanguardia in grado di offrire agli alunni la possibilità di accrescere le proprie capacità tramite lo studio con i grandi Maestri. Rapporti con questi ultimi che si sono rafforzati nel tempo, come ad esempio quello con Gabriele Muccino, che si è sviluppato anche sui set cinematografici con la partecipazione dello stesso Cardia nel cast artistico del film di Muccino Gli anni più belli e nell’ultima serie TV A casa tutti bene – La serie in uscita a dicembre su Sky. Nel 2015 viene aperta una sede dell’Accademia a Verona. Qui la direzione passa a una co-fondatrice della scuola ovvero Emanuela Morozzi, sceneggiatrice, regista e produttrice cinematografica che ha alle spalle più di 10 anni di esperienza nel mondo del cinema avendo lavorato su set che vedevano la presenza di nomi quali Giancarlo Giannini, Gèrard Depardieu, Vinnie Jones, Jordi Molla, Claudia Cardinale, Arnoldo Foà e registi internazionali come Peter Greenaway. Hanno completato il tavolo dei relatori tre grandi registi insegnanti dell’Accademia: Abel Ferrara, Ivano De Matteo e Daniele Costantini. Le candidature al nuovo Anno Accademico in partenza sono aperte sia nella sede di Roma che nella sede di Verona: per prenotare la propria audizione è possibile visitare il sito www.studiocinemaverona.com;

Quanto importante è la formazione artistica e culturale nel mondo del cinema contemporaneo e quale obiettivo si pone Studio Cinema nel circuito produttivo cinematografico?
La preparazione artistica e culturale è fondamentale; il nostro obiettivo è quello di formare alti professionisti del settore nel campo della regia, della sceneggiatura e della recitazione cinematografica, pronti per calcare i set.

Come si pone Studio Cinema nel panorama delle scuole dello spettacolo, quanti e quali sono i corsi nei quali si articola la scuola di Verona?
Sicuramente si pone in una posizione di avanguardia offrendo un programma innovativo con radici ben strutturate. I corsi nei quali si articola la scuola di Verona e anche quella di Roma sono tre: corso di recitazione cinematografica, sceneggiatura cinematografica e regia cinematografica.

Quali sono i suoi aspetti più innovativi?
L'innovazione sta sia nel suo prestigioso corpo docente, sia negli strumenti tecnologici ad altissimo livello di cui Studio Cinema dispone.

Come si può trasmettere ad uno studente di regia la passione del racconto per immagini?
Chi prende la decisione di intraprendere un corso di regia, di sicuro, ha già la passione. Il nostro compito è quello di fornire strumenti tecnico - artistici grazie ai quali i nostri allievi possano trovare possibilità di espressione e comunicazione.

Quali sono le attitudini artigianali ed artistiche che un giovane che si approccia al mondo del cinema dovrebbe sviluppare e quali sono le caratteristiche principali che un potenziale candidato al corso di studi dovrebbe possedere?
Allenamento allo studio e all’immaginazione attraverso la tecnica ed una grande passione e concretezza nella realizzazione delle proprie intenzioni.

Quanto difficile è far comprendere ad uno studente la complessità della regia cinematografica?
In questo caso, più che di difficoltà si parla di intensità. Si tratta di una formazione di crescita molto intensa che si estende a vari ambiti dell’arte e della conoscenza.

Quale approccio viene dato allo sviluppo artistico della scrittura cinematografica?
Si parte dall’immaginazione per arrivare poi grazie alla tecnica e all’esercizio ad una struttura. Il primo passo è, senza dubbio, l’idea; successivamente si scrive una sinossi, dalla sinossi si passa al soggetto, dal soggetto alla scaletta e infine si passa alla stesura della sceneggiatura.

Cos’é che si può insegnare nella recitazione e cosa deve essere già in nuce nello studente alle prime armi?
Ciò che va insegnato è un ascolto di sè che può portare lo studente, attraverso la tecnica, a sviluppare vari strumenti utili all’interpretazione.

Quanto importante è avere una preparazione professionale nell’ambito della recitazione cinematografica e, nel corso, vengono usati i 'metodi' classici o si percorrono anche altre strade?
La preparazione é fondamentale e imprescindibile, come in ogni professione. Nel corso di recitazione, per far sì che si raggiungano determinati risultati, si utilizzano tutte le strade possibili che possano portare ad una ricerca artistica completa.