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Scene da una rivoluzione. Al via la nuova stagione del Teatro Stabile del Veneto
di Chiara Sciascia   
giovedì 21 ottobre 2021

È un nuovo orizzonte quello cui guarda il Teatro Stabile Veneto che punta a una ripartenza completa delle sue attività guidato dalla mano sicura del nuovo direttore Giorgio Ferrara, che dalla nomina dello scorso aprile si è unito alla «rivoluzione che il Teatro Stabile ha intrapreso» – come annunciato dal Presidente Giampiero Beltotto durante la presentazione delle Stagioni – mettendo al servizio di quest’ultima tutta la propria esperienza e passione. Una rivoluzione che ha molteplici obiettivi, e primo fra tutti, tornare a essere un Teatro Nazionale e un punto di riferimento culturale a per il Paese e oltreconfine.

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In questa chiara direzione si muovono il progetto per il triennio e la stagione disegnati dal direttore Ferrara, che ha coinvolto registi, autori e interpreti con i quali ha collaborato più strettamente durante la sua lunga carriera per aprire nuovi Scenari senza confini che renderanno il Teatro Stabile del Veneto nei suoi tre palcoscenici, il Verdi a Padova, il Goldoni a Venezia e il Mario Del Monaco a Treviso, un’unica piattaforma culturale capace di inserirsi e dialogare nel panorama teatrale italiano e internazionale.

 

La ‘compagnia’ dello Stabile si allarga quindi con nomi di spicco del teatro che dialogheranno e lavoreranno fianco a fianco con il Direttore per il triennio, da Pier Luigi Pizzi che firma lo spettacolo di apertura della Stagione del Goldoni, Tourandot di Carlo Gozzi, prodotto dallo Stabile stesso, a Bob Wilson, già ospite fisso al Festival di Spoleto diretto da Ferrara e ora pronto a debuttare a Venezia in prima nazionale con il riallestimento dello spettacolo cult I was sitting on my patio... , da Emma Dante che presenta il primo capitolo di una trilogia, Pupo di zucchero, liberamente tratto da Lo cunto de li cunti di Basile, a Sandro Parenzo che sta collaborando con Ferrara ad un progetto musical-teatrale scritto da Massimo Cacciari, ancora top-secret. E se Irina Brooks si occupa del progetto itinerante dedicato ai giovani House of Us, che dopo Palermo fa tappa a Venezia nel 2022, il padre Peter presenta al Goldoni Tempest Project spettacolo nato da un percorso di ricerca sull’ultima opera di Shakespeare, diretto dalla moglie Marie Hélène Estienne, che lo stesso regista inglese, oggi 96enne, ha annunciato con un commosso videomessaggio in conferenza stampa.

 

Molti ancora gli ospiti dei tre palcoscenici dello Stabile per la stagione 21/22, tra cui Andrée Ruth Shammah con Massimo Dapporto ne Il delitto di via dell’Orsina, Andrea Chiodi che presenta Le Troiane di Euripide con Elisabetta Pozzi, Adriana Asti in scena con Spettri di Ibsen diretta Rimas Tuminas, Guglielmo Ferro, Serena Sinigaglia, Giorgio Sangati, ma anche l’internazionale Tom Volf a dirigere un’inedita Monica Bellucci nel ruolo di Maria Callas, Alessandra Ferri celebra quarant’anni di carriera con una coreografia immaginata da Bejart, Cristiana Morganti con il suo Moving with Pina, Jannis Kokkos, Stefano Massini con Ottavia Piccolo ad affrontare la terribile memoria del gerarca nazista Eichmann, Anna Foglietta e Paola Minaccioni ne L’attesa, il leggendario scrittore, marionettista e scultore georgiano Rezo Gabriadze… Oltre 20 titoli, tra cui 13 produzioni e co-produzioni dello Stabile, con 6 debutti in prima nazionale. Il cartellone amalgama la grande tradizione classica e una proposta più contemporanea, che vede i palcoscenici dello Stabile affermarsi da un lato come ribalta per nomi di rilievo della scena regionale, italiana e internazionale, e dall’altro come vetrina per artisti emergenti, oltre che fucina di produzioni originali sempre attenta al territorio.

 

La valorizzazione del territorio dal punto di vista culturale e artistico e l’attenzione verso le nuove generazioni, sono gli altri due punti cardine su cui fonda la missione dello Stabile, all’interno della quale si inseriscono numerosi percorsi e iniziative, dai laboratori di Teatro di Cittadinanza, curati a Venezia dal regista Mattia Berto, al Premio Rete Critica, dedicato ai nuovi linguaggi della scena, dal nuovo progetto sperimentale rivolto alle drammaturgie d’impresa alle numerose collaborazioni con i comuni, tra cui Cortina e Badia Polesine. Riprendono inoltre le lezioni dell’Accademia Carlo Goldoni e le attività per le scuole secondarie di primo e secondo grado, oltre ai laboratori per famiglie. Come la città, che celebra i 1600 anni dalla fondazione, anche il Goldoni, nella stagione 2022 festeggia 400 anni di attività, confermandosi il teatro in attività più antico del mondo… un’età perfetta per risvegliarsi rivoluzionario!

 

www.teatrostabileveneto.it