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Save the date. L'11 novembre a Venezia arriva San Martino
di Fabio Marzari   

San Martino: un santo imprescindibile per una torva di bambini ed ex bambini che aspettano trepidanti l'11 novembre per poter azzannare il meraviglioso biscottone di pasta frolla riccamente decorato di cioccolatini e confetti, simbolo di una tradizione ancora sentita che parte da Venezia per poi espandersi a raggiera nella terraferma.

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Il fascino senza tempo di una storia di carità, in cui il soldato romano a cavallo dona il suo mantello al viandante sfinito dagli stenti di una vita cenciosa, riveste sempre importanza, specie in un periodo complesso come il presente, stretti in un mondo a doppia velocità, in cui la forbice sociale è sempre più evidente.

La bellezza della cultura veneziana si ritrova nell'aver saputo mantenere vive le tradizioni ancestrali, mescolate tra realtà e leggenda, ed anche al giorno d'oggi il san Martino è un simbolo forte di legame con la storia. Non sembri la giustificazione di un goloso non pentito che non saprebbe mai rinunciare al dolce squisito, le tradizioni quando sono vive e sentite rappresentano un legame col passato e si proiettano nel futuro ed è per questo che vanno favoriti gli acquisti dell'equino biscottato.

 

La data dell'11 novembre segna la fine del calendario agricolo, il giorno in cui i frutti della terra diventano denaro, altrove si sacrificano delle povere oche per festeggiare un'annata trascorsa e trarre auspici per quella futura, a Venezia le pennute possono provare almeno metaforicamente a starnazzare felici e salve, senza finire in tecia o peggio ancora sacrificate in modo barbaro per il palato di gourmet che adorano il foie gras. Vox populi associa l'oca mangiata a San Martino con la promessa di denaro futuro «chi no magna oca a San Martin non fa el beco de un quatrin!», resto fermamente convinto che sia meglio spendere i soldi per acquistare un san Martino in pasticceria o laboratori artigiani e regalare/regalarsi un piccolo momento di felicità, intonando sempre «viva viva san Martin».